Dalle BMW 328 preparate alla nascita del marchio
Veritas nasce come Veritas-Arbeitsgemeinschaft für Sport- und Rennwagenbau, un'officina di ex tecnici e piloti BMW che, nell'immediato dopoguerra, iniziano a rielaborare e potenziare la BMW 328 per i clienti privati che vogliono tornare a correre. Il primo successo arriva già nel 1947, quando Karl Kling vince a Hockenheim al volante di una di queste vetture, aggiudicandosi poi il titolo tedesco della classe 2 litri.
Le prime auto vengono chiamate BMW-Veritas, ma dopo le rimostranze della casa di Monaco il marchio diventa semplicemente Veritas. L'azienda cambia sede più volte in pochi anni, da Hausen am Andelsbach a Meßkirch, fino a Muggensturm, inseguendo spazi produttivi più adeguati alla crescente domanda.
Fondazione
Marzo 1947
I modelli stradali: Comet, Saturn e Scorpion
Nel 1949 arriva la prima Veritas pensata per l'uso stradale, la Comet, poco più di una RS da competizione resa omologabile. Le versioni successive, disegnate dal carrozziere Ben Bowden e realizzate da Spohn, ampliano la gamma con la coupé 2+2 Saturn e il cabriolet Scorpion, entrambe equipaggiate con il sei cilindri Heinkel da quasi 2000 cc.
- Comet e Comet S: coupé sportiva a due posti
- Saturn: coupé 2+2 più orientata al gran turismo
- Scorpion: cabriolet 2+2 con la stessa base meccanica
Si tratta comunque di vetture prodotte in numeri estremamente contenuti, con prezzi di listino che superano nettamente quelli di una Porsche dello stesso periodo, limitandone fortemente la diffusione commerciale.
Anni di produzione
1947-1953 (rilancio moderno 2001-2018)
Le vetture da corsa: RS e Meteor
Il cuore dell'attività Veritas resta però la competizione. La RS (Rennsport), roadster leggera in alluminio con motore BMW 328, corre dal 1947 al 1953 e diventa la protagonista di numerosi successi nazionali. Parallelamente nasce la Meteor, monoposto di Formula 2 con motore sei cilindri Heinkel, che partecipa anche ad alcuni Gran Premi del neonato Campionato del Mondo di Formula 1 nei primi anni Cinquanta.
Il momento più alto della storia sportiva del marchio arriva nel giugno 1951, quando Paul Pietsch vince su una Meteor l'Eifelrennen al Nürburgring, il maggior successo mai ottenuto da una Veritas in Formula 2.
Fine attività originale
Fallimento nell'agosto 1953
Il declino e il doppio fallimento
Nonostante oltre duecento ordini raccolti per i nuovi modelli, la struttura produttiva di Veritas non riesce mai a diventare davvero industriale: la capitalizzazione insufficiente porta a un primo arresto della produzione già nell'autunno del 1950. L'attività prosegue a fasi alterne, con l'ultima sede stabilita nei pressi del Nürburgring e con propulsori sempre più eterogenei, inclusi motori Ford Taunus e Opel Olympia sugli ultimi modelli.
Nel 1950-1953 nasce anche la serie Dyna-Veritas, con motore Panhard, che con circa 176 esemplari costruiti resta la produzione più numerosa dell'intera storia del marchio. Nell'agosto 1953 Ernst Loof dichiara però il fallimento definitivo dell'azienda, incapace di reggere la concorrenza di case più strutturate come Ferrari e Gordini.
La rinascita mancata: Veritas RS III
Il nome Veritas torna alla ribalta nel 2001, quando la società tedesca VerMot AG presenta un prototipo di supercar chiamato RS III, inizialmente con un V12 BMW da 670 CV e in seguito con il V10 BMW S85 da 507 CV, lo stesso della M5 dell'epoca. Il progetto, con una serie limitata annunciata a un massimo di 30 esemplari costruiti a mano, resta però confinato a pochissimi prototipi e piccole serie artigianali.
Dopo anni di annunci e ritardi, VerMot AG cessa l'attività nel 2018 senza aver mai raggiunto una vera produzione di serie, confermando ancora una volta la difficoltà storica del marchio Veritas nel trasformare l'eccellenza tecnica in un business sostenibile.
