Dal debutto al successo delle grandi berline
Nata nel 1954 come top di gamma in sostituzione della Cranbrook, la Belvedere propone fin da subito una gamma di carrozzerie molto ampia: berlina, hardtop, cabriolet e station wagon. Nella seconda serie, presentata nel 1955-1956, la vettura adotta il celebre "Forward Look" disegnato da Virgil Exner, con linee più slanciate e le prime pinne posteriori, ed è tra le prime auto americane a introdurre il cambio automatico selezionabile tramite pulsanti sul cruscotto.
Con la terza serie, tra il 1957 e il 1959, la Belvedere riceve un ulteriore rinnovamento stilistico e meccanico, con l'introduzione della sospensione anteriore Torsion-Aire, mentre la gamma motori si allarga dai sei cilindri fino a diversi propulsori V8.
Anni di produzione
1954-1970
Il Slant-6 e la svolta compatta
Nel 1960, con la quarta serie, la Belvedere viene ridimensionata e riceve in dotazione il nuovo motore sei cilindri Slant-6 da 3,7 litri, riconoscibile per il blocco inclinato di 30 gradi che ne consentiva un'installazione più compatta. Questo propulsore diventerà celebre per la sua robustezza e affidabilità, qualità che gli varranno un utilizzo prolungato su numerosi modelli Chrysler negli anni successivi.
La quinta serie, tra il 1962 e il 1964, mantiene un impianto compatto ma pone le basi per il salto di immagine successivo, grazie alle prime motorizzazioni V8 ad alte prestazioni offerte in gamma.
Segmento
Full-size (1954-1964), poi intermedia (1965-1970)
L'era Hemi e i successi in pista
Il momento di massima notorietà sportiva della Belvedere arriva nel 1964, quando alla 500 miglia di Daytona tre esemplari equipaggiati con il motore V8 Hemi si classificano ai primi tre posti, con Richard Petty al volante della vettura vincitrice. Negli anni successivi la gamma motori si arricchisce ulteriormente: al V8 Wedge da 426 cu in introdotto nel 1965 si affianca, dal 1967, il leggendario Hemi 426, capace di erogare circa 425 CV, insieme al V8 440 della famiglia RB.
Nel 1968 Richard Petty conquista il campionato NASCAR Grand National al volante di una Belvedere, consacrando definitivamente il modello come uno dei protagonisti dell'epoca d'oro delle muscle car americane.
Dalla sesta serie al passaggio di testimone con la Satellite
Nel 1965, con la sesta serie, la Belvedere lascia il segmento delle full-size, ruolo assunto nuovamente dalla Fury, per diventare una vettura di taglia intermedia. La settima e ultima serie, prodotta tra il 1968 e il 1970, adotta lo stile "a bottiglia di Coca-Cola" con fiancate sinuose tipico del linguaggio stilistico Chrysler di fine decennio.
Già dal 1968 il nome Satellite, in origine riservato all'allestimento di punta della gamma Belvedere, viene utilizzato come sottoserie a sé stante. Dopo il 1970 la Belvedere esce definitivamente di produzione e il nome Satellite ne raccoglie l'eredità come nuova denominazione di modello.
