Dalle biciclette al motore: la nascita di un marchio inglese
Prima di essere sinonimo di automobili, il nome Rover è legato al mondo del ciclismo vittoriano. L'invenzione della Safety Bicycle nel 1884 da parte di John Kemp Starley, con trasmissione a catena e ruote di diametro uguale, segna una svolta nella storia della bicicletta moderna e getta le basi commerciali dell'azienda.
Solo nel 1904, dopo la scomparsa del fondatore, la società imbocca la strada del motore con la Rover 8 hp, costruita a Coventry. È l'inizio di un percorso che porterà il marchio, negli anni Trenta, a specializzarsi in vetture borghesi di buona fattura, apprezzate anche in ambito istituzionale.
Origini come azienda
1877, come costruttore di biciclette
Il periodo d'oro: P4, P5 e la rivoluzionaria P6
Il secondo dopoguerra rappresenta l'epoca più fortunata per Rover. La P4, prodotta dal 1949 al 1964, diventa l'archetipo della berlina inglese solida e rassicurante. Le succede idealmente la P5 (1958-1973), vettura di rappresentanza che nella versione P5B riceve il V8 di origine Buick.
Il vero salto tecnologico arriva però con la P6, commercializzata come Rover 2000 dal 1963 al 1977: sospensione posteriore a De Dion, freni a disco su tutte e quattro le ruote e una struttura portante di concezione avanzata le valgono il titolo di prima vettura europea a vincere il premio Car of the Year, nel 1964. Nel 1966 arriva la 2000 TC a doppio carburatore da 106 CV, mentre dal 1968 debutta la 3500 con il V8 alluminio 3.5 litri da 146 CV, portato a 150 CV nella versione S del 1971.
Primo anno di produzione auto
1904, con la Rover 8 hp
SD1 e Range Rover: gli anni della British Leyland
Nel 1967 Rover perde l'indipendenza, assorbita prima dalla Leyland Motor Corporation e poi confluita nella British Leyland Motor Corporation. È in questa fase che nasce, nel giugno 1970, il Range Rover, presentato come un fuoristrada capace di unire robustezza e comfort da vettura di rappresentanza: un progetto tanto innovativo da essere esposto, nei primi anni Settanta, anche al Louvre come esempio di design industriale.
Sul fronte delle berline, nel 1976 debutta la SD1, ammiraglia a cinque porte con carrozzeria fastback disegnata da David Bache, dichiaratamente ispirata alla Ferrari Daytona. Il nome SD1 richiama la Specialist Division di British Leyland che la sviluppò. Motorizzata inizialmente con il V8 Rover da 155 CV, riceve dal 1980 anche i sei cilindri da 2,3 e 2,6 litri condivisi con Land Rover, oltre a un quattro cilindri 2.0 e a un turbodiesel 2.4 fornito dall'italiana VM Motori; con l'iniezione, introdotta nel 1982, il V8 sale fino a 192 CV. La SD1 vince a sua volta il titolo di auto dell'anno in Europa nel 1977.
Fine del marchio
2005, con il fallimento di MG Rover Group
Gli anni Ottanta e Novanta: l'alleanza con Honda e l'arrivo di BMW
- Serie 200 (dal 1984): prima generazione sviluppata insieme a Honda, rinnovata nel 1989 e poi profondamente ridisegnata nel 1995 come vettura di segmento B/C, base della futura Rover 25.
- Serie 400 (dal 1990): berlina tre volumi derivata dalla Honda Concerto, con soluzioni stilistiche e finiture tipicamente Rover.
- Serie 800 (dal 1986) e Serie 600 (dal 1993): rispettivamente ammiraglia e berlina media, entrambe uscite di produzione nel 1999.
La partnership con Honda, decisiva per rinnovare la gamma, si interrompe a metà degli anni Novanta quando la casa giapponese abbandona la collaborazione. Nel 1994 arriva BMW, che rileva il Rover Group da British Aerospace: sei anni di gestione tedesca in cui la gamma, già bisognosa di rinnovamento, fatica a stare al passo con la concorrenza.
Rover 75 e il capolinea del marchio
L'ultima vera ammiraglia del marchio è la Rover 75, presentata nel 1998 e prodotta dal 1999 al 2005 in berlina e station wagon Tourer. La gamma comprende il quattro cilindri K-series 1.8 da 115 CV (poi 150 CV), i V6 24 valvole 2.0 da 150 CV e 2.5 da 177 CV (193 CV nella versione MG ZT dal 2002), oltre a un turbodiesel common rail 2.0 da 116 CV, poi 131 CV. Nel 2005, a fine carriera, debutta anche una rara versione a trazione posteriore con V8 Ford 4.6 litri da 260 CV.
Dopo la separazione da BMW nel 2000, la neonata MG Rover Group prova a proseguire da sola, affiancando alla 75 le più piccole 25 e 45 e la modesta CityRover, ma senza le risorse per investire in nuove piattaforme. La società fallisce nel 2005: i diritti sul marchio Rover passano alla cinese Nanjing Automobile, poi nel 2006 a Ford e infine, nel 2008, al gruppo indiano Tata Motors tramite Jaguar Land Rover, che ne detiene tuttora la proprietà senza però produrre nuove vetture a marchio Rover.
