Dall'officina Toyota di Custer a una Seven tutta americana
La Rotus non nasce in un centro stile né in una grande fabbrica, ma nel retrobottega di una concessionaria Toyota nel Maryland. Chris Custer, appassionato di auto leggere e scattanti, decide di costruire una propria interpretazione della Lotus Seven usando meccanica giapponese facilmente reperibile e un telaio ridisegnato per essere più solido di quello originale.
Nel corso degli anni Ottanta la produzione resta artigianale, esemplare dopo esemplare, fino a quando l'attività si trasforma in una società vera e propria, la Rotus Ltd, attiva tra il 1993 e il 2005 tra il West Virginia e il Maryland, con una gamma che si allarga ai modelli Seven ed Eight.
Anni di produzione
Dai primi anni Ottanta al 2005 (come Rotus Ltd dal 1993)
Meccanica su misura: telaio, carrozzeria e motori
Il punto di forza della Rotus è sempre stato il telaio: una struttura tubolare in acciaio saldato, più rigida di quella della Lotus Seven originale, rivestita da pannelli in alluminio con parafanghi e cofano anteriore in fibra di vetro.
- Motore di base: quattro cilindri Toyota 1.8 di derivazione Corolla/Celica
- Varianti più prestazionali con il sei cilindri bialbero Celica
- Propulsori V8 di origine Cadillac, Buick-Olds-Pontiac o Triumph-Rover
- Allestimenti speciali con motore rotativo Mazda 13B, anche in versione turbo
Il peso contenuto, sotto i 570 kg nelle versioni più leggere, garantisce un rapporto peso/potenza che resta il vero biglietto da visita della vettura.
Modello di riferimento
Lotus Seven (1957)
Il capitolo rotativo: la Rotus con motore Mazda 13B
Con l'evoluzione della gamma e l'interesse crescente per le meccaniche giapponesi ad alte prestazioni, alcuni esemplari di Rotus sono stati equipaggiati con il motore rotativo Mazda 13B, anche in versione turbo, abbinato al cambio manuale a 5 rapporti di origine Toyota.
Il nome Rotus, nato originariamente come gioco di parole legato alle Seven a componentistica Toyota costruite da Custer, si presta bene anche a questa lettura più recente legata al motore rotativo, pur non essendo questa la sua origine storica.
Un'auto da collezionisti e autocostruttori
Data l'estrema rarità e la natura artigianale della produzione, la Rotus non è un'auto che si trova nei consueti canali di vendita dell'usato: gli esemplari sopravvissuti circolano quasi esclusivamente tra appassionati di kit car e di repliche della Lotus Seven, spesso all'interno di community e forum specializzati.
Chi valuta l'acquisto di una Rotus deve mettere in conto una verifica accurata della storia dell'esemplare, della qualità della costruzione originale e delle eventuali modifiche meccaniche apportate nel tempo, trattandosi in molti casi di vetture uniche più che di una serie standardizzata.
