Le origini a Eisenach e la nascita del marchio
La storia della Wartburg comincia molto prima della Germania Est: lo stabilimento di Eisenach produceva automobili fin dalla fine dell'Ottocento, attraversando epoche diverse con marchi come Dixi e, dal 1928, BMW. Il nome Wartburg, ripreso dal castello che sovrasta la città, tornò a essere usato dopo la Seconda guerra mondiale, quando la fabbrica passò sotto controllo sovietico e, superata la fase EMW, riorganizzò la propria produzione di serie proprio sotto questa denominazione.
Da lì in avanti la Wartburg divenne uno dei due grandi marchi automobilistici della Repubblica Democratica Tedesca, insieme alla Trabant prodotta a Zwickau, ma pensata per un pubblico che cercava una vettura più grande e meglio equipaggiata.
Esemplari prodotti
Oltre 1,6 milioni complessivamente tra le tre generazioni
Wartburg 311 e 312: le prime berline del dopoguerra
La prima vera Wartburg di serie fu la 311, costruita dal 1956 al 1965 e derivata nell'impostazione tecnica dalla prewar DKW F9. Montava un motore a due tempi a tre cilindri, inizialmente da 900 cc e 45 CV, poi portato a 992 cc e 50 CV, abbinato a trazione anteriore e cambio manuale a 3 e poi 4 marce.
- Disponibile in numerose varianti di carrozzeria: berlina 4 porte, station wagon, pick-up, coupé e persino una roadster 2 posti, la 313/1 Sportwagen
- Nel 1965 fu affiancata e poi sostituita dalla 312, con sospensioni indipendenti a molle elicoidali e ruote da 13 pollici per un comfort superiore
Complessivamente le due serie totalizzarono oltre 320.000 esemplari prima di lasciare spazio alla generazione successiva.
Anni di produzione
1956-1991
Wartburg 353: il modello simbolo della DDR
Presentata nel 1966, la Wartburg 353 è il modello più prodotto e più noto del marchio, rimasto in listino fino al 1988 con oltre 1,2 milioni di esemplari costruiti. Il propulsore restava un due tempi a tre cilindri da 993 cc, con potenza compresa tra 45 e 58 CV a seconda degli anni e delle revisioni, capace di una velocità massima intorno ai 130 km/h.
- Berlina 4 porte come versione principale, affiancata dalla familiare Tourist e dal pick-up Trans destinato all'esportazione
- Esportata in alcuni mercati occidentali, tra cui il Regno Unito, con il nome commerciale Wartburg Knight
- Nel 1975 arrivò il restyling 353 W con freni a disco anteriori, seguito da un ulteriore aggiornamento estetico nel 1985
Nonostante la meccanica elementare, la 353 godeva di una fama di scorrevolezza sorprendente per un due tempi, tanto da essere paragonata a un sei cilindri quattro tempi in quanto a fluidità di marcia.
Wartburg 1.3: l'ultimo capitolo prima della riunificazione
Consapevole dei limiti del motore a due tempi, l'AWE avviò negli anni Ottanta un accordo con Volkswagen per l'assemblaggio in Germania Est del quattro cilindri quattro tempi EA111. Nacque così, tra l'ottobre 1988 e l'aprile 1991, la Wartburg 1.3, con un motore da 1.272 cc inizialmente da 58 CV, poi portato a 64 CV dal luglio 1990.
L'adozione del motore trasversale richiese una progettazione praticamente ex novo di tutta la parte anteriore della vettura, dal frontale alla trasmissione. Ne furono costruiti circa 152.000 esemplari, ma il prezzo quasi doppio rispetto alla 353 e l'arrivo della concorrenza occidentale dopo la riunificazione tedesca ne decretarono il rapido declino commerciale, fino alla chiusura definitiva dello stabilimento nel 1991.
Il valore Oldtimer della Wartburg oggi
Uscita di scena come marchio industriale, la Wartburg è oggi un riferimento del collezionismo Oldtimer legato alla storia della Germania Est, ricercata soprattutto in Germania e nei mercati dell'Europa centrale. Non fu mai commercializzata ufficialmente in Italia, il che la rende una presenza rara ma non introvabile nel panorama del collezionismo internazionale.
- La meccanica semplice consente ancora oggi manutenzioni economiche e interventi fai da te
- Gli esemplari 353 in buone condizioni si trovano generalmente tra 1.500 e 4.000 euro
- La più rara e moderna 1.3, ultima erede del marchio, parte solitamente da cifre superiori ai 3.500 euro
