Le origini: la joint venture con Daihatsu
Il Porter debutta come frutto di un accordo industriale tra Piaggio e Daihatsu, con una società partecipata al 51% dall'azienda italiana e al 49% dalla casa giapponese. Il progetto riprende telaio e lamierati della Daihatsu Hijet S80, ma la parte anteriore viene riprogettata e rinforzata con acciai più resistenti per superare i crash test richiesti dalle omologazioni europee.
- Produzione avviata a Pontedera nel settembre 1992
- Commercializzazione europea dalla primavera 1993
- Vendita in parallelo anche come Daihatsu Hijet in alcuni mercati asiatici e nel Regno Unito
Le prime versioni comprendono furgone, furgone vetrato/minibus e pick-up, inizialmente con motore tre cilindri benzina da 1000 cc, a cui si affiancano dal 1995 le prime motorizzazioni diesel Lombardini da 1200 cc.
Motore NP6
1,5 litri 4 cilindri, benzina/GPL o benzina/metano, 106 CV
L'evoluzione della prima generazione (1998-2020)
Nel 1998 il Porter riceve un restyling importante, con l'adozione dei nuovi motori benzina Daihatsu 1.3 16V e diesel Lombardini 1.4. Nel 2002 la joint venture con Daihatsu si scioglie e la produzione prosegue interamente sotto il controllo Piaggio.
Negli anni successivi la gamma viene progressivamente aggiornata per seguire l'evoluzione delle normative sulle emissioni e le richieste del mercato:
- 2003: introduzione dell'alimentazione a GPL
- 2006: motore benzina Euro 4, uscita di scena del diesel
- 2008: variante Eco Power a GPL Euro 4 e debutto della versione Maxxi a portata estesa
- 2011: aggiornamento Euro 5 su benzina, GPL, metano, diesel ed elettrico
- 2015: omologazione Euro 6
Il Porter viene inoltre prodotto, in una versione dedicata, anche nello stabilimento indiano di Baramati tra il 2013 e il 2019.
Anni di produzione
Dal 1992 (prima serie) al 2020; dal 2021 generazione NP6
Porter NP6: il nuovo city truck
Presentata a gennaio 2021, la nuova generazione NP6 viene sviluppata da Piaggio insieme al costruttore cinese Foton e ridefinisce il concetto di veicolo commerciale compatto, tanto che l'azienda la definisce un vero e proprio "city truck".
Rispetto alla generazione precedente cresce sensibilmente: la lunghezza supera i 4,2 metri e la larghezza dell'abitacolo passa a 1,64 metri, con un incremento della portata utile fino al 30% in più. Il motore è un 1,5 litri 4 cilindri Euro 6D-Final da 106 CV e 136 Nm di coppia, disponibile in abbinamento benzina/GPL o benzina/metano, con varianti Short Range e Long Range in base all'autonomia richiesta.
- Passo corto o lungo, ruote posteriori singole o gemellate
- Portata utile da circa 1.275 kg fino a oltre 1.600 kg, massa totale fino a 2.800 kg
- Versioni pianale fisso, pianale ribaltabile idraulico ed autotelaio
- Cinque livelli di allestimento: Start, Plus, Top, HD e HD Top
Guida, comfort e affidabilità
Il punto di forza storico del Porter resta la maneggevolezza: dimensioni contenute e raggio di sterzata ridotto lo rendono adatto a muoversi in centri storici, vicoli stretti e spazi di manovra limitati, dove pochi altri veicoli commerciali riescono a destreggiarsi con altrettanta facilità.
Di contro, la tenuta di strada resta un aspetto da gestire con attenzione: il baricentro alto e il passo corto generano rollio e beccheggio più marcati rispetto a un furgone tradizionale, specialmente a vuoto o in presenza di vento laterale forte. Le versioni più recenti hanno comunque fatto passi avanti significativi in termini di comfort e insonorizzazione rispetto ai modelli più datati.
Sul fronte usato, il Porter gode di una domanda costante che mantiene le quotazioni piuttosto elevate anche per esemplari non più giovanissimi: un fattore da considerare insieme ai costi di manutenzione, non sempre economici per un veicolo dalla meccanica peculiare rispetto ai furgoni generalisti.







