Dalla ripartenza del dopoguerra alla svolta della trazione anteriore
Dopo la parentesi bellica, la Kadett torna nel 1962 con la serie A, una compatta più moderna e spaziosa pensata per una clientela di massa. Le succede nel 1965 la Kadett B, cresciuta in lunghezza e larghezza, venduta in oltre 120 paesi e prodotta in circa 2,6 milioni di esemplari: diventa anche la base meccanica della coupé sportiva Opel GT.
La Kadett C, in produzione dal 1973 al 1979, è l'ultima della stirpe a montare la trazione posteriore ed è costruita sulla piattaforma T-Car di General Motors, condivisa con la Vauxhall Chevette: oltre metà della produzione, pari a 1.701.076 unità, viene esportata fuori dalla Germania Ovest. La svolta arriva con la Kadett D del 1979, la prima a trazione anteriore, con motori Family I e Family II montati trasversalmente e un assemblaggio distribuito in diversi stabilimenti internazionali.
Motorizzazioni
Benzina 1.2-2.0 (55-156 CV), Diesel 1.5-1.7 (54-72 CV)
Kadett E: l'aerodinamica diventa un manifesto
Presentata nell'agosto 1984, la Kadett E punta tutto sull'efficienza aerodinamica: il coefficiente Cx scende a 0,32, ridotto fino a 0,30 nella versione sportiva GSi. La giuria dell'Auto dell'anno 1985 la premia proprio per l'eccellente maneggevolezza unita a un'aerodinamica di prim'ordine, assegnandole un consenso raramente così netto nella storia del premio.
La gamma spazia dai piccoli 1.2 e 1.3 fino ai brillanti 1.8 e 2.0 GSi, con il vertice rappresentato dalla 2.0 16v da 156 CV, capace di 0-100 km/h in 7,7 secondi. Tra le carrozzerie compare anche una cabriolet disegnata con Bertone. Nell'ottobre 1989 la Kadett taglia un traguardo storico: il decimilionesimo esemplare prodotto a livello globale.
Produzione complessiva
Oltre 10 milioni di unità (traguardo raggiunto nel 1989)
La Kadett nei rally, la "Ballerina" delle gare su strada
La Kadett ha una lunga storia sportiva. Già negli anni Settanta la Kadett C GT/E, preparata da Conrero, domina il campionato italiano rally aggiudicandosi le classifiche di Gruppo 1, Gruppo 2 e Gruppo 4. Nel 1986 debutta la Kadett E GSi 1.8 in Gruppo A, seguita da una versione con testata bialbero a 16 valvole capace di arrivare fino a 220 CV, portata in gara da piloti come Stefano Milanesi e Fabrizio Fabbri.
- Vittorie di categoria nel rally italiano già a metà anni Settanta
- Ingresso ufficiale in Gruppo A a metà anni Ottanta
- Versioni da competizione derivate direttamente dai modelli stradali GT/E e GSi
Anni di produzione
1936-1940 e 1962-1991 (Cabrio fino al 1993)
Il mercato dell'usato oggi
Trovare una Kadett in buone condizioni è ormai un'operazione da appassionati. Gli esemplari più comuni, in genere berline con motorizzazioni di base, si trovano a partire da circa 1.800 euro, mentre le versioni meglio conservate o più sportive salgono verso i 5.000-6.000 euro. Le rare 2.0 16v GSi da 156 CV, oggi molto ricercate dai collezionisti, possono superare abbondantemente i 15.000 euro.
Prima dell'acquisto vale la pena controllare con attenzione lo stato della lamiera, punto debole tipico delle vetture di quest'epoca, e verificare la storia manutentiva: la meccanica robusta e relativamente semplice della Kadett resta comunque un punto a favore per chi cerca un'auto d'epoca gestibile anche nell'uso quotidiano.
