Dalle biciclette al primo Rambler: gli anni di Thomas Jeffery
Il nome Rambler nasce a Chicago, dall'iniziativa di Thomas B. Jeffery, produttore di biciclette che nel 1897 costruisce il suo primo prototipo di automobile. Dopo un'accoglienza positiva alle esposizioni di fine secolo, nel 1900 avvia la produzione in serie a Kenosha, Wisconsin, in un ex stabilimento per biciclette.
- Nel 1902 la Thomas B. Jeffery Company produce circa 1.500 vetture, pari a un sesto di tutta l'industria automobilistica statunitense di quell'anno
- L'azienda diventa il secondo costruttore d'auto del Paese, dietro solo a Oldsmobile
- Nel 1914 il figlio Charles T. Jeffery rinomina il marchio in Jeffery, in memoria del padre scomparso
- Nel 1916 Charles W. Nash acquista l'azienda, che diventa Nash Motors: il nome Rambler scompare per oltre trent'anni
Motorizzazioni
6 cilindri in linea da 2,8 a 3,8 litri e V8 da 4,1 a 6,4 litri
La rinascita Nash Rambler (1950-1955)
Sotto la guida di George W. Mason, Nash-Kelvinator rilancia il nome Rambler nel 1950 con una compatta pensata per le famiglie del dopoguerra: non un'utilitaria spartana, ma un'auto piccola con dotazioni e comfort da vettura più grande. Il lancio avviene inizialmente solo con la carrozzeria cabriolet, per poi allargarsi rapidamente a hardtop, berline e station wagon, con un restyling del 1953 influenzato dallo stile italiano di Pininfarina.
Nel 1954 la fusione tra Nash-Kelvinator e Hudson dà vita ad American Motors Corporation: la Rambler, unica compatta indipendente a sopravvivere alla guerra dei prezzi tra Ford e Chevrolet del 1953-1954, diventa la base su cui la neonata AMC costruisce il proprio futuro. La popolarità del modello cresce ulteriormente nel 1958 grazie al successo della canzone Beep Beep, che contribuisce a raddoppiare la produzione AMC entro fine anno.
Unità prodotte
Oltre 4,2 milioni nell'intera storia del marchio
Rambler American e Rambler Classic: gli anni d'oro di American Motors
Nel 1958 AMC rimette in produzione, praticamente invariata, la compatta del 1955 con il nome Rambler American: resta in listino fino al 1969, attraversando tre generazioni, e viene proposta a un prezzo vicino a quello del Maggiolino Volkswagen ma con più spazio e potenza. La strategia, guidata prima da George Romney e poi da Roy D. Chapin Jr., porta AMC a raggiungere il terzo posto tra i costruttori americani per vendite nel 1961.
Accanto alla American, dal 1961 debutta la Rambler Classic, di dimensioni maggiori, eletta Auto dell'Anno da Motor Trend nel 1963 ed esportata con assemblaggi locali in oltre cento Paesi, tra cui Argentina, Australia, Belgio, Messico e Filippine. Nel 1969 la gamma tocca il suo apice sportivo con la SC/Rambler, sviluppata con Hurst Performance appositamente per le gare di accelerazione.
Anni di produzione
1900-1914 (Jeffery) e 1950-1969 (Nash/AMC, poi fino al 1983 sui mercati esteri)
Motori: dal sei cilindri all'arrivo dei V8
Per gran parte della sua storia la Rambler punta su motori sei cilindri in linea semplici e affidabili: si parte dal 2,8 litri da 82 CV della Nash Rambler originale, per arrivare ai 3,2 e 3,8 litri impiegati su American e Classic, questi ultimi capaci fino a circa 155 CV nelle versioni più spinte.
- Dal 1966 la Rambler American accoglie i primi V8, dal 4,8 litri da 200-225 CV fino al 5,6 litri da 280 CV
- La Rambler Classic propone V8 da 4,1 e 5,4 litri, quest'ultimo fino a 270 CV
- Il vertice prestazionale arriva con la SC/Rambler del 1969, equipaggiata con V8 6,4 litri da 315 CV
Questa progressione, da compatta economica a berlina capace di V8 muscolosi, racconta bene come il marchio abbia saputo reinventarsi nel corso di un ventennio.
Perché la Rambler è oggi una vera Oldtimer
Con oltre 4,2 milioni di esemplari prodotti nella sua storia complessiva, la Rambler è stata per un decennio abbondante una delle vetture più diffuse sulle strade americane, e la sua meccanica semplice e robusta ha permesso a molti esemplari di arrivare fino a oggi in condizioni sostanzialmente originali. È esattamente il profilo che il regolamento tedesco sulle immatricolazioni, e con esso la definizione stessa di Oldtimer, riserva ai veicoli con almeno trent'anni di vita conservati come testimonianza della cultura tecnica motoristica.
La Rambler racchiude in un solo nome tre epoche diverse dell'auto americana: la pionieristica Thomas B. Jeffery Company di inizio Novecento, la rinascita Nash del dopoguerra e l'epopea di American Motors negli anni '60, fino alle prime muscle car compatte. Una parabola che ne fa oggi un caso di studio per chi si avvicina al collezionismo motoristico.