Dal prototipo di Parigi alla causa con Porsche
La Speedster II nasce come esercizio di stile presentato al Salone di Parigi del 2000: una carrozzeria in fibra composita montata su un telaio tubolare originale, disegnata per richiamare l'eleganza dei roadster europei degli anni Cinquanta. Le somiglianze con la Porsche 356 A Speedster non sono passate inosservate e nel 2004 la casa di Stoccarda ha portato PGO in tribunale per concorrenza sleale, senza però riuscire a bloccarne la produzione: la causa si è conclusa con la vittoria in appello del piccolo costruttore di Alès.
- Debutto come prototipo al Mondial de l'Automobile 2000
- Avvio delle vendite nel 2002
- Contenzioso legale con Porsche risolto in appello a favore di PGO
Motorizzazioni
2.0 aspirato 4 cilindri (140 CV) / 1.6 turbo BMW (184 CV)
Motorizzazioni: dal quattro cilindri Peugeot al turbo BMW
La prima serie della Speedster II montava un quattro cilindri aspirato di 1.997 cm³ derivato dal gruppo PSA, con potenza dichiarata intorno ai 138-140 CV, abbinato a un cambio manuale a 5 rapporti e trazione posteriore: prestazioni dichiarate di 215 km/h di velocità massima e 0-100 km/h in circa 7 secondi. Nel tempo la gamma si è evoluta verso propulsori turbocompressi della famiglia sviluppata congiuntamente da BMW e dal gruppo PSA, già utilizzati su modelli come la Mini Cooper S. Nel 2012 PGO ha formalizzato un accordo di fornitura diretta con BMW, adottando un quattro cilindri turbo 1.6 da 184 CV e 240 Nm di coppia, abbinato a un cambio manuale a 6 rapporti (con automatico disponibile a richiesta) e velocità massima dichiarata di 225 km/h.
Velocità massima
215-225 km/h a seconda della motorizzazione
Costruzione artigianale e personalizzazione
Ogni esemplare viene assemblato a mano nello stabilimento di Saint-Christol-lès-Alès, con una scocca in materiale composito montata su un telaio tubolare e sospensioni a schema McPherson su entrambi gli assi. PGO offre un ampio programma di personalizzazione che comprende diverse tinte di carrozzeria, capote in tela, selleria in pelle e dettagli in fibra di carbonio, coerente con l'approccio da vettura costruita su ordinazione più che prodotta in serie.
Anni di produzione
Dal 2002 (prima serie), dal 2012 con motore BMW
Guida su strada e mercato dell'usato
Sulla strada la Speedster II si distingue per la leggerezza e per un comportamento reattivo tipico dei roadster essenziali, penalizzato però da una visibilità posteriore limitata a capote chiusa e dall'assenza di un poggiapiede sinistro che rende meno naturali le frenate più impegnative. Sul mercato dell'usato si tratta di un'auto rara, apprezzata dagli appassionati per l'esclusività costruttiva ma con una rete di assistenza ridotta rispetto ai roadster dei grandi costruttori generalisti, elemento da considerare prima dell'acquisto.