Dal dopoguerra al mito universale
L'Unimog nasce con un obiettivo molto concreto: restituire capacità produttiva a un'agricoltura tedesca uscita a pezzi dalla Seconda guerra mondiale. Le prime unità, prodotte dai fratelli Boehringer a partire dal 1948, montano un motore diesel OM 636 da 25 CV su un passo corto di 1.720 mm, pensato per lavorare tra i filari con la stessa larghezza delle carreggiate agricole dell'epoca.
Il salto di qualità arriva nel 1951, quando Daimler-Benz rileva il progetto e ne sposta la produzione a Gaggenau. Da quel momento l'Unimog smette di essere un semplice trattore e comincia a evolversi verso il concetto di autotelaio universale che lo caratterizza ancora oggi: nel 1953 debuttano i modelli 401 e 402, i primi a fregiarsi della stella Mercedes.
Primo prototipo
1946
L'evoluzione delle generazioni
Nei decenni successivi l'Unimog si moltiplica in decine di serie diverse, pensate per usi sempre più specializzati.
- Serie 404 (1955-1980): la versione a passo corto pensata per la Bundeswehr, con motore a benzina M 180 da 85 CV; è la serie più prodotta in assoluto, con oltre 64.000 esemplari.
- Serie media 406/416 (anni '60-'80): passi più lunghi e motori diesel OM 312 e OM 352, destinati sia all'agricoltura sia ai lavori pubblici.
- Serie pesante 425/435 (dalla metà degli anni '70): cabina squadrata, masse fino a 9 tonnellate e motorizzazioni diesel più potenti, pensate per l'impiego professionale intensivo.
- Serie 437 (dal 1988): nuova generazione pesante con motori diesel OM 366 da sei cilindri.
- Serie 405 e 437.4 (dagli anni 2000 a oggi): rispettivamente i moderni Geräteträger da lavoro e i fuoristrada estremi, prodotti a Wörth am Rhein con motorizzazioni diesel fino a oltre 230 CV.
Inizio produzione
1948, presso l'officina Boehringer di Schwäbisch Gmünd
Meccanica e capacità fuoristrada
Il segreto tecnico dell'Unimog sta nella posizione del motore e del cambio, leggermente decentrati rispetto all'asse longitudinale: una soluzione che permette agli alberi di trasmissione di lavorare con angoli ridotti anche con le sospensioni a piena escursione, garantendo un'articolazione degli assi fuori dal comune per un veicolo a trazione integrale.
Gli assali portali, la trazione integrale inseribile e i lunghi bracci oscillanti consentono all'Unimog di superare pendenze estreme, guadare corsi d'acqua fino a 1,2 metri di profondità e affrontare ostacoli che nessun altro veicolo commerciale della sua categoria riesce a superare, come dimostrato dalle spedizioni ad alta quota sulle Ande cilene.
Ingresso in Daimler-Benz
1951, stabilimento di Gaggenau
Un'icona da collezione
Se le versioni più recenti restano mezzi di lavoro a tutti gli effetti, le prime generazioni dell'Unimog - in particolare i modelli 401, 402 e 404 - sono ormai a pieno titolo dei veicoli Oldtimer, ricercati per la loro semplicità meccanica, la robustezza e la storia che rappresentano nel panorama dei fuoristrada del dopoguerra.
Il mercato dell'usato storico, particolarmente vivace in Germania, propone esemplari restaurati o da restaurare con quotazioni molto variabili a seconda di stato di conservazione, allestimento e originalità delle componenti, confermando l'Unimog come uno dei fuoristrada da lavoro più amati dai collezionisti europei.
