Un progetto nato dalla necessità del dopoguerra
Alla fine degli anni Quaranta la Francia usciva dalla guerra con un'industria automobilistica in ricostruzione e una domanda enorme di vetture semplici ed economiche. In questo contesto Raoul de Rovin, già affermato nel mondo delle due ruote e pilota egli stesso, immagina una gamma di voiturette leggere, facili da produrre con mezzi limitati.
- Meccanica ridotta all'essenziale per contenere costi e tempi di produzione
- Carrozzerie leggere in lamiera, aggiornate progressivamente nel corso degli anni
- Target di clientela impossibilitata ad accedere alle vetture popolari di grande serie
La produzione viene avviata nel 1946 negli stabilimenti di Saint-Denis, già appartenuti a Delaunay-Belleville, sotto la guida operativa del fratello Robert.
Anni di produzione
1946-1959 circa
Dalla D1 alla D4: l'evoluzione della gamma
Il primo modello presentato al Salone di Parigi alla fine del 1946 è la D1, una piccola cabriolet senza portiere, con un solo faro anteriore e un motore monocilindrico raffreddato ad aria da 260 cm3 e circa 6,5 CV, capace di raggiungere i 70 km/h.
Le versioni successive segnano un progressivo affinamento del progetto:
- D2 (1947-1948): adotta un bicilindrico contrapposto da 423 cm3 e 10 CV, con una lunghezza di circa 2,80 metri e un peso di soli 300 kg
- D3 (1948-1950): mantiene la meccanica della D2 ma introduce una carrozzeria completamente nuova, finalmente dotata di portiere e finestrini, a scapito di un aumento di peso fino a circa 380 kg
- D4 (1950-1959): rappresenta l'evoluzione finale, con cambio a quattro marce e motore portato a 462 cm3 e 13 CV, per una velocità massima dichiarata di 85 km/h
Il tramonto di un piccolo costruttore artigianale
Nonostante gli aggiornamenti tecnici, le vetture Rovin restano prodotti di nicchia, realizzati in piccole serie e venduti quasi esclusivamente nella regione parigina. L'arrivo sul mercato di vetture popolari più moderne, economiche e capienti come la Citroën 2CV rende sempre più difficile la competizione per una microvettura arrivata a fine ciclo tecnico.
La produzione della D4, il modello più diffuso con circa 1.200 esemplari complessivi, crolla drasticamente già nel 1953, riducendosi a poche decine di unità annue prima dello spegnimento definitivo dell'attività verso la fine degli anni Cinquanta.
