Dalla tovaglia di un ristorante alla Golden Spirit
La leggenda che circonda la nascita di Zimmer racconta di uno schizzo tracciato su un tovagliolo durante una cena tra Paul Zimmer e il figlio Robert, nel tentativo di immaginare un'automobile che riportasse in vita lo stile delle grandi vetture di lusso prebelliche. Da quel disegno nasce la Golden Spirit, presentata a inizio anni Ottanta e costruita partendo dal pianale della Ford Mustang dell'epoca.
- Telaio allungato di 38 pollici rispetto alla Mustang di base
- Carrozzeria in vetroresina con paraurti cromati, ruota di scorta a vista e trombe cromate anteriori
- Interni con sedili Recaro in pelle, volante Nardi e finiture in legno
Fondazione
1978-1980
La Quicksilver, la piccola sportiva neoclassica
Accanto alla Golden Spirit, Zimmer sviluppa negli anni Ottanta la Quicksilver, una due posti compatta costruita a partire dalla Pontiac Fiero. Anche in questo caso il telaio viene allungato per accogliere una carrozzeria dal gusto retrò, con fari a scomparsa, paraurti cromati e finiture interne in pelle e legno.
Nonostante la base sportiva della Fiero, il peso aggiunto dalla nuova carrozzeria ne penalizza le prestazioni, rendendola più una gran turismo dallo stile ricercato che un'auto votata alla velocità pura.
Anni di produzione
1980-1988, poi 1997-2020 su piccola scala
Meccanica: motori di serie sotto una veste d'epoca
La filosofia di Zimmer non prevedeva stravolgimenti meccanici: sotto la carrozzeria neoclassica restavano i motori e le componenti originali dei modelli di partenza. La Golden Spirit utilizzava il V8 Ford da 5,0 litri della Mustang dell'epoca, con potenze che nel corso degli anni Ottanta variavano in base alle normative sulle emissioni, mentre la Quicksilver manteneva il propulsore V6 della Pontiac Fiero. Questa scelta, secondo lo stesso Art Zimmer che rilevò il marchio nel 1997, serviva a evitare i problemi di affidabilità tipici delle vetture con meccaniche stravolte.
Il fallimento e la rinascita artigianale
Il successo commerciale della prima metà degli anni Ottanta, con una produzione media di oltre 170 vetture l'anno, si interrompe nel 1988 quando l'azienda dichiara bancarotta. Il marchio resta inattivo fino al 1997, quando Art Zimmer, senza legami di parentela con la famiglia fondatrice, ne rileva il nome e avvia una produzione artigianale su commissione. Fino al 2020 la nuova Zimmer Motorcars costruisce un numero limitato di vetture ogni anno, mantenendo lo spirito neoclassico del marchio originale.
