Dai carri trainati dai cavalli alla prima automobile
Studebaker nasce nel 1852 a South Bend, in Indiana, come impresa di famiglia dedita alla costruzione di carri e carrozze, un settore in cui i cinque fratelli fondatori, discendenti di una famiglia di fabbri di origine tedesca, avevano già competenze consolidate. L'azienda cresce rapidamente diventando fornitrice di veicoli per l'esercito e per i coloni diretti verso l'Ovest.
Il passaggio alla motorizzazione arriva agli inizi del Novecento: nel 1902 Studebaker presenta i primi veicoli elettrici, mentre dal 1904 affianca modelli a benzina, inizialmente realizzati in collaborazione con altri costruttori. Solo nell'agosto del 1912 debutta la prima automobile interamente progettata e costruita in casa, un passaggio che consacra Studebaker come l'unico grande produttore di carrozze trainate a riconvertirsi con successo nell'era del motore.
Fondazione
1852, come costruttore di carri e carrozze
Champion e Commander: la spina dorsale della produzione
Negli anni Trenta e Quaranta la gamma si struttura attorno a due modelli complementari. La Champion, lanciata nel 1939 con la ponton styling firmata da Raymond Loewy, diventa la vettura che salva l'azienda dopo un 1938 di vendite deboli, arrivando a rappresentare da sola una quota molto ampia delle immatricolazioni Studebaker nel secondo dopoguerra.
La Commander, presente in gamma fin dal 1927 con interruzioni, resta invece il prodotto di fascia intermedia, sopra la Champion e sotto la ammiraglia President. Nel 1947 riceve la celebre carrozzeria Starlight con il caratteristico lunotto avvolgente disegnato ancora da Loewy, mentre negli anni Cinquanta passa progressivamente ai motori V8.
Ingresso nell'automobile
1902 con veicoli elettrici, dal 1904 a benzina
Il Lark: la scommessa del compatto per sopravvivere
Dopo la fusione con Packard nel 1954 e anni di bilanci in rosso, la nuova Studebaker-Packard punta tutto su un'auto compatta capace di contenere i costi industriali riutilizzando pianali esistenti. Nasce così, nel 1959, la Lark, proposta in numerose varianti di carrozzeria: berline a due e quattro porte, coupé, cabriolet e persino la particolare Wagonaire con tetto posteriore scorrevole.
Il Lark ottiene un buon successo iniziale, ma il ritorno offensivo delle grandi case con le proprie compatte ne riduce progressivamente le vendite negli anni successivi, nonostante il restyling firmato Brooks Stevens nel 1962.
Fine produzione
1963 negli USA (South Bend), 1966 in Canada (Hamilton, Ontario)
Avanti: l'ultimo atto di un marchio indipendente
Nel 1962 il presidente Sherwood Egbert commissiona al team di Raymond Loewy, in appena quaranta giorni, il progetto di una coupé dal carattere completamente diverso dal resto della gamma: nasce l'Avanti, con carrozzeria in vetroresina montata su un pianale derivato dal Lark cabriolet e affidata per la produzione a un fornitore già noto per i pannelli della Chevrolet Corvette.
- Prima automobile di serie americana con freni a disco anteriori di serie
- Motore V8 da 4,7 litri, disponibile anche sovralimentato con compressore volumetrico Paxton
- Una versione modificata stabilì oltre 29 record di velocità sul salar di Bonneville, superando i 170 mph
I ritardi nella fornitura delle scocche in vetroresina e i problemi di qualità impedirono però di raggiungere i volumi produttivi sperati. La chiusura dello stabilimento di South Bend, il 20 dicembre 1963, pose fine anche alla breve ma intensa vita dell'Avanti originale.
Il collezionismo Studebaker oggi
La produzione automobilistica Studebaker si chiude definitivamente il 17 marzo 1966 nello stabilimento canadese di Hamilton, Ontario, dopo che quello di South Bend aveva già cessato l'attività a fine 1963. Da allora ogni Studebaker sopravvissuta è diventata testimonianza diretta di una delle ultime grandi case automobilistiche indipendenti americane, apprezzata dai collezionisti proprio per la sua storia di innovazione tecnica compressa in pochi decenni e per la relativa rarità rispetto ai marchi dei grandi gruppi.
