Scheda modello

Plymouth Conquest

La Plymouth Conquest è una coupé sportiva a trazione posteriore, prodotta dal 1984 al 1986 come versione ribadgeizzata della giapponese Mitsubishi Starion, spinta da un quattro cilindri turbo da 2.6 litri.

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Perché sì

  • Motore turbo da 2.6 litri brioso e con buona coppia disponibile già ai bassi regimi
  • Meccanica robusta se mantenuta in configurazione originale, senza incrementi di sovralimentazione
  • Linea fastback con fari a scomparsa molto riconoscibile per l'epoca
  • Differenziale autobloccante disponibile, utile per sfruttare la potenza in trazione posteriore
  • Prezzo d'acquisto sul mercato dell'usato ancora relativamente accessibile rispetto a rivali giapponesi coevi

Da valutare

  • Impianto di alimentazione fragile, con iniettori soggetti a intasarsi e pompe carburante poco affidabili
  • Rischio di cricche alla testata se il boost del turbo viene alzato oltre i valori di fabbrica
  • Sistema a iniezione monopunto (TBI) dei primi modelli poco pratico da diagnosticare e riparare
  • Rete di ricambi oggi limitata, trattandosi di un modello di nicchia prodotto per pochi anni
  • Gamma motori unica (solo 2.6 turbo) senza alternative più semplici o economiche da mantenere

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva (Gran Turismo)
Carrozzeria
Coupé 3 porte fastback 2+2
Anni di produzione (badge Plymouth)
1984-1986
Origine del progetto
Mitsubishi Starion (Giappone), commercializzata da Chrysler
Motore
4 cilindri 2.6 litri turbo (Mitsubishi G54B)
Trazione
Posteriore
Cambio
Manuale a 5 marce o automatico a 4 marce
Potenza
Da 145 CV (versione narrowbody) fino a 176 CV (versione widebody intercooled)

Negli anni Ottanta Chrysler, proprietaria del marchio Plymouth, stringe un'alleanza industriale con Mitsubishi Motors per arricchire la propria gamma senza sviluppare da zero un modello sportivo. Nasce così la Conquest, una coupé 2+2 con motore turbo interamente progettata e costruita in Giappone da Mitsubishi come Starion, ma venduta negli Stati Uniti con badge Dodge e Plymouth a partire dal 1984. La vettura punta a intercettare gli appassionati attratti dalle coupé sportive giapponesi dell'epoca, proponendosi come alternativa più accessibile a modelli come la Mazda RX-7 o la Nissan 300ZX. Dal 1987 il nome Conquest resta in listino solo sotto il marchio Chrysler, chiudendo così il breve capitolo Plymouth di questa vettura, che si conclude comunque nel 1989 con la fine della produzione della Starion stessa.

Un progetto nato dall'alleanza con Mitsubishi

La Conquest non nasce come vettura Plymouth in senso stretto, ma come risultato dell'accordo industriale tra Chrysler e Mitsubishi Motors. La base tecnica è quella della Mitsubishi Starion, coupé giapponese progettata per competere con le sportive turbo dell'epoca.

Chrysler decide di distribuire la stessa vettura, con piccole differenze estetiche, sotto tre marchi diversi nel corso degli anni: Dodge e Plymouth dal 1984 al 1986, e infine solo Chrysler dal 1987 al 1989. Questa strategia di badge engineering permette al gruppo americano di offrire rapidamente una coupé sportiva turbo senza sostenerne i costi di sviluppo.

Motore

4 cilindri 2.6 litri turbo (Mitsubishi G54B)

Motore turbo e meccanica

Sotto il cofano trova sempre posto un quattro cilindri Mitsubishi da 2.6 litri sovralimentato tramite turbocompressore, abbinato a un cambio manuale a 5 marce di serie oppure a un automatico a 4 rapporti in opzione, con trazione posteriore.

  • Le prime versioni, prive di intercooler, erogano circa 145 CV
  • Le versioni successive, dotate di intercooler aria-aria, arrivano fino a 176 CV
  • È disponibile un differenziale autobloccante per migliorare la trazione in accelerazione
  • Le sospensioni adottano schema McPherson sia all'anteriore sia al posteriore

Le finiture di gamma comprendono le varianti LE, la più ricercata Technica con quadro strumenti digitale e la sportiva TSi, quest'ultima abbinata sempre alla carrozzeria widebody e al motore intercooled.

