Un motore pensato per il gas
Il cuore del Porter NP6 è un quattro cilindri 1.498 cc interamente in lega di alluminio, con doppio albero a camme in testa e distribuzione a 16 valvole comandata a catena, dotato di doppio variatore di fase su aspirazione e scarico. Il propulsore è omologato Euro 6D-Final e viene proposto esclusivamente in configurazione bi-fuel: benzina abbinata a GPL oppure a metano, con la combustione a gas privilegiata durante la marcia e l'accensione a benzina riservata alle fasi di avviamento a freddo.
- Potenza: 106 CV (78 kW) a 6.000 giri/min
- Coppia: 136 Nm a 4.500 giri/min
- Cambio: manuale a 5 rapporti
- Autonomia: versioni Short Range e Long Range, queste ultime con doppio serbatoio metano da 55 litri ciascuno
Motore
1.5 (1.498 cc) 4 cilindri benzina/GPL o benzina/metano
Dimensioni, allestimenti e capacità di carico
Il Porter NP6 nasce come il più capiente della sua storia pur restando compatto: la larghezza della cabina è di 1,64 metri e la lunghezza complessiva varia, a seconda della versione, tra circa 4,3 e 5,1 metri, con passo lungo fino a 3.250 mm. Il pianale di carico può misurare da 2,20 x 1,68 metri fino a 3,08 x 1,80 metri, sufficiente a ospitare fino a quattro pallet euro.
La portata utile è uno dei punti di forza del modello: le versioni con ruote singole al retrotreno arrivano fino a 1.275 kg, mentre quelle a ruote gemellate superano i 1.600 kg, con una massa complessiva a terra di 2.800 kg. La gamma comprende tre impostazioni di base, cassone fisso, cassone ribaltabile e autotelaio, declinate in cinque allestimenti (Start, Plus, Top, HD e HD Top) e centinaia di combinazioni possibili tra passi, carrozzerie e dotazioni.
Potenza massima
106 CV (78 kW) a 6.000 giri/min
Alla guida: un city truck cresciuto
Rispetto al Porter di prima generazione, il NP6 abbandona il tradizionale muso piatto per un frontale più simile a quello di un furgone convenzionale, scelta dettata anche dalle normative di sicurezza. Su strada colpiscono l'assetto ben piantato e l'altezza da terra generosa, che permettono di affrontare senza timori anche brevi tratti autostradali, pur restando un mezzo pensato soprattutto per l'uso urbano: la velocità è infatti limitata elettronicamente a 120 km/h.
La maneggevolezza resta il punto di forza principale, con un raggio di sterzata contenuto che rende il Porter NP6 particolarmente a suo agio nelle manovre in spazi stretti e nei centri storici, contesto per cui è stato definito un vero e proprio «city truck».
Anni di produzione
Dal 2021 (in produzione)
Dal Porter Daihatsu al Porter Foton
La prima generazione del Porter, in produzione dal 1992 al 2020, nasceva dalla joint venture tra Piaggio e Daihatsu sulla base del kei-van giapponese Hijet S80, di cui riprendeva telaio e lamierati opportunamente rinforzati per l'omologazione europea. Una versione dello stesso veicolo fu commercializzata anche con il marchio Innocenti fino al 1997. Sciolto l'accordo con Daihatsu nel 2002, Piaggio proseguì da sola la produzione fino al debutto del tutto nuovo Porter NP6, presentato nel gennaio 2021 e sviluppato con il gruppo cinese Foton a partire dal modello Gratour V3, poi riprogettato a Pontedera per rispettare gli standard europei di emissioni e sicurezza.







