Scheda modello

Oldtimer Pegaso

La Pegaso è la gran turismo spagnola nata dall'ambizione dell'ingegnere Wifredo Ricart di sfidare Ferrari con un motore V8 da competizione, restando oggi uno dei miti più rari del collezionismo europeo.

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Perché sì

  • Motore V8 in lega leggera con soluzioni da competizione, come l'albero a camme in testa multiplo, rare per l'epoca
  • Prestazioni da record: fino a 243 km/h, tra le vetture più veloci al mondo nei primi anni '50
  • Carrozzerie firmate da grandi nomi come Touring Superleggera e Saoutchik
  • Rarità estrema che ne fa oggi un pezzo da collezione di altissimo pregio

Da valutare

  • Prezzo di listino elevatissimo, tra i motivi principali delle vendite scarse
  • Cambio non sincronizzato e meccanica complessa, poco adatta a un uso quotidiano
  • Assenza di freni a disco e servosterzo, limiti comuni all'epoca ma penalizzanti nell'uso pratico
  • Risultati sportivi ufficiali inferiori alle attese nonostante il potenziale tecnico

In sintesi

Marca
Pegaso (Enasa)
Paese
Spagna
Segmento
Gran turismo sportiva di lusso
Carrozzeria
Coupé e cabriolet a due posti
Anni di produzione
1951-1958
Motore
V8 in lega leggera, 2.5-4.7 litri a seconda della serie
Velocità massima
Fino a 243 km/h nelle versioni sovralimentate
Esemplari prodotti
Circa 84 Z-102 più un numero ristrettissimo di Z-103

Pegaso nasce nel 1946 come marchio automobilistico dell'azienda statale spagnola Enasa, erede degli stabilimenti Hispano-Suiza di Barcellona, con il compito principale di rilanciare l'industria dei veicoli industriali del paese dopo la guerra civile. È l'ingegnere Wifredo Ricart, reduce da un'esperienza in Alfa Romeo, a trasformare per un breve periodo il produttore di camion in una sfida aperta alle grandi case sportive europee, dando vita alla Z-102: una gran turismo capace di primeggiare in velocità pura ma destinata, per costi di produzione e scelte industriali, a restare un episodio isolato nella storia del marchio.

Dalla ricostruzione industriale alla sfida sportiva

Pegaso viene fondata come costola dell'azienda statale Enasa, incaricata di ricostruire la produzione di autocarri, autobus e trattori nella Spagna del dopoguerra, occupando gli stabilimenti che erano stati di Hispano-Suiza a Barcellona.

È l'ingegnere Wifredo Ricart, richiamato in patria dopo l'esperienza maturata in Alfa Romeo, a spingere l'azienda oltre il perimetro industriale: la sua idea è costruire una vettura sportiva capace di rappresentare il prestigio tecnico spagnolo sulla scena internazionale, in aperta concorrenza con le grandi case italiane.

Motore

V8 in lega leggera, 2.5-4.7 litri a seconda della serie

Un V8 da competizione fuori scala

La Z-102 monta un motore V8 interamente in lega leggera, con distribuzione a doppio albero a camme in testa, disponibile in diverse cilindrate comprese tra 2,5 e 3,2 litri e con potenze che, a seconda dell'allestimento e della presenza del sovralimentatore, spaziano da poco più di 160 a oltre 350 cavalli.

  • Telaio tubolare in acciaio
  • Cambio a cinque rapporti non sincronizzato, posizionato al retrotreno insieme al differenziale
  • Alimentazione a carburatori multipli o, nelle versioni più spinte, tramite compressore volumetrico

Una soluzione tecnica raffinata, costosa da produrre e da mantenere, che testimonia l'ambizione ingegneristica di Ricart più che una logica industriale sostenibile.

Velocità massima

Fino a 243 km/h nelle versioni sovralimentate

Il record di Jabbeke e le corse

Il momento di maggiore gloria arriva nel settembre 1953 a Jabbeke, in Belgio, dove una Z-102 sovralimentata guidata da Celso Fernández stabilisce un record di velocità sul chilometro lanciato, superando i 240 km/h e mettendo in ombra rivali blasonati come la Jaguar XK120.

Sul fronte delle competizioni ufficiali, invece, i risultati non furono all'altezza delle attese: la Pegaso partecipò a eventi come le 24 Ore di Le Mans e la Carrera Panamericana senza ottenere piazzamenti di rilievo, complice anche un incidente che coinvolse il pilota Jose Jover durante i test per la 24 Ore.

Anni di produzione

1951-1958

Perché il sogno sportivo si fermò presto

Costruita senza compromessi sui costi, la Z-102 risultò un'auto proibitiva anche per gli standard delle gran turismo di lusso dell'epoca, con volumi di vendita necessariamente ridottissimi. La produzione si fermò nel 1958, dopo appena sette anni e un breve tentativo di rilancio con la successiva Z-103, che semplificò la meccanica ma non riuscì a invertire la rotta commerciale.

Da allora Pegaso tornò a concentrarsi esclusivamente sui veicoli industriali, restando un marchio di riferimento in Spagna fino all'acquisizione da parte di Iveco, che ne ha mantenuto viva l'eredità come brand storico.

Le generazioni della Pegaso

7anni di storia

1951—19587 anni

Pegaso Z-102

Prima e più celebre gran turismo del marchio, disegnata da Wifredo Ricart e realizzata in coupé e cabriolet da carrozzerie come Touring Superleggera e Saoutchik. Con il suo V8 in lega leggera e le versioni sovralimentate capaci di superare i 240 km/h, fu per un breve periodo tra le vetture più veloci al mondo, pur restando un prodotto di nicchia per pochissimi esemplari.

1955—19583 anni

Pegaso Z-103

Erede diretta della Z-102, mantenne l'impostazione con motore V8 e carrozzeria mista in acciaio e alluminio, ma adottò una distribuzione a valvole in testa più semplice al posto dei complessi doppi alberi a camme. Prodotta in numero estremamente limitato, segnò la fine dell'avventura di Pegaso nel mondo delle auto sportive.

Domande frequenti sulla Pegaso

Quanti esemplari di Pegaso Z-102 sono stati costruiti?

Le fonti indicano un numero complessivo di circa 84 esemplari costruiti tra il 1951 e il 1958, tra coupé e cabriolet, il che rende la Z-102 una delle gran turismo più rare del dopoguerra.

È vero che la Pegaso Z-102 fu l'auto più veloce del mondo?

Nella versione sovralimentata, la Z-102 raggiunse i 243 km/h e nel 1953 stabilì un record di velocità sul chilometro lanciato a Jabbeke, in Belgio, guadagnandosi per un periodo il titolo di vettura di serie più veloce al mondo.

Perché Pegaso smise di produrre automobili sportive?

I costi di produzione elevatissimi, dovuti a soluzioni tecniche raffinate come il motore V8 interamente in lega leggera, resero la vettura troppo costosa per generare volumi di vendita sostenibili, portando l'azienda a interrompere la produzione nel 1958 e a tornare a concentrarsi sui veicoli industriali.

Che fine ha fatto il marchio Pegaso?

Dopo l'abbandono delle vetture sportive, Pegaso proseguì come produttore di autocarri e autobus fino al 1990, quando l'azienda fu acquisita da Iveco, che dal 1994 ne ha fatto un marchio secondario mantenendone viva l'eredità storica.

Fonti

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