Dalle macchine da ricamo ai primi veicoli a motore
La parabola di Saurer comincia lontano dalle strade: la fonderia fondata a metà Ottocento vicino a San Gallo produce inizialmente oggetti in ferro e macchinari per il ricamo, allora settore trainante dell'economia della Svizzera orientale.
È solo a cavallo tra Otto e Novecento che l'azienda, guidata da Adolph Saurer, comincia a sperimentare motori a combustione e vetture, prima di concentrare in modo definitivo le proprie energie sui veicoli commerciali a partire dal 1903, abbandonando entro il 1920 la produzione di automobili private.
Fondazione azienda
1853 (fonderia), 1903 avvio veicoli industriali
L'ingegneria diesel e la reputazione internazionale
La scelta di puntare sui motori diesel si rivela vincente: già nei primi anni Dieci del Novecento Saurer sviluppa propulsori diesel veloci per uso stradale, un ambito in cui diventa un riferimento europeo.
- Espansione con filiali e licenze in Austria, Francia, Germania e Regno Unito tra gli anni Dieci e Trenta
- Legami industriali con marchi come OM in Italia, Steyr in Austria e Unic in Francia
- Acquisizione nel 1929 della rivale svizzera Berna, il cui marchio viene mantenuto per badge parallelo sugli stessi telai Saurer
Questa rete di alleanze consolida Saurer come uno dei costruttori di veicoli industriali più diffusi in Europa continentale nel periodo tra le due guerre.
Fine produzione civile
1983
Autobus, filobus e il mito degli Alpenwagen
Accanto ai camion, Saurer costruisce una lunga tradizione di autobus e filobus per il trasporto pubblico svizzero. Dagli anni Quaranta la Posta elvetica riceve numerosi autobus Saurer e Berna, tra cui gli apprezzati modelli della famiglia Alpenwagen, pensati per affrontare i passi di montagna con motorizzazioni diesel robuste.
Dal 1932 l'azienda entra anche nella produzione di filobus, spesso allestiti con equipaggiamenti elettrici di fornitori svizzeri di riferimento e carrozzerie firmate da carrozzieri come Hess, contribuendo a modernizzare il trasporto urbano in diverse città dell'arco alpino.
Fine attività
Confluita in NAW nel 1982, poi assorbita da Iveco dal 1990
Il dopoguerra, la serie D e il declino industriale
Nel secondo dopoguerra la gamma si rinnova con nuove serie di camion, culminate dalla fine degli anni Cinquanta nella serie D, che introduce motorizzazioni diesel turbocompresse e allestimenti sia civili sia militari, come i modelli pesanti impiegati anche dall'esercito svizzero.
Il calo delle vendite nei primi anni Ottanta spinge Saurer a fondersi con l'altro grande costruttore elvetico FBW, dando vita nel 1982 alla Nutzfahrzeuggesellschaft Arbon & Wetzikon (NAW). Dopo l'ingresso di Daimler-Benz nell'azionariato, i marchi Saurer, Berna e FBW vengono progressivamente abbandonati a favore dell'assemblaggio di mezzi pesanti Mercedes-Benz, fino alla chiusura definitiva della fabbrica di Arbon nei primi anni Duemila.
Perché un Saurer è oggi un Oldtimer
Cessata la produzione, gli esemplari superstiti di camion, autobus e filobus Saurer sono diventati oggetto di restauro e collezione, spesso conservati da club di appassionati e musei dei trasporti nell'area germanofona e in Ticino.
Il loro valore non sta soltanto nella rarità, ma nella testimonianza diretta di un capitolo importante della storia industriale e dei trasporti svizzeri, in linea con la definizione di Oldtimer come veicolo che ha smesso di essere semplice mezzo di lavoro per diventare patrimonio tecnico da tramandare.
