Dalle pompe agli aeroplani: le origini di un'azienda tecnica
Molto prima di costruire automobili, Salmson era un'officina meccanica parigina attiva dal 1890 nella produzione di compressori a vapore e pompe centrifughe per uso ferroviario e militare. L'ingresso degli ingegneri Canton e Unné portò l'azienda, ribattezzata Émile Salmson & Cie, a specializzarsi anche nella costruzione di motori per aeroplani, diventando uno dei riferimenti del settore già negli anni precedenti la Prima guerra mondiale.
Questa origine tecnica e aeronautica avrebbe poi influenzato il modo in cui Salmson avrebbe affrontato, anni dopo, la progettazione delle proprie automobili.
Fondazione azienda
1890 (come produttore di pompe)
L'ingresso nell'automobile e il successo dell'AL3
Dopo la scomparsa del fondatore, la guida tecnica dell'azienda passò all'ingegnere Émile Petit, che nel 1922 firmò la prima vera automobile Salmson, la AL3: una vettura leggera con motore quattro cilindri di circa 1.086 cc, erede diretta dei ciclocar del periodo. Il modello ebbe un riscontro commerciale immediato, tanto da essere seguito rapidamente dalla VAL3, versione evoluta disponibile anche in allestimenti più sportivi con potenze superiori.
Questi primi modelli gettarono le basi dell'identità Salmson: vetture compatte, leggere e con una chiara vocazione sportiva.
Primo modello automobilistico
1922, AL3
Gli anni d'oro delle corse
Nel corso degli anni Venti Salmson costruì la propria reputazione soprattutto in pista. L'azienda arrivò a totalizzare circa 550 vittorie in gara e dieci record mondiali tra il 1921 e il 1928, con risultati di rilievo come il secondo posto assoluto alla 24 Ore di Le Mans del 1927 e il secondo posto al Gran Premio di Francia del 1928. Tra i piloti che guidarono vetture Salmson figurano nomi destinati a diventare celebri nel motorsport, come Robert Benoist e Luigi Fagioli.
In questo periodo nacquero anche le versioni Grand Sport e, nel 1928-1929, l'unico modello a sei cilindri della casa, la S6, dotata di doppio albero a camme ma prodotta in numeri molto limitati per via del prezzo elevato.
Fine produzione auto
1957
La famiglia S4: la lunga vita del quattro cilindri Salmson
Dal 1929 Salmson costruì la propria gamma principale attorno alla serie S4, un quattro cilindri di circa 1.300 cc che nel corso di un decennio si evolse in numerose varianti: la S4C con cilindrata portata a circa 1.500 cc e cambio elettromagnetico Cotal, la S4D con sospensioni anteriori indipendenti e sterzo a cremagliera, e la S4DA con motore di circa 1.700 cc e accensione a batteria e bobina in luogo del magnete.
- S4 (1929-1932): motore 1.300 cc
- S4C (1932-1934): motore 1.500 cc, cambio Cotal
- S4D (1934-1935): sospensioni anteriori indipendenti
- S4DA (1936-1938): motore 1.700 cc
Questa evoluzione progressiva permise a Salmson di restare tecnicamente competitiva fino alla fine degli anni Trenta.
Risultati sportivi
Circa 550 vittorie in gara e 10 record mondiali tra il 1921 e il 1928
Il dopoguerra e il declino
Dopo la Seconda guerra mondiale Salmson riprese la produzione puntando sulla S4E, il modello di punta con motore di circa 2.300 cc e freni idraulici, da cui derivò la berlina aerodinamica G72 Randonnée presentata nel 1950. L'ultimo capitolo automobilistico della casa fu la 2300 Sport, prodotta dal 1953 al 1957, che nel 1957 ottenne la vittoria di classe GT alla 24 Ore di Le Mans.
Nonostante questo successo sportivo, il mercato non premiò più l'azienda: la produzione, che nel 1950 aveva toccato circa 1.162 vetture, crollò a poche decine di esemplari nei primi anni Cinquanta. Salmson dichiarò fallimento e nel 1957 cessò definitivamente la produzione di automobili; lo stabilimento fu in seguito rilevato da Renault.
