Scheda modello

Oldtimer Studebaker

Studebaker è stata una delle più antiche e innovative case automobilistiche indipendenti d'America: nata nel 1852 come costruttore di carri a South Bend, in Indiana, ha attraversato oltre un secolo di storia industriale prima di chiudere la produzione nel 1966, lasciando in eredità modelli entrati nella leggenda del collezionismo come Champion, Commander, Lark e la scenografica Avanti.

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Perché sì

  • Design pionieristico: la Champion firmata Raymond Loewy e la scenografica Avanti in vetroresina hanno anticipato soluzioni stilistiche riprese solo più tardi da altri costruttori
  • L'Avanti è stata la prima automobile di serie americana dotata di freni a disco anteriori di serie, un primato tecnico raro tra le vetture USA dell'epoca
  • Meccanica robusta e lineare, con motori sei cilindri in linea e V8 di concezione semplice, adatti anche alla manutenzione amatoriale
  • Rarità e riconoscibilità: essendo un marchio indipendente scomparso nel 1966, un esemplare ben conservato si distingue nettamente dalle più diffuse vetture dei grandi gruppi americani
  • Comunità di appassionati attiva a livello internazionale, che negli anni ha favorito la documentazione storica e il reperimento di componenti

Da valutare

  • Ricambi originali sempre più rari, soprattutto fuori dagli Stati Uniti, dove il marchio non ha mai avuto una rete di assistenza ufficiale
  • Le difficoltà finanziarie croniche dell'azienda portarono anche a compromessi produttivi, come i ritardi dei fornitori che frenarono la produzione della stessa Avanti
  • Officine specializzate poco diffuse in Europa, con la necessità di affidarsi a importatori o meccanici generalisti per gli interventi più delicati
  • Minore riconoscibilità presso il grande pubblico rispetto ai marchi americani sopravvissuti, un fattore che può incidere sulla rivendita al di fuori della nicchia di appassionati

In sintesi

Paese d'origine
Stati Uniti (South Bend, Indiana)
Fondazione
1852, come costruttore di carri e carrozze
Ingresso nell'automobile
1902 con veicoli elettrici, dal 1904 a benzina
Fine produzione
1963 negli USA (South Bend), 1966 in Canada (Hamilton, Ontario)
Modelli più noti
Champion, Commander, President, Lark, Avanti
Motorizzazioni
Sei cilindri in linea e V8
Carrozzeria distintiva
Vetroresina sull'Avanti

La storia di Studebaker inizia molto prima dell'automobile: nel 1852 cinque fratelli discendenti da una famiglia di fabbri tedeschi originari di Solingen avviano a South Bend, in Indiana, un'officina di carri e carrozze che diventerà in pochi decenni uno dei più grandi fornitori dell'esercito e dei coloni americani. Solo a inizio Novecento l'azienda compie il salto verso la motorizzazione, prima con veicoli elettrici e poi a benzina, trasformandosi nell'unico grande costruttore di carrozze a farsi strada con successo nel mercato dell'automobile. Da lì una parabola lunga circa sessant'anni, fatta di innovazione stilistica, difficoltà finanziarie ricorrenti e un'uscita di scena definitiva nel 1966 che ha reso ogni Studebaker sopravvissuta un pezzo autentico di storia industriale americana.

Dai carri trainati dai cavalli alla prima automobile

Studebaker nasce nel 1852 a South Bend, in Indiana, come impresa di famiglia dedita alla costruzione di carri e carrozze, un settore in cui i cinque fratelli fondatori, discendenti di una famiglia di fabbri di origine tedesca, avevano già competenze consolidate. L'azienda cresce rapidamente diventando fornitrice di veicoli per l'esercito e per i coloni diretti verso l'Ovest.

Il passaggio alla motorizzazione arriva agli inizi del Novecento: nel 1902 Studebaker presenta i primi veicoli elettrici, mentre dal 1904 affianca modelli a benzina, inizialmente realizzati in collaborazione con altri costruttori. Solo nell'agosto del 1912 debutta la prima automobile interamente progettata e costruita in casa, un passaggio che consacra Studebaker come l'unico grande produttore di carrozze trainate a riconvertirsi con successo nell'era del motore.

Fondazione

1852, come costruttore di carri e carrozze

Champion e Commander: la spina dorsale della produzione

Negli anni Trenta e Quaranta la gamma si struttura attorno a due modelli complementari. La Champion, lanciata nel 1939 con la ponton styling firmata da Raymond Loewy, diventa la vettura che salva l'azienda dopo un 1938 di vendite deboli, arrivando a rappresentare da sola una quota molto ampia delle immatricolazioni Studebaker nel secondo dopoguerra.

La Commander, presente in gamma fin dal 1927 con interruzioni, resta invece il prodotto di fascia intermedia, sopra la Champion e sotto la ammiraglia President. Nel 1947 riceve la celebre carrozzeria Starlight con il caratteristico lunotto avvolgente disegnato ancora da Loewy, mentre negli anni Cinquanta passa progressivamente ai motori V8.

