Scheda modello

Oldtimer Puma

La Puma è una coupé sportiva artigianale nata a Roma alla fine degli anni '60, celebre per la carrozzeria in vetroresina, la meccanica derivata dal Maggiolino Volkswagen e, nella sua versione più nota, la GTV, per il curioso tetto che si solleva per accedere all'abitacolo.

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Perché sì

  • Design originale e riconoscibile, con soluzioni costruttive fuori dal comune come il tetto a scomparsa della GTV
  • Meccanica semplice e robusta, derivata dal Maggiolino Volkswagen e quindi facile da mantenere
  • Rarità: la produzione artigianale rende ogni esemplare un pezzo da collezione ricercato
  • Nelle ultime evoluzioni, motori boxer Alfa Romeo che migliorano sensibilmente le prestazioni rispetto ai primi modelli

Da valutare

  • Prestazioni dei primi modelli limitate dalla meccanica di base Volkswagen, nonostante l'aspetto sportivo
  • Tenuta di strada non all'altezza dell'immagine sportiva, soprattutto nelle versioni con motore VW
  • Accesso all'abitacolo scomodo nella GTV, a causa del tetto che si solleva e ruota in avanti
  • Reperibilità di ricambi e documentazione tecnica oggi molto limitata, trattandosi di una produzione artigianale di nicchia
  • Iter di omologazione complesso per chi oggi volesse immatricolare o restaurare un esemplare

In sintesi

Segmento
Coupé sportiva artigianale (kit car)
Sede di produzione
Roma, Italia
Fondatore
Adriano Gatto
Anni di produzione
1968-1993
Modello più noto
Puma GTV (dal 1979)
Motore Boxer 90
Alfa Romeo 1490 cc boxer, 105 CV
Peso Boxer 90
Circa 850 kg
0-100 km/h (Boxer 90)
7,5 secondi

Tutto comincia a Roma, dove l'imprenditore Adriano Gatto trasforma la passione per i buggy californiani in una piccola industria artigianale di automobili sportive. Con il tecnico Domenico Lombardi al suo fianco, Gatto costruisce nel corso di oltre due decenni una serie di vetture fuori dagli schemi, capaci di conquistare un pubblico di appassionati pur restando lontane, per dimensioni aziendali, dai grandi nomi dell'auto italiana. La Puma diventa così uno dei più longevi esperimenti italiani di kit car, un'auto che si poteva ordinare completa oppure in kit di montaggio da assemblare in proprio.

Dai buggy da spiaggia alla prima Puma

La storia della Puma nasce dalla passione di Adriano Gatto per i dune buggy californiani, un fenomeno che a fine anni '60 conquista anche l'Italia. Il primo modello di successo, la Gatto Spider Spiaggia, è un buggy in vetroresina costruito sulla meccanica del Maggiolino Volkswagen, con motore raffreddato ad aria.

Il successo di questi primi esemplari spinge Gatto a strutturare l'attività in una vera azienda, con sede lungo la via Tiburtina a Roma e con il tecnico Domenico Lombardi come responsabile dello sviluppo di tutti i modelli successivi.

  • Base meccanica: pianale e motore Volkswagen Maggiolino
  • Carrozzeria: vetroresina, leggera e lavorabile artigianalmente
  • Vendita: auto completa oppure in kit di montaggio da assemblare in proprio

Motore Boxer 90

Alfa Romeo 1490 cc boxer, 105 CV

La Puma GTV: la coupé con il tetto che si apre

Per superare la crisi commerciale dei buggy negli anni '70, nel 1979 Gatto lancia il modello che renderà la Puma davvero celebre: la GTV. Si tratta della versione italiana, prodotta su licenza della britannica Nova Cars, di un progetto disegnato dal giovane Richard Oakes.

La GTV è una coupé bassissima e larga, appena 1,10 metri di altezza per 1,80 di larghezza, con una caratteristica unica: l'intero padiglione, tetto e parabrezza compresi, si solleva e ruota in avanti per permettere l'accesso all'abitacolo, un accesso non sempre agevole ma di sicuro effetto scenico.

Meccanicamente la GTV resta fedele alla filosofia Puma: motore Volkswagen 1200 cc, disponibile anche in versione maggiorata a 1385 cc. Le prestazioni, però, restano quelle di un Maggiolino travestito da sportiva: l'aspetto muscoloso non si traduce in un reale guadagno di velocità o di tenuta di strada.

