Le origini: un'auto piccola nata da una grande alleanza
La prima Opel Agila arriva sul mercato nel 2000 con l'obiettivo di completare la gamma verso il basso, offrendo un'alternativa più compatta ed economica rispetto alla Corsa. Per svilupparla in tempi rapidi e con costi contenuti, General Motors si appoggia alla collaborazione industriale con Suzuki: la Agila è infatti una versione con marchio Opel della Suzuki Wagon R+, prodotta nello stabilimento polacco di Gliwice.
Il risultato è una citycar dalle proporzioni alte e squadrate, pensata per massimizzare lo spazio interno rispetto all'ingombro esterno: una filosofia tipica delle monovolume giapponesi dell'epoca, applicata a un formato molto compatto.
Anni di produzione
2000 - 2014
Agila A (2000-2007): motori e caratteristiche
La prima serie monta inizialmente due motorizzazioni a benzina: un tre cilindri 1.0 da 973 cc e un quattro cilindri 1.2 da 1199 cc. Con il restyling del 2003 la gamma si arricchisce di un motore diesel 1.3 CDTI, pensato per chi percorre molti chilometri e cerca consumi più contenuti.
- Lunghezza: circa 354 cm
- Larghezza: circa 162 cm
- Altezza: circa 170 cm
- Passo: 236 cm
Nel corso della sua carriera commerciale, questa prima generazione ha totalizzato circa 440.000 unità prodotte, confermando l'interesse del pubblico per una citycar dall'abitabilità superiore alla media.
Agila B (2007-2014): la svolta verso la monovolume compatta
La seconda generazione, presentata nel 2007 e commercializzata dal 2008, cambia base tecnica passando alla Suzuki Splash e viene prodotta nello stabilimento ungherese di Esztergom. Cresce nelle dimensioni esterne, pur restando un'auto pensata soprattutto per la città, e adotta uno stile più moderno e arrotondato rispetto alla prima serie.
La gamma motori comprende un 1.0 tre cilindri da 65 CV, un 1.2 quattro cilindri disponibile in diverse potenze, e il diesel 1.3 CDTI. Tra il 2010 e il 2011 sono state proposte anche varianti alimentate a GPL. Una delle novità più significative di questa generazione è la presenza di serie del controllo elettronico di stabilità, una dotazione di sicurezza non scontata per una citycar di quella fascia.
Come si guida: il carattere della Agila su strada
Chi ha guidato la Opel Agila descrive un'auto pensata soprattutto per l'uso urbano quotidiano: le sospensioni filtrano bene le asperità del manto stradale e la tenuta di strada resta stabile anche in condizioni di bagnato. Il cambio manuale, con leva in posizione rialzata e corse contenute, risulta gradevole da utilizzare nel traffico.
Il limite principale riguarda i motori, che offrono poca brillantezza ai bassi regimi e diventano piuttosto rumorosi quando vengono portati oltre i 4000 giri: caratteristiche che rendono la Agila più adatta ai tragitti cittadini che ai lunghi viaggi a pieno carico.
Opel Agila usata: cosa sapere prima dell'acquisto
Sul mercato dell'usato la Opel Agila è generalmente considerata un buon acquisto nella categoria delle utilitarie compatte, apprezzata per i costi di gestione contenuti. Chi valuta un esemplare dovrebbe verificare lo stato di ammortizzatori e frizione, componenti su cui alcuni proprietari hanno segnalato usura nel tempo, oltre a controllare che eventuali richiami relativi agli airbag o al piantone dello sterzo sulla seconda serie siano stati effettuati.
Vale anche la pena provare il cambio a freddo, poiché alcuni utenti hanno riportato piccoli impuntamenti nell'innesto della prima marcia e della retromarcia in questa condizione.