Ingresso nell'automobile

1902 con veicoli elettrici, dal 1904 a benzina

Il Lark: la scommessa del compatto per sopravvivere

Dopo la fusione con Packard nel 1954 e anni di bilanci in rosso, la nuova Studebaker-Packard punta tutto su un'auto compatta capace di contenere i costi industriali riutilizzando pianali esistenti. Nasce così, nel 1959, la Lark, proposta in numerose varianti di carrozzeria: berline a due e quattro porte, coupé, cabriolet e persino la particolare Wagonaire con tetto posteriore scorrevole.

Il Lark ottiene un buon successo iniziale, ma il ritorno offensivo delle grandi case con le proprie compatte ne riduce progressivamente le vendite negli anni successivi, nonostante il restyling firmato Brooks Stevens nel 1962.

Fine produzione

1963 negli USA (South Bend), 1966 in Canada (Hamilton, Ontario)

Avanti: l'ultimo atto di un marchio indipendente

Nel 1962 il presidente Sherwood Egbert commissiona al team di Raymond Loewy, in appena quaranta giorni, il progetto di una coupé dal carattere completamente diverso dal resto della gamma: nasce l'Avanti, con carrozzeria in vetroresina montata su un pianale derivato dal Lark cabriolet e affidata per la produzione a un fornitore già noto per i pannelli della Chevrolet Corvette.

  • Prima automobile di serie americana con freni a disco anteriori di serie
  • Motore V8 da 4,7 litri, disponibile anche sovralimentato con compressore volumetrico Paxton
  • Una versione modificata stabilì oltre 29 record di velocità sul salar di Bonneville, superando i 170 mph

I ritardi nella fornitura delle scocche in vetroresina e i problemi di qualità impedirono però di raggiungere i volumi produttivi sperati. La chiusura dello stabilimento di South Bend, il 20 dicembre 1963, pose fine anche alla breve ma intensa vita dell'Avanti originale.

Il collezionismo Studebaker oggi

La produzione automobilistica Studebaker si chiude definitivamente il 17 marzo 1966 nello stabilimento canadese di Hamilton, Ontario, dopo che quello di South Bend aveva già cessato l'attività a fine 1963. Da allora ogni Studebaker sopravvissuta è diventata testimonianza diretta di una delle ultime grandi case automobilistiche indipendenti americane, apprezzata dai collezionisti proprio per la sua storia di innovazione tecnica compressa in pochi decenni e per la relativa rarità rispetto ai marchi dei grandi gruppi.

Le generazioni della Studebaker

27anni di storia

1939—195819 anni

Champion e Commander

L'era della produzione di massa con la Champion, disegnata da Raymond Loewy e decisiva per la sopravvivenza dell'azienda, affiancata dalla più grande Commander, che nel 1947 introduce la celebre carrozzeria Starlight.

1959—19667 anni

Il Lark, la scommessa compatta

Dopo la fusione con Packard, Studebaker punta su un'auto compatta costruita su pianali esistenti per contenere i costi, proposta in numerose carrozzerie tra cui la particolare Wagonaire con tetto scorrevole.

1962—19642 anni

Avanti, il gran finale

La coupé sportiva in vetroresina firmata dal team di Raymond Loewy, con freni a disco di serie e motore V8 sovralimentabile, prodotta in pochissimi esemplari prima della chiusura dello stabilimento di South Bend.

Domande frequenti sulla Studebaker

Quando e perché ha chiuso la Studebaker?

La produzione automobilistica Studebaker si è fermata definitivamente il 17 marzo 1966 nello stabilimento canadese di Hamilton, dopo che l'impianto principale di South Bend, in Indiana, aveva già cessato l'attività il 20 dicembre 1963. Alla base ci furono decenni di difficoltà finanziarie e la concorrenza sempre più aggressiva dei grandi gruppi automobilistici americani.

Quali sono i modelli Studebaker più ricercati dai collezionisti?

Tra i modelli più apprezzati figurano la Champion per il suo ruolo storico e la firma stilistica di Raymond Loewy, la Commander con la carrozzeria Starlight del 1947, il compatto Lark nelle sue varianti più curiose come la Wagonaire, e soprattutto l'Avanti, considerata la vettura più iconica e rara della produzione finale del marchio.

Perché la Studebaker Avanti è considerata un'auto speciale?

L'Avanti fu la prima automobile di serie americana con freni a disco anteriori di serie, aveva una carrozzeria in vetroresina dal design molto anticipatore per l'epoca e, in versione modificata, stabilì oltre ventinove record di velocità sul salar di Bonneville superando i 170 mph.

È difficile trovare ricambi per una Studebaker d'epoca?

Sì, soprattutto al di fuori degli Stati Uniti: il marchio non ha mai avuto una rete di assistenza ufficiale in Europa e, essendo cessata la produzione dal 1966, i ricambi originali vanno cercati tramite specialisti, club di marca e fornitori dedicati alle vetture d'epoca americane.

Che ruolo ha avuto Studebaker durante la Seconda guerra mondiale?

Durante il conflitto Studebaker riconvertì parte della produzione a uso militare, realizzando tra l'altro gli autocarri US6 e il piccolo veicolo cingolato M29 Weasel, prima di tornare alla produzione automobilistica civile nel dopoguerra.

Fonti

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