Il sogno di Preston Tucker
Preston Tucker arrivò all'automobile con un percorso tutt'altro che convenzionale. Prima di fondare la sua casa automobilistica aveva lavorato nella vendita di auto, collaborato con il leggendario progettista di motori Harry Miller nella costruzione di vetture per la 500 Miglia di Indianapolis e sviluppato mezzi militari, tra cui una torretta motorizzata valutata dall'esercito statunitense durante la Seconda guerra mondiale.
Forte di questa esperienza multiforme, nel 1946 diede vita alla Tucker Corporation con un obiettivo preciso: realizzare l'auto più moderna e sicura mai proposta al grande pubblico americano. Il progetto, inizialmente soprannominato Torpedo in fase di sviluppo e comunicazione, prese poi il nome definitivo di Tucker 48, legato all'anno di presentazione, poiché nessuna vettura venne mai commercializzata con il nome Torpedo.
Motore
6 cilindri contrapposti (boxer), posteriore, 5.475 cc
Un'auto piena di primati
La Tucker 48 fu un concentrato di soluzioni che sarebbero diventate standard di settore solo decenni più tardi. Il terzo faro centrale, noto come Cyclops Eye, ruotava insieme allo sterzo per illuminare la traiettoria in curva; l'abitacolo era protetto da una struttura perimetrale pensata per assorbire gli urti, da un cruscotto imbottito e da un parabrezza di sicurezza progettato per staccarsi in caso di incidente violento.
- Sospensioni indipendenti su tutte e quattro le ruote
- Cinture di sicurezza su ogni sedile
- Porte che si aprivano fino a incidere nel tetto, per facilitare l'accesso all'abitacolo
- Motore boxer a sei cilindri montato posteriormente, con cambio derivato dalla Cord 810/812
A muovere la vettura era un sei cilindri contrapposto da 5.475 cc e 166 CV, capace di spingerla fino a una velocità massima stimata di circa 193 km/h, un valore notevole per una berlina del 1948.
Potenza
166 CV
Lo scandalo, il processo e la fine della Tucker Corporation
Nonostante l'entusiasmo tecnico, la storia della Tucker Corporation fu breve e travagliata. Una campagna di stampa negativa e un'indagine della Securities and Exchange Commission misero sotto accusa il programma di prevendita di accessori dell'azienda, ipotizzando una frode ai danni degli investitori.
Il processo, seguito con grande attenzione mediatica, si concluse nel gennaio 1950 con l'assoluzione piena di Preston Tucker e dei suoi collaboratori da ogni accusa. La sentenza arrivò però troppo tardi: la pubblicità negativa aveva già compromesso la fiducia di finanziatori e clienti, e la fabbrica di Chicago cessò l'attività il 3 marzo 1949, dopo aver completato appena 51 vetture, prototipo incluso.
Velocità massima
circa 193 km/h (stima)
La Tucker 48 oggi: un mito da collezione
Proprio la sua brevissima vita industriale ha reso la Tucker 48 una delle auto americane più rare e ricercate dal collezionismo mondiale. Delle 51 vetture costruite, 47 risultano ancora esistenti, custodite tra musei privati, collezioni istituzionali e rari passaggi d'asta.
Le quotazioni riflettono questa scarsità: gli esemplari più conservati raggiungono e superano il milione di dollari, con punte record vicine ai due milioni di dollari nelle aste più recenti dedicate alle auto d'epoca americane.
