Dalle biciclette alle automobili: la nascita di un'industria a Graz
Johann Puch avvia la sua attività nel 1899 come costruttore di biciclette, ma la vocazione motoristica emerge quasi subito: le prime motociclette arrivano già nel 1901 e le prime automobili nel 1904. Nel 1906 debutta la Voiturette, considerata una delle prime vetture austriache realizzate in piccola serie.
Alla vigilia della Grande Guerra la fabbrica, diventata PuchWerke AG, impiega oltre mille lavoratori e produce ogni anno migliaia di biciclette e centinaia tra motociclette e automobili. Johann Puch lascia la guida dell'azienda nel 1912, restando presidente onorario fino alla morte, nel 1914.
Anno di fondazione
1899
Le fusioni che portano a Steyr-Daimler-Puch
Il percorso industriale del marchio non si esaurisce come impresa indipendente. Nel 1928 PuchWerke si fonde con Austro-Daimler, dando vita ad Austro-Daimler-Puchwerke AG. Nel 1934 arriva la seconda, decisiva fusione con Steyr-Werke: nasce così il grande conglomerato Steyr-Daimler-Puch, con sede a Steyr, che nei decenni successivi produrrà di tutto, dalle utilitarie ai camion, fino a moto, biciclette e persino armamenti.
È sotto questa insegna che il nome Puch resta legato alle automobili fino alla fine del Novecento, quando il gruppo viene progressivamente smembrato tra il 1987 e i primi anni Duemila.
Confluita in
Steyr-Daimler-Puch (1934)
Puch 500, la piccola utilitaria con motore tutto austriaco
Dal 1957 al 1975 Puch costruisce a Graz, su licenza Fiat, la propria versione della celebre 500: la carrozzeria è quella torinese, ma il motore è un boxer bicilindrico di progettazione austriaca, ritenuto più fluido rispetto al bicilindrico in linea della Fiat originale. Le cilindrate variano da 493 a 660 cc, con potenze comprese tra circa 16 e 41 CV a seconda della versione.
- 500/500D: le versioni base, con tetto apribile o rigido
- 700 C/E Combi: variante familiare con motore maggiorato
- 650 TR/TR II: allestimenti sportivi impiegati anche in gara
- 500 S: versione con meccanica derivata Fiat
La produzione complessiva si aggira sulle 60.000 unità, prima che nel 1973-1975 il modello lasci il posto alla Fiat 126 costruita anch'essa a Graz.
Haflinger e Pinzgauer, la vocazione fuoristrada di Puch
Accanto alla piccola utilitaria, Puch costruisce la propria reputazione soprattutto sui fuoristrada. La Haflinger, prodotta dal 1958 al 1974 per circa 16.600 esemplari, monta un boxer bicilindrico raffreddato ad aria da 643 cc, trazione integrale, assali portali e bloccaggi dei differenziali: pesa poco più di 600 kg ed entra in servizio con gli eserciti di Svizzera, Austria, Australia e con la Royal Navy britannica.
Nel 1971 arriva la Pinzgauer, con motore quattro cilindri raffreddato ad aria da 2,5 litri e circa 88 CV, disponibile in versione 4x4 (710/716) o 6x6 (712/718). Resta in produzione fino al 2000 in Austria, con oltre 18.000 esemplari della prima generazione, ed è adottata da numerose forze armate nel mondo per trasporto truppe, ambulanze e traino.
Il Puch G e l'eredità confluita nel Mercedes-Benz Classe G
Dal 1979 lo stabilimento di Graz progetta e costruisce il fuoristrada che diventerà celebre come Mercedes-Benz Classe G. In Austria, Svizzera, Liechtenstein e Croazia il veicolo viene commercializzato fino al 2000 con il nome Puch G, mentre nel resto d'Europa porta sin da subito il marchio della Stella. Ogni singolo esemplare della Classe G, ieri come oggi, è sempre stato costruito nello stesso stabilimento austriaco, oggi parte di Magna Steyr dopo la definitiva dissoluzione di Steyr-Daimler-Puch tra il 1998 e i primi anni Duemila.
