Dalle origini al primato britannico
La vicenda di Wolseley comincia quasi per caso, dentro un'azienda che nulla aveva a che fare con i motori: la Wolseley Sheep Shearing Machine Company, produttrice di tosatrici per pecore, dove il giovane Herbert Austin mise a punto le sue prime vetture sperimentali già a metà degli anni Novanta dell'Ottocento.
La costituzione formale di Wolseley Motors avvenne nel marzo 1901 a Birmingham, sotto l'egida del gruppo industriale Vickers, Sons and Maxim. Nel giro di poco più di un decennio l'azienda crebbe fino a diventare, alla vigilia della Prima guerra mondiale, il più grande produttore di automobili del Regno Unito, con volumi che nessun altro costruttore nazionale riusciva a eguagliare.
Durante il conflitto la fabbrica riconvertì buona parte della produzione a scopi bellici, realizzando autocarri, motori per aeroplani e persino velivoli, un impegno che consolidò il ruolo industriale del marchio ben oltre il settore automobilistico.
Anno di fondazione
1901
Il tracollo finanziario e l'arrivo di Morris
L'espansione del primo dopoguerra si rivelò insostenibile: gli investimenti nella nuova sede di Ward End e in un'ambiziosa rete commerciale a Londra, uniti al crollo del mercato dei primi anni Venti, portarono l'azienda a un pesante dissesto finanziario che culminò nell'insolvenza del 1926.
Fu William Morris, già a capo di un proprio gruppo automobilistico, ad acquistare Wolseley all'asta nel 1927 con capitali personali, battendo concorrenti del calibro di General Motors. Da quel momento il marchio entrò stabilmente nell'orbita Morris, fino al passaggio formale della proprietà a Morris Motors nella seconda metà degli anni Trenta.
- Da quel periodo in avanti le Wolseley furono sempre più spesso modelli Morris riallestiti con finiture più ricercate
- La strategia puntava a differenziare il marchio come proposta di fascia superiore rispetto alle Morris di base
Anno di cessazione del marchio
1975
Il celebre stemma illuminato
Uno degli elementi più riconoscibili della storia Wolseley è lo stemma ovale posto sulla calandra, collegato elettricamente alle luci di posizione e capace di illuminarsi al buio: una soluzione introdotta nei primi anni Trenta e mantenuta fino all'ultimo modello del 1975.
Nessun altro costruttore dell'epoca adottò una soluzione simile, il che rese le Wolseley immediatamente identificabili anche di notte. Non a caso, negli anni Cinquanta e Sessanta molte di queste vetture furono impiegate dalle forze di polizia britanniche, tanto che lo stemma illuminato divenne un segnale facilmente riconoscibile anche per gli automobilisti dell'epoca.
Proprietà successive
Morris (1927), BMC (1952), British Leyland (1968)
L'era BMC e gli ultimi anni
Con la nascita della British Motor Corporation nei primi anni Cinquanta, Wolseley continuò a condividere pianali e meccaniche con Morris, Austin, Riley e MG, mantenendo però un posizionamento più orientato al comfort e alla finitura, con abitacoli in legno e pelle.
Tra i modelli di questo periodo rientrano berline di taglia media e vetture più compatte, fino alla versione Wolseley della Mini lanciata nel 1961. Con la formazione di British Leyland nel 1968 la gamma si assottigliò ulteriormente, e l'ultima generazione di berline di taglia media rimase in produzione fino al 1975, quando il marchio Wolseley venne definitivamente ritirato dal mercato.
