Dalle origini britanniche alla Talbot-Lago di Antonio Lago
Il nome Talbot compare per la prima volta nel 1903, quando Adolphe Clément e Lord Chetwynd-Talbot fondano a Londra la Clément-Talbot per importare in Gran Bretagna le vetture francesi Clément-Bayard. Nel giro di pochi anni il marchio entra a far parte del gruppo Sunbeam-Talbot-Darracq, dove l'ingegnere svizzero Georges Roesch firma modelli apprezzati per equilibrio meccanico e finiture curate, come la Talbot 105 e la 14/45 HP.
La crisi degli anni Trenta porta a una separazione decisiva: la parte britannica viene acquisita dal gruppo Rootes, mentre quella francese passa nelle mani dell'industriale italiano Antonio Lago, che ribattezza l'azienda Talbot-Lago. È in questa fase che nascono le vetture più celebrate del marchio, come la T120 del 1936 e la T150 SS del 1937, riconoscibili per le carrozzerie «goccia d'acqua» firmate da carrozzieri come Figoni & Falaschi.
Fondazione
1903
Il trionfo di Le Mans e il lungo silenzio del marchio
Nel secondo dopoguerra la Talbot-Lago torna protagonista anche in pista con la T26, un modello a sei cilindri che nel 1950 conquista la vittoria assoluta alla 24 Ore di Le Mans con l'equipaggio padre-figlio formato da Louis e Jean-Louis Rosier, seguito da un'altra Talbot-Lago T26 al secondo posto.
Nonostante il prestigio sportivo, la casa francese fatica a reggere il confronto industriale con i grandi gruppi europei: nel 1958 Talbot-Lago viene acquisita da Simca, che a sua volta passa sotto il controllo dell'americana Chrysler nel 1967. Per circa un ventennio il nome Talbot scompare completamente dai listini.
Periodi di attività
1903-1959 (Talbot storica) e 1978-1996 (era Peugeot)
La rinascita firmata Peugeot: Horizon, Samba e Solara
Nel 1978 Peugeot rileva le attività europee di Chrysler, comprese le ex fabbriche Simca in Francia e Rootes nel Regno Unito, e decide di riportare in vita il nome Talbot per contraddistinguere la nuova gamma. Il lancio del marchio si completa nel luglio 1979.
- Talbot Horizon: berlina media erede della Simca 1100, eletta Auto dell'Anno 1979 e prodotta fino al 1985 in Francia (fino al 1987 in Spagna e Finlandia).
- Talbot Sunbeam Lotus: versione sportiva della compatta Sunbeam, capace di conquistare il titolo Marche nel Campionato del Mondo Rally 1981.
- Talbot Solara: berlina di fascia media prodotta dal 1980 al 1986, con motori 1.4 e 1.6 fino a 88 CV e oltre 184.000 esemplari realizzati.
- Talbot Samba: utilitaria lanciata nel dicembre 1981, assemblata nello stabilimento di Poissy con motori 954 e 1124 cm³, diventata popolare anche in versione rally.
Successo sportivo principale
Vittoria alla 24 Ore di Le Mans 1950 con la Talbot-Lago T26 GS
Murena, Tagora e l'uscita di scena
Accanto ai modelli di grande diffusione, il marchio propone anche vetture più ambiziose. La Talbot Matra Murena, coupé a motore centrale e tre posti affiancati, viene realizzata con Matra dal 1980 al 1984 in due motorizzazioni (1,6 e 2,2 litri) per oltre 10.000 esemplari complessivi. La Talbot Tagora, ammiraglia del marchio, non riesce invece a imporsi in un segmento già dominato da francesi e tedeschi affermati.
La produzione delle autovetture Talbot si chiude nel 1986 con la Samba, mentre il nome sopravvive più a lungo sul furgone Talbot Express, realizzato fino al 1996 e considerato l'ultimo veicolo a portare ufficialmente questo marchio.
Talbot oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Le Talbot sono oggi apprezzate soprattutto da due tipi di appassionati: i collezionisti delle raffinate Talbot-Lago prebelliche e del dopoguerra, ricercate nelle aste internazionali, e gli appassionati di rally storico e di utilitarie anni Ottanta, attratti da modelli come la Sunbeam Lotus o la Samba.
Per le vetture dell'era Peugeot, gli esemplari sopravvissuti in buone condizioni non sono numerosi: la ruggine sulle carrozzerie e la scarsa disponibilità di ricambi originali rendono fondamentale valutare con attenzione lo stato della scocca, la coerenza dei numeri di telaio e la presenza della documentazione originale prima di un acquisto.
