Dalla costola di Oakland al marchio di punta di GM
Pontiac debutta nel 1926 come alternativa più economica rispetto a Oakland, altro marchio del gruppo General Motors. Il primo modello, la Series 6-27, riscuote un successo tale da superare rapidamente le vendite della stessa Oakland, che viene progressivamente assorbita e infine soppressa nei primi anni Trenta.
Già alla fine degli anni Venti Pontiac si afferma come uno dei marchi a sei cilindri più venduti negli Stati Uniti. Con l'arrivo della Grande Depressione, General Motors sceglie proprio Pontiac, più accessibile, come marchio da consolidare, ponendo le basi per la sua crescita nei decenni successivi.
Anno di fondazione
1926
L'era Wide Track e la nascita delle muscle car
La svolta arriva negli anni Cinquanta, quando Pontiac introduce il V8 Strato Streak e comincia a costruirsi un'immagine più sportiva. Sotto la guida di dirigenti come Semon Bunkie Knudsen e dell'ingegnere John DeLorean, il marchio adotta l'assetto Wide Track, che migliora tenuta di strada e proporzioni estetiche delle vetture.
Il momento simbolo arriva nel 1964, quando DeLorean fa montare un motore V8 da 389 pollici cubici su una Tempest di fascia intermedia, aggirando le restrizioni interne di General Motors sulla cilindrata. Nasce così la Pontiac GTO, comunemente considerata la prima vera muscle car della storia dell'automobile. Tre anni dopo debutta la Firebird, pony car pensata per affiancare la Chevrolet Camaro, che nella versione Trans Am diventerà una delle Pontiac più celebri e desiderate.
Anno di chiusura
2010
La crisi energetica e il ridimensionamento
Gli anni Settanta segnano una battuta d'arresto per le prestazioni: le normative sulle emissioni impongono l'uso di benzine a più basso numero di ottani, con conseguente calo dei rapporti di compressione e delle potenze dichiarate. La crisi petrolifera del 1973 accelera ulteriormente il declino delle grandi cilindrate.
Pontiac reagisce diversificando la gamma, con modelli più piccoli come la Astre e, dal 1984, la sportiva a motore centrale Fiero. Negli anni Ottanta il marchio torna a crescere, arrivando a essere tra i produttori domestici più venduti negli Stati Uniti, con un pubblico progressivamente più giovane.
La chiusura del marchio e il valore odierno per i collezionisti
Negli anni Duemila Pontiac prova a rilanciare il mito della GTO importando dall'Australia la Holden Monaro con un nuovo motore V8, ma l'operazione, tra prezzi più alti del previsto e uno stile giudicato poco riconoscibile, non ottiene il successo sperato.
La crisi finanziaria di General Motors nel 2008 porta alla decisione di eliminare diversi marchi del gruppo, tra cui Pontiac: l'ultima vettura, una berlina G6, viene assemblata nel gennaio 2010 e le concessionarie chiudono definitivamente il 31 ottobre dello stesso anno. Da allora Pontiac esiste solo come marchio storico, con un mercato dell'usato d'epoca particolarmente vivace per i modelli sportivi degli anni Sessanta e Settanta.