Potenza

Da 145 CV (versione narrowbody) fino a 176 CV (versione widebody intercooled)

Narrowbody e widebody: due carrozzerie in pochi anni

Nei primi anni di commercializzazione la Conquest adotta una carrozzeria più stretta, priva delle vistose parafanghi allargati, per rientrare nei limiti dimensionali un tempo imposti dalla normativa giapponese sulle dimensioni esterne.

A metà del 1985 debutta la variante widebody, riconoscibile per i parafanghi allargati che aumentano la carreggiata e migliorano la stabilità, abbinata quasi sempre al motore con intercooler. Il passo resta fissato a 2.435 mm, mentre la larghezza cresce da circa 1.685 mm della narrowbody a 1.745 mm della widebody, con un peso a vuoto compreso tra 1.260 e 1.340 kg a seconda della versione.

Anni di produzione (badge Plymouth)

1984-1986

Affidabilità e mercato dell'usato oggi

Il quattro cilindri turbo Mitsubishi si dimostra generalmente robusto se lasciato nelle regolazioni originali, ma manomissioni sulla pressione del turbo possono portare a cricche sulla testata. Il punto debole più segnalato riguarda l'impianto di alimentazione, con iniettori soggetti a intasarsi e pompe carburante non sempre durature; i primi modelli con iniezione monopunto risultano inoltre più delicati da mettere a punto rispetto alle versioni successive a iniezione elettronica multipoint.

Sul mercato del collezionismo americano le quotazioni sono ancora molto variabili: esemplari di uso quotidiano si trovano a poche migliaia di dollari, mentre unità TSi in condizioni originali e a basso chilometraggio possono superare i 20.000-25.000 dollari nelle aste specializzate.

Le generazioni della Conquest

  • Conquest narrowbody (1984 - metà 1985) — Prima serie della Conquest a marchio Plymouth, con carrozzeria stretta priva di parafanghi allargati e motore turbo 2.6 litri senza intercooler, per una potenza dichiarata di circa 145 CV. È la versione entry level della gamma.
  • Conquest widebody TSi (metà 1985 - 1986) — Serie caratterizzata da parafanghi e minigonne allargati, motore turbo con intercooler aria-aria e potenza superiore rispetto alla narrowbody. È l'ultima evoluzione della vettura ancora venduta con badge Plymouth, prima che dal 1987 il nome Conquest passi in esclusiva al marchio Chrysler.

Domande frequenti sulla Conquest

La Plymouth Conquest è davvero una Mitsubishi?

Sì. Meccanicamente è la Mitsubishi Starion, progettata e costruita in Giappone, che Chrysler ha importato e venduto negli Stati Uniti con marchi diversi, tra cui Plymouth, nell'ambito di un accordo industriale tra i due gruppi.

Che motore monta la Plymouth Conquest?

Un quattro cilindri Mitsubishi da 2.6 litri sovralimentato da turbocompressore, abbinato a cambio manuale a 5 marce o automatico a 4 marce con trazione posteriore. Le versioni più evolute aggiungono un intercooler per aumentare la potenza.

Qual è la differenza tra la versione narrowbody e quella widebody?

La narrowbody, in vendita dal 1984, ha una carrozzeria più stretta e un motore turbo senza intercooler. Dalla metà del 1985 arriva la widebody, con parafanghi allargati, carreggiata maggiorata e motore intercooled più potente.

Perché il nome Conquest ha smesso di essere venduto come Plymouth nel 1986?

A partire dal 1987 Chrysler ha deciso di concentrare la commercializzazione della Conquest esclusivamente sul proprio marchio, interrompendo le versioni gemelle Dodge e Plymouth pur mantenendo la stessa base tecnica fino alla fine della produzione, nel 1989.

La Plymouth Conquest è un'auto affidabile da tenere oggi?

Il propulsore turbo regge bene se non viene modificato oltre i valori di fabbrica, ma va prestata attenzione all'impianto di alimentazione, spesso soggetto a iniettori intasati e pompe carburante da sostituire, oltre alla scarsa disponibilità di ricambi originali.

Fonti

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