Motore e prestazioni
Nella sua prima serie, tra il 2005 e il 2011, la Cévennes montava un 4 cilindri Peugeot da 2,0 litri con 140 CV e 195 Nm di coppia, capace di 215 km/h di velocità massima.
- Dal restyling presentato al Salone di Parigi 2012 il propulsore è un 4 cilindri turbo 1.6 da 1598 cm³ della famiglia "Prince", frutto della collaborazione tra PSA e BMW
- Potenza di 184 CV (135 kW) con 240 Nm di coppia, che salgono a 260 Nm in overboost per pochi secondi
- Velocità massima di 225 km/h, cambio manuale a 6 rapporti con opzione di trasmissione automatica
Il motore è posizionato in configurazione centrale-posteriore, una scelta che privilegia l'equilibrio dinamico tipico delle vetture sportive di piccola serie.
Potenza
184 CV (140 CV nella serie iniziale)
Costruzione artigianale e materiali
La Cévennes nasce su un telaio tubolare in acciaio rivestito da una scocca in materiale composito, secondo la tradizione costruttiva di PGO.
- Ogni esemplare richiede circa 300 ore di lavorazione manuale
- La produzione complessiva del marchio si attesta tra 35 e 50 vetture l'anno, tra tutti i modelli
- Dotazioni di serie che includono interni in pelle, climatizzatore, autoradio con navigatore e cerchi in lega da 17 pollici
Questo approccio quasi sartoriale consente ampie possibilità di personalizzazione, dagli interni in pelle premium alle capote bicolore.
Velocità massima
225 km/h
Versioni speciali e serie limitate
Nel corso degli anni la Cévennes ha dato vita a diverse declinazioni a tiratura ridottissima, pensate per collezionisti ed appassionati.
- Cévennes C, con hard-top rigido removibile, realizzata in 5 esemplari
- Coastline, una roadster priva di tetto, prodotta in 3 esemplari
- Water Snake, con carrozzeria interamente in fibra di carbonio, realizzata in 2 esemplari
- Cévennes Swarovski, un esemplare unico impreziosito da cristalli Swarovski
Anni di produzione
Dal 2005, tuttora in listino
Su strada: pregi e limiti
Alla guida la Cévennes conferma un carattere brioso: il turbo 1.6 si dimostra reattivo e ben abbinato al peso contenuto della vettura, regalando una buona motricità nei percorsi sinuosi.
Non mancano però alcuni compromessi tipici di una produzione artigianale a bassi volumi: la posizione di guida risulta poco regolabile, lo sterzo elettrico appare piuttosto leggero rispetto al resto delle sensazioni trasmesse dall'auto, e la stabilità ad alta velocità in autostrada non è ai livelli delle sportive di grande serie.