Dall'Austin Seven alla LR2: la nascita del marchio
La storia industriale di Rosengart comincia con un accordo di licenza: nel 1923 Lucien Rosengart acquisisce i diritti per costruire in Francia l'Austin Seven, la piccola vettura inglese che aveva già dimostrato di poter motorizzare le famiglie a basso costo. Con il supporto tecnico dell'ingegnere Jules Salomon, l'imprenditore trasforma il vecchio stabilimento Bellanger sul Boulevard de Dixmude in una fabbrica automobilistica.
La produzione della LR2 parte nel 1927 e il modello arriva sul mercato nel 1928: un'utilitaria da 747 cc con cambio a tre marce, costruita su licenza ma progressivamente reinterpretata con carrozzerie proprie. Il successo commerciale è tale da mantenere la LR2 in listino, in varie evoluzioni, fino alla fine degli anni Trenta.
Modello più diffuso
LR2/LR4, con cilindrata 747 cc
La crescita della gamma: LR4, LR6 e i primi passi verso la trazione anteriore
Nel 1930 debutta la LR4, che riprende lo stesso propulsore da 747 cc della LR2 ma allunga il passo di 300 mm per offrire finalmente quattro posti reali; l'anno seguente arriva anche una variante a quattro porte. Il marchio tenta poi di salire di categoria con la LR6, dotata di un sei cilindri da 1.097 cc e 21 CV, un progetto che però viene abbandonato nel 1934 per gli scarsi risultati di vendita.
È negli stessi anni che Rosengart mostra il lato più sperimentale della propria produzione: già nel 1932, in anticipo sulla stessa Citroën, propone la Supertraction, una vettura a trazione anteriore realizzata in collaborazione con il costruttore tedesco Adler, di cui vengono costruite su licenza anche le Trumpf e Trumpf Junior.
Anni di attività
1927-1955
Gli anni Trenta: il quinto costruttore di Francia e la Supertraction Citroën
Nel corso degli anni Trenta Rosengart riesce a collocarsi come quinto marchio automobilistico francese per volumi, alle spalle di Citroën, Renault, Peugeot e Mathis. Nel 1936, tuttavia, difficoltà finanziarie portano allo scioglimento della società originaria, che viene rilevata dalla Société Industrielle de l'Ouest Parisien (SIOP).
Il capitolo più ambizioso della gamma arriva nel 1939 con la nuova Supertraction LR539: quasi cinque metri di lunghezza, meccanica a trazione anteriore derivata dalla Citroën Traction (motore quattro cilindri da 1.911 cc), linee ispirate allo stile americano della Lincoln Zephyr e un accordo con Citroën che, in cambio della fornitura meccanica, limita il modello alla sola carrozzeria a due porte. Ne vengono costruiti circa mille esemplari.
Il dopoguerra e il tramonto del marchio
Il secondo conflitto mondiale danneggia lo stabilimento e il dopoguerra si rivela ancora più difficile: il Piano Pons del 1946, che indirizza le risorse statali verso sette costruttori selezionati, lascia Rosengart fuori dai giochi. Il tentativo di rilancio con la berlina Supertrahuit, equipaggiata con un V8 Ford Mercury da 3,9 litri, resta allo stadio di prototipo dimostrativo e non entra mai in produzione di serie.
La SIOP dichiara bancarotta nell'inverno del 1952, con la perdita di centinaia di posti di lavoro. Una breve rinascita con il sostegno statale porta al lancio dell'Ariette (1951), disegnata da Philippe Charbonneaux, poi della più economica Artisane e della Scarlette, quest'ultima costruita sul telaio Panhard Dyna X con il bicilindrico Panhard da 851 cc. Nessuno di questi modelli raggiunge volumi sufficienti a sostenere l'azienda: anche l'ultimo progetto, la Sagaie del 1953, resta un prototipo. Lo stabilimento di Neuilly chiude definitivamente nella prima metà degli anni Cinquanta, ponendo fine alla storia industriale del marchio.
