Un nome ispirato al mare
Il nome e il logo della Manta nascono da un episodio insolito per l'industria automobilistica. Nel 1969 il designer Opel George Gallion vola a Parigi per incontrare il team del celebre ricercatore marino Jacques Cousteau e, osservando ore di filmati oceanici, resta colpito dall'immagine di una grande manta che risale verso la superficie illuminata. Da quella suggestione nasce lo stemma cromato che comparirà sui parafanghi anteriori della nuova coupé.
La vettura debutta ufficialmente a Timmendorfer Strand, sul Mar Baltico, nel settembre 1970, presentata come un modello nuovo e non come erede diretta di un'altra vettura Opel. Il successo è immediato: già nel primo anno vengono immatricolati oltre 56.000 esemplari.
Motorizzazioni
Benzina, da 1.2 a 2.4 litri, da 60 a 144 CV (fino a 280 CV nella Manta 400 da competizione)
Manta A: la coupé nata dall'Ascona
La prima generazione, disegnata da Erhard Schnell e George Gallion, condivide la base meccanica con la Opel Ascona, presentata pochi mesi dopo. Con una carrozzeria fastback a due porte, la Manta A si propone come rivale della Ford Capri, puntando su un listino di motorizzazioni ampio: si parte dal 1.2 litri da 60 CV fino al quattro cilindri 1.9 da 90 CV.
Nel 1974 arriva la versione GT/E, con iniezione elettronica Bosch L-Jetronic, 105 CV e una velocità massima dichiarata di 185 km/h, la variante più prestazionale della gamma. Prodotta fino al 1975, la Manta A totalizza 498.553 esemplari.
Anni di produzione
1970-1988
Manta B: tredici anni di carriera, tra strada e rally
Presentata al Salone di Francoforte del 1975, la Manta B affianca alla carrozzeria coupé notchback anche una variante hatchback a tre porte, la Combi Coupé, introdotta nel 1978. Il coefficiente aerodinamico di 0,352 la rende particolarmente efficiente per l'epoca. Resta in produzione fino al 1988, diventando la generazione di modello più longeva nella storia Opel, per un totale di 557.940 unità.
Nel 1983 la GT/E viene rinominata GSi e adotta l'iniezione elettronica di nuova generazione. Il vertice della gamma è però la Manta 400: la versione stradale, 245 esemplari prodotti dal 1982, sviluppa 144 CV, mentre la variante da competizione Gruppo B arriva fino a 280 CV grazie a un quattro cilindri 2.4 a doppio carburatore Weber e cambio a cinque marce con differenziale autobloccante ZF. Con questa vettura Opel conquista i titoli nazionali rally di Germania e Francia nel 1983 e partecipa al Campionato del Mondo Rally, pur senza ripetere i successi ottenuti in precedenza dalla Ascona.
Il valore oggi: mercato dell'usato e collezionismo
Cinquant'anni dopo il debutto, la Manta è entrata stabilmente nel mercato delle auto d'epoca. Secondo le valutazioni di settore riprese da Opel, un esemplare in buone condizioni estetiche e meccaniche, originale o restaurato, si attesta generalmente tra 12.000 e 15.000 euro, mentre le vetture ancora marcianti ma con difetti estetici partono da circa 8.000 euro.
Le versioni più ricercate spuntano quotazioni superiori: una GT/E, prodotta in circa 5.000 esemplari, si aggira intorno ai 20.000 euro, mentre le edizioni speciali come Swinger e Black Magic possono aggiungere fino al 20% al valore base. Il mercato premia soprattutto originalità e documentazione della storia del veicolo.
Il ritorno in chiave elettrica
Nel 2021 Opel ha riportato il nome Manta sotto i riflettori con la GSe ElektroMOD, un restomod costruito su una Manta A del 1974 proveniente dai magazzini Opel Classic. Il motore a benzina originale lascia spazio a un propulsore sincrono da 108 kW (147 CV), alimentato da una batteria da 31 kWh posizionata nel vano bagagli per un'autonomia dichiarata di circa 200 km e una velocità massima limitata elettronicamente a 150 km/h, mantenendo però il cambio manuale a quattro marce originale.
Il progetto ha aperto la strada all'idea di una nuova Manta di serie completamente elettrica, il cui arrivo sul mercato è stato più volte annunciato e successivamente rinviato dal management Opel, segno di quanto il nome resti centrale nella strategia di comunicazione del marchio.