Anni di produzione

1968-1993

I motori boxer Alfa Romeo e l'ultima evoluzione

Nel corso degli anni '80 la gamma GTV si rinnova nella meccanica: al posto del quattro cilindri Volkswagen arriva un boxer Alfa Romeo Alfasud raffreddato ad acqua, da 1186 cc, montato sulla GTV-033 e sulla successiva GTV-033.S, quest'ultima riconoscibile per il muso allungato e i fari rettangolari.

L'evoluzione finale della gamma arriva nel 1991 con la Boxer 90, che monta il quattro cilindri boxer da 1490 cc dell'Alfa Romeo 33, capace di 105 CV. Con un peso contenuto, la Boxer 90 scatta da 0 a 100 km/h in 7,5 secondi, la prestazione più convincente mai raggiunta da una Puma.

Modello più noto

Puma GTV (dal 1979)

La fine della produzione e l'eredità di un mito artigianale

Nel 1993 un incendio distrugge lo stabilimento e il prototipo dell'ultimo progetto di Gatto, la Puma 248, pensata con un nuovo telaio e interni più curati. L'episodio, unito all'inasprimento della normativa italiana sull'omologazione delle kit car, convince Gatto a non ricostruire l'attività, nonostante il mercato non fosse affatto in calo.

Della GTV vennero realizzati circa 100 esemplari, di cui una cinquantina risultano ancora circolanti: numeri che oggi rendono la Puma un oggetto raro e ricercato tra i collezionisti di auto artigianali italiane, apprezzata più per l'originalità del progetto e per il valore storico che per le sue doti dinamiche.

Le generazioni della Puma

  • Gatto Spider Spiaggia (dal 1968) — Il primo modello dell'azienda, un dune buggy in vetroresina costruito sulla meccanica del Maggiolino Volkswagen con motore 1192 cc raffreddato ad aria.
  • Puma / Puma GT (dal 1973) — Coupé su pianale Maggiolino accorciato, disponibile anche con hardtop opzionale e portiere ad ala di gabbiano.
  • Puma GTV (dal 1979) — Il modello più celebre della casa, prodotto su licenza della britannica Nova Cars su disegno di Richard Oakes: coupé bassa e larga con tetto e parabrezza a scomparsa, motore Volkswagen 1200 o 1385 cc.
  • Puma GTV-033 e GTV-033.S (1984-1990) — Evoluzione meccanica della GTV con l'adozione del motore boxer Alfa Romeo Alfasud da 1186 cc raffreddato ad acqua; la versione S introduce muso allungato e fari rettangolari.
  • Puma GTV Boxer 90 (dal 1991) — Ultima e più performante evoluzione della gamma, con motore boxer Alfa Romeo 33 da 1490 cc e 105 CV, in produzione fino alla chiusura dell'azienda nel 1993.

Domande frequenti sulla Puma

Chi ha fondato la Puma?

La Puma è stata fondata a Roma da Adriano Gatto, che con il tecnico Domenico Lombardi ha guidato l'azienda dalla fine degli anni '60 fino alla chiusura nel 1993.

Che cos'è la Puma GTV?

È il modello più noto della casa romana, una coupé bassa e larga lanciata nel 1979 su licenza della britannica Nova Cars, riconoscibile per il tetto e il parabrezza che si sollevano insieme per accedere all'abitacolo.

Su quale meccanica erano costruite le Puma?

I primi modelli utilizzavano pianale e motore del Maggiolino Volkswagen; a partire dagli anni '80 la gamma GTV è passata a motori boxer Alfa Romeo, prima l'Alfasud da 1186 cc e poi l'Alfa 33 da 1490 cc.

Quanti esemplari di Puma GTV sono stati costruiti?

Ne sono stati realizzati circa 100 esemplari, dei quali circa una cinquantina risultano ancora circolanti oggi.

Perché la Puma ha cessato la produzione?

Nel 1993 un incendio ha distrutto lo stabilimento e il prototipo dell'ultimo progetto dell'azienda, la Puma 248; questo evento, insieme all'inasprimento delle norme italiane sull'omologazione delle kit car, ha portato Adriano Gatto a non riavviare la produzione.

Fonti

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