Dalle biciclette al motore a scoppio
La storia di Riley comincia lontano dalle automobili: nel 1890 William Riley Jr. rileva una piccola attività di biciclette a Coventry, che nel 1896 diventa ufficialmente The Riley Cycle Company Limited. È il figlio Percy, appassionato di meccanica, a costruire la prima vettura di famiglia nel 1898, quando ha appena sedici anni.
Negli anni successivi i fratelli Riley si dividono i compiti: chi sviluppa i motori, chi le ruote smontabili (un'innovazione brevettata dall'azienda), chi le carrozzerie. Solo nel 1913, con il lancio del modello 17/30, la produzione di automobili complete diventa l'attività principale del gruppo, riunito sotto Riley (Coventry) Limited.
Anni di attività
1898-1969
L'epoca d'oro: la Riley Nine e le corse
Il momento di massimo splendore arriva nel 1926 con la Riley Nine, una vetturetta da 1.100 cc che monta un propulsore sorprendentemente moderno per l'epoca, con camere di combustione emisferiche e valvole comandate da un doppio albero a camme. Nel corso di dodici anni di produzione la Nine viene proposta in numerose varianti di carrozzeria, dalla due posti scoperta alla berlina quattro porte.
- La derivazione sportiva Riley Imp si distingue nelle competizioni, con un tredicesimo posto assoluto a Le Mans nel 1934
- La Riley Brooklands, basata sulla stessa base meccanica, diventa una delle vetture da corsa più vincenti tra fine anni Venti e primi anni Trenta
- Il marchio conquista la Rudge-Whitworth Cup a Le Mans nel 1934, insieme a diversi piazzamenti di classe
Il successo sportivo, tuttavia, si accompagna a una gamma commerciale sempre più frammentata, con troppi modelli e poca condivisione di componenti: una scelta che indebolisce i conti dell'azienda proprio mentre la sua immagine sportiva è al culmine.
Proprietà attuale del marchio
BMW Group (dal 1994, tramite l'acquisizione di Rover Group)
Sotto l'ala Nuffield: la serie RM
Nel 1938 le difficoltà finanziarie portano Lord Nuffield ad acquisire Riley, che entra così nella Nuffield Organization insieme a Morris. Dopo la parentesi bellica, il marchio torna sul mercato con la serie RM, l'ultima gamma sviluppata con una identità tecnica realmente indipendente.
La RMA, presentata nel 1945, monta il quattro cilindri da 1,5 litri e raggiunge circa 75 mph, mentre la RMB del 1946 adotta il più potente motore "Big Four" da 2,5 litri, capace di superare i 90 hp e i 90 mph nelle versioni più spinte. Alle due berline si affiancano le varianti RMC roadster e RMD cabriolet, entrambe prodotte in piccole serie per l'esportazione, e successivamente le evoluzioni RME e RMF con freni idraulici integrali. Tutte condividono la caratteristica struttura della carrozzeria realizzata in legno, secondo la tradizione costruttiva britannica.
L'era BMC e la fine della produzione
Nel 1952 la fusione tra Nuffield e Austin dà vita alla British Motor Corporation, e per Riley inizia una fase di progressiva perdita di autonomia tecnica. La Pathfinder, lanciata nel 1953 con il Big Four portato a 110 hp, è considerata l'ultima vera Riley progettata in autonomia; i modelli successivi, come la One-Point-Five, la 4/Sixty-Eight, l'Elf (variante della Mini) e la Kestrel (basata sulla 1100/1300), sono invece rielaborazioni con marchio Riley di vetture Austin e Morris.
Nel luglio 1969 British Leyland annuncia la fine immediata della produzione, con il marchio ormai ridotto a una quota di mercato marginale. Da allora Riley non ha più prodotto vetture: il nome, passato a BMW con l'acquisizione di Rover Group nel 1994, resta oggi vivo soprattutto grazie ai club di appassionati e al mercato del collezionismo Oldtimer.
