Dalle officine di famiglia alla prima automobile
Prima di diventare un costruttore di automobili, la famiglia Peugeot era attiva nella lavorazione dei metalli e nel tessile fin dai primi dell'Ottocento. Il passaggio ai veicoli a motore avviene alla fine del secolo: nel 1889 Armand Peugeot presenta un tricicolo a vapore realizzato con l'ingegnere Léon Serpollet, mentre l'anno seguente arrivano i primi esemplari con motore a scoppio.
Nel 1896 nasce ufficialmente la Société Anonyme des Automobiles Peugeot, la struttura che darà il via a una produzione automobilistica continua fino ai giorni nostri. Da qui parte una lunga sequenza di modelli identificati da sigle numeriche, una convenzione che diventa iconica a partire dal 1929 con la 201, la prima a inserire uno zero centrale nel nome.
Attività automobilistica dal
1896 (Société Anonyme des Automobiles Peugeot)
Il dopoguerra e le berline che hanno fatto scuola: 203, 403 e 404
Il primo modello lanciato dopo la Seconda guerra mondiale è la 203 del 1948, che introduce la scocca portante e diventa una delle vetture francesi più vendute ed esportate del periodo. Nel 1955 arriva la 403, che segna l'inizio della collaborazione stilistica con Pininfarina e nel 1959 diventa la prima Peugeot prodotta in serie con motorizzazione diesel.
La 404, presentata nel 1960 sempre su linee Pininfarina, eredita e potenzia il motore della 403, arrivando a superare i 1.600 cm³. Viene proposta in numerose varianti di carrozzeria (berlina, cabriolet, coupé, familiare, commerciale e furgonetta) e resta in produzione fino al 1975, con la versione pick-up che arriva fino al 1978, per un totale di quasi 3 milioni di esemplari costruiti.
Riconoscimenti principali
Car of the Year 1969 (504), Auto dell'Anno 1988 (405)
La 504, il cavallo da lavoro diventato leggenda
Lanciata nel 1968, la Peugeot 504 vince il titolo di Car of the Year l'anno successivo grazie a stile, qualità costruttiva e comportamento su strada. Viene proposta con motorizzazioni a benzina da 1,6 a 2,7 litri (compreso un V6) e diesel da 1,9 a 2,3 litri, in versioni berlina, station wagon, coupé, cabriolet e persino pick-up.
In Europa la produzione si ferma nel 1983, dopo oltre 3 milioni di esemplari, ma il modello continua a essere costruito in Africa fino al 2006, con centinaia di migliaia di unità assemblate in Nigeria e Kenya tramite kit CKD. Proprio in Africa la 504 guadagna il soprannome di vero e proprio cavallo da lavoro, impiegata come taxi rurale e persino come vettura presidenziale.
La svolta compatta: 205 e 405
Con la 205, arrivata nel 1983, Peugeot ridisegna il segmento delle compatte: quindici anni di produzione e oltre 5,2 milioni di esemplari costruiti fino al 1998. La gamma spazia dalle versioni utilitarie alla Rallye, spartana e leggera con il suo 1,3 da 103 CV, fino alla GTI con i motori 1,6 da 115 CV e 1,9, senza dimenticare la cabriolet CTI e le serie speciali come Lacoste e Roland Garros.
Sul fronte sportivo, la 205 Turbo 16 porta Peugeot al titolo mondiale rally nel 1985 e 1986 e vince la Parigi-Dakar nel 1987 e 1988. La 405, lanciata nel 1987, ottiene il titolo di Auto dell'Anno e prosegue il palmarès africano con due vittorie alla Dakar nel 1989 e nel 1990 grazie alla versione T16.
Perché una Peugeot storica è considerata un Oldtimer
Come vuole la definizione nata in ambito tedesco, un'auto diventa Oldtimer quando supera i trent'anni dalla prima immatricolazione e conserva condizioni sostanzialmente originali. Molti modelli Peugeot degli anni Cinquanta, Sessanta e Ottanta rientrano oggi pienamente in questa categoria, e non solo per l'anagrafica: la loro meccanica robusta e la relativa semplicità costruttiva li rendono più accessibili da mantenere rispetto a molte concorrenti coeve.
- Prima di acquistare, è opportuno controllare a fondo passaruota, sottoscocca e vano batteria per verificare l'assenza di ruggine.
- Sulle versioni sportive più rare vale la pena verificare lo stato di carburatori e componenti meccanici specifici, spesso costosi da sostituire.
- Le plastiche degli interni, in particolare sulla plancia, vanno ispezionate perché tendono a diventare fragili con il tempo.
