Dai carri ferroviari alla prima automobile aerodinamica
La storia di Tatra comincia lontano dalle automobili, nell'officina di carrozze e vagoni fondata a metà Ottocento a Kopřivnice. Solo alla fine del secolo l'azienda si affaccia alla motorizzazione con la Präsident, e negli anni Venti, sotto la guida dell'ingegnere Hans Ledwinka, sviluppa una piattaforma costruttiva radicale basata su un telaio a traliccio centrale in cui si innestano meccanica e sospensioni indipendenti.
Il salto definitivo arriva nel 1934 con la Tatra 77: presentata al Salone di Praga, è la prima berlina di serie al mondo pensata secondo criteri aerodinamici scientifici, frutto della collaborazione con l'ingegnere Paul Jaray. Il suo motore V8 posteriore raffreddato ad aria, da 2970 cc, permette alla carrozzeria a goccia di raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica di appena 0,212, un valore da record per l'epoca.
Fondazione
1850, come fabbrica di carrozze e vagoni
La T87 e la leggenda della velocità pericolosa
Nel 1936 la gamma si arricchisce della Tatra 87, evoluzione più leggera e compatta della 77, riconoscibile per la caratteristica pinna dorsale e capace di sfiorare i 160 km/h grazie al V8 posteriore da 2,9 litri. Proprio la sua velocità, insolita per l'epoca, alimentò un aneddoto diventato leggenda: si narra che gli ufficiali tedeschi che la guidavano sulle autostrade del Terzo Reich negli anni della guerra avessero un'incidenza di incidenti così alta da guadagnarle il soprannome poco lusinghiero di auto che aveva ucciso più generali che i nemici sul fronte, storia probabilmente romanzata ma che testimonia quanto la vettura fosse divisiva nella guida al limite.
- Motore: V8 posteriore raffreddato ad aria, 2,9 litri
- Potenza: circa 85 CV
- Velocità massima: prossima ai 160 km/h
- Esemplari prodotti: circa 3.000 tra il 1936 e il 1950
Primo veicolo a motore
Präsident, 1897
La causa contro Volkswagen: il Maggiolino conteso
Uno dei capitoli più curiosi della storia Tatra riguarda la vettura sperimentale V570, sviluppata da Ledwinka insieme a Jaray già nei primi anni Trenta con motore posteriore raffreddato ad aria e linea a goccia. Le somiglianze con il futuro Maggiolino Volkswagen, disegnato pochi anni dopo da Ferdinand Porsche, portarono Tatra a intentare causa per violazione di brevetto. La vicenda si interruppe con l'invasione nazista della Cecoslovacchia, ma fu ripresa dopo la guerra: nel 1961 Tatra tornò a far causa a Volkswagen, e la disputa si chiuse solo nel 1967 con un risarcimento milionario a favore della casa ceca.
Anni di produzione automobili
1897–1999
Il dopoguerra e la fine della produzione automobilistica
Nazionalizzata dopo la Seconda guerra mondiale, Tatra continuò a produrre vetture di rappresentanza fedeli alla propria filosofia meccanica. La Tatraplan T600 del dopoguerra, la lussuosa T603 prodotta dal 1956 al 1975 e infine la T613, disegnata dalla carrozzeria italiana Vignale e in listino dal 1974 al 1996, furono per decenni le auto ufficiali della nomenklatura cecoslovacca. L'ultima erede, la T700, restò in produzione fino al 1999, anno in cui Tatra abbandonò definitivamente il settore automobilistico per concentrarsi sui veicoli industriali, attività che porta avanti ancora oggi.
