Un'auto americana di nome, giapponese di fatto
La Plymouth Colt è uno degli esempi più rappresentativi del fenomeno dei captive import: vetture progettate e costruite da un produttore straniero ma vendute sotto il marchio di un'altra casa automobilistica. Chrysler, alla ricerca di un modello compatto da contrapporre alla concorrenza interna americana, trova in Mitsubishi Motors il partner ideale, avviando una collaborazione industriale che porterà anche alla nascita di altri modelli gemelli con marchio Dodge.
- Base tecnica derivata dalla Mitsubishi Galant nelle prime generazioni
- Passaggio alla piattaforma Mirage a trazione anteriore dal 1979
- Vendita in parallelo con la quasi identica Dodge Colt
Anni di produzione
1971 - 1994
Le generazioni della Colt
Nell'arco di oltre vent'anni la gamma si rinnova più volte, seguendo da vicino l'evoluzione dei modelli Mitsubishi da cui deriva. Le prime versioni propongono carrozzerie a due porte con montante, hardtop, berlina quattro porte e wagon cinque porte, mentre dalla fine degli anni Settanta la gamma si sposta su architetture più moderne a trazione anteriore, con motorizzazioni via via più efficienti e potenti, comprese alcune varianti turbocompresse.
La variante Vista: la wagon a vocazione familiare
Accanto alle versioni berlina e coupé, Plymouth propone anche la Colt Vista, una wagon a cinque porte introdotta come modello dell'anno 1984 e derivata dalla Mitsubishi Chariot (nota altrove anche come Space Wagon). Pensata per le famiglie, offre nel tempo anche la trazione integrale opzionale, una rarità per un'auto compatta di quella fascia di prezzo.
Il finale di carriera e l'eredità
Con l'arrivo degli anni Novanta il mercato americano delle compatte cambia rapidamente e Chrysler decide di puntare su un modello sviluppato internamente. La produzione della Colt si chiude dopo l'anno modello 1994, quando il testimone passa alla nuova Dodge/Plymouth Neon. Resta comunque la testimonianza di un capitolo importante nella storia di Plymouth, quello dell'apertura al mercato asiatico in un'epoca in cui l'efficienza dei consumi era diventata un criterio d'acquisto decisivo per milioni di automobilisti americani.
