Un monovolume nato da una joint venture
La Peugeot 806 è il risultato dell'accordo industriale Sevel tra il gruppo PSA e Fiat, pensato per condividere piattaforma, meccanica e costi di sviluppo tra quattro marchi diversi. Il progetto dà vita alla cosiddetta famiglia degli Eurovan, di cui la 806 rappresenta la declinazione Peugeot, affiancata da Citroën Evasion, Fiat Ulysse e Lancia Zeta.
- Produzione nello stabilimento Sevel Nord di Valenciennes, in Francia
- Lancio commerciale nel 1994
- Restyling di aggiornamento nel 1998
- Uscita di produzione nel 2002, con passaggio di testimone alla Peugeot 807
Anni di produzione
1994 - 2002
Motori e meccanica
La gamma motori della 806 copre sia il benzina sia il diesel, con impostazione classica a quattro cilindri e trazione anteriore.
- Benzina: 2.0 aspirato da 121 CV, poi sostituito nel 1999 da un'unità 2.0 da 132 CV; disponibile anche un 2.0 turbo da 147 CV nei primi anni, oltre a un 1.8 riservato ad alcuni mercati esteri
- Diesel: 1.9 turbodiesel da 92 CV e 2.1 turbodiesel da circa 109-110 CV nelle prime serie, poi affiancati e sostituiti dal più moderno 2.0 HDi common rail
- Cambio: manuale a 5 rapporti su tutta la gamma, con automatico opzionale sulle versioni a benzina 2.0
I motori diesel, in particolare l'HDi common rail, sono generalmente considerati tra i punti di forza della 806 per affidabilità e consumi contenuti rispetto alla stazza del veicolo.
Restyling
1998
Spazio, modularità e vita di famiglia
Il punto di forza della 806 è l'abitabilità: la configurazione a sette o otto posti, con sedili singoli removibili e scorrevoli, permette di adattare l'abitacolo alle esigenze del momento, privilegiando lo spazio per i passeggeri o il volume di carico. Le porte laterali scorrevoli, presenti su entrambi i lati, facilitano l'accesso anche in spazi di parcheggio ristretti, un elemento che ha contribuito al successo del modello presso le famiglie numerose.
Una curiosità: la 806 in pista a Spa-Francorchamps
Nel luglio 1995 una Peugeot 806 profondamente modificata ha preso parte alla 24 Ore di Spa-Francorchamps nella categoria Procar, riservata a vetture derivate dalla produzione di serie. Il monovolume, affidato a tre piloti belgi, montava un motore derivato dalla Peugeot 306 Maxi e freni e sospensioni ripresi dalla 405 Superturismo, per una potenza stimata attorno ai 300 CV. Un episodio insolito che ha mostrato come anche un'auto di famiglia potesse essere reinterpretata in chiave sportiva, suscitando grande curiosità tra il pubblico presente in circuito.
Affidabilità e mercato dell'usato
La Peugeot 806 gode di una reputazione di solidità meccanica, soprattutto nelle versioni diesel: non sono rare le testimonianze di esemplari che hanno superato le centinaia di migliaia di chilometri con una manutenzione ordinaria. Tra le criticità più segnalate figurano l'eventuale intasamento della valvola EGR e la necessità di affidarsi a cinghie di distribuzione di qualità per evitare rotture premature. Sul mercato dell'usato la 806 rappresenta oggi una delle soluzioni più economiche per chi cerca un monovolume spazioso, con quotazioni che partono da poche migliaia di euro a seconda di stato e chilometraggio.









