Dalle elaborazioni Fiat alla propria casa automobilistica
Nato come officina di elaborazione per vetture Fiat, il marchio torinese passa dalla semplice fornitura di compressori e collettori speciali alla produzione di automobili complete solo nel secondo dopoguerra. Prima ancora, però, arriva un capitolo importante per l'intera industria motociclistica italiana.
- 1926: fondazione a Torino come laboratorio di elaborazioni per vetture Fiat
- Anni di guerra: sviluppo del Cucciolo, motorino ausiliario da bicicletta
- 1945: la licenza del Cucciolo passa a Ducati, che ne avvia la produzione di massa
- Dopoguerra: la sigla viene riletta come Società Italiana Auto Trasformazioni Accessori e comincia la costruzione di vetture proprie
Fondazione
1926
I primi modelli: Amica e Daina
La Amica, presentata nel 1948 e prodotta fino al 1952, è la prima vettura interamente firmata Siata: una piccola cabriolet o coupé costruita sulla meccanica della Fiat 500 Topolino, disponibile con motore 500 cm³ da 22 CV o 750 cm³ da 25 CV. Una versione speciale, la Amica Pescara, vince il campionato italiano di velocità su strada del 1948.
Dal 1950 al 1958 arriva la Daina, cabriolet e coupé costruita su un telaio Fiat 1400 accorciato e irrigidito, disponibile con motori Fiat da 1,4, 1,5 e 1,8 litri. Ne vengono realizzati circa cinquanta esemplari complessivi, e una Daina 1500 raggiunge il terzo posto di classe alla 12 Ore di Sebring del 1952.
Attività come costruttore di vetture proprie
1948-1970
Il vertice sportivo: la 208 disegnata da Michelotti
Il punto più alto della produzione Siata arriva con la 208 Sport, derivata dalla Fiat 8V e presentata nel 1952: carrozzeria disegnata da Giovanni Michelotti e realizzata dagli artigiani Motto e Bertone, motore V8 Fiat tipo 104 da 2 litri capace fino a 125 CV e velocità di punta attorno ai 200 km/h. Tra le versioni coupé (208 CS) e spider (208 S) se ne costruiscono circa 56 esemplari complessivi, rendendola oggi tra le Siata più ricercate dai collezionisti: un esemplare fu di proprietà dell'attore Steve McQueen.
L'alleanza con Abarth e gli anni Sessanta
Nel 1959 Abarth rileva il 49% del capitale della società, ridenominata Siata Auto: primo frutto dell'accordo è la 750, presentata al Salone di Torino in versione coupé e spyder. La collaborazione si scioglie però già nel 1960. Nel corso del decennio arrivano le coupé TS, disegnate ancora da Michelotti su meccanica Fiat 1300, 1500 e 1600.
La Spring e la fine di un'epoca
Nel 1967 debutta la Spring, spider dalle linee volutamente retrò costruita su un telaio Fiat 850 irrigidito con traversa scatolata e carrozzeria interamente in acciaio realizzata negli stabilimenti Siata. Il motore è il Fiat 850 Super da 843 cm³, sufficiente a superare i 125 km/h. Prodotta fino al 1970 per un totale di circa 3.500 unità, resta il modello più diffuso del marchio. Travolta dalle difficoltà economiche dei primi anni Settanta, Siata cessa l'attività come costruttore, ma gli ultimi esemplari della Spring vengono completati dalla ORSA fino al 1975.
