Dalla ricostruzione industriale alla sfida sportiva
Pegaso viene fondata come costola dell'azienda statale Enasa, incaricata di ricostruire la produzione di autocarri, autobus e trattori nella Spagna del dopoguerra, occupando gli stabilimenti che erano stati di Hispano-Suiza a Barcellona.
È l'ingegnere Wifredo Ricart, richiamato in patria dopo l'esperienza maturata in Alfa Romeo, a spingere l'azienda oltre il perimetro industriale: la sua idea è costruire una vettura sportiva capace di rappresentare il prestigio tecnico spagnolo sulla scena internazionale, in aperta concorrenza con le grandi case italiane.
Motore
V8 in lega leggera, 2.5-4.7 litri a seconda della serie
Un V8 da competizione fuori scala
La Z-102 monta un motore V8 interamente in lega leggera, con distribuzione a doppio albero a camme in testa, disponibile in diverse cilindrate comprese tra 2,5 e 3,2 litri e con potenze che, a seconda dell'allestimento e della presenza del sovralimentatore, spaziano da poco più di 160 a oltre 350 cavalli.
- Telaio tubolare in acciaio
- Cambio a cinque rapporti non sincronizzato, posizionato al retrotreno insieme al differenziale
- Alimentazione a carburatori multipli o, nelle versioni più spinte, tramite compressore volumetrico
Una soluzione tecnica raffinata, costosa da produrre e da mantenere, che testimonia l'ambizione ingegneristica di Ricart più che una logica industriale sostenibile.
Velocità massima
Fino a 243 km/h nelle versioni sovralimentate
Il record di Jabbeke e le corse
Il momento di maggiore gloria arriva nel settembre 1953 a Jabbeke, in Belgio, dove una Z-102 sovralimentata guidata da Celso Fernández stabilisce un record di velocità sul chilometro lanciato, superando i 240 km/h e mettendo in ombra rivali blasonati come la Jaguar XK120.
Sul fronte delle competizioni ufficiali, invece, i risultati non furono all'altezza delle attese: la Pegaso partecipò a eventi come le 24 Ore di Le Mans e la Carrera Panamericana senza ottenere piazzamenti di rilievo, complice anche un incidente che coinvolse il pilota Jose Jover durante i test per la 24 Ore.
Anni di produzione
1951-1958
Perché il sogno sportivo si fermò presto
Costruita senza compromessi sui costi, la Z-102 risultò un'auto proibitiva anche per gli standard delle gran turismo di lusso dell'epoca, con volumi di vendita necessariamente ridottissimi. La produzione si fermò nel 1958, dopo appena sette anni e un breve tentativo di rilancio con la successiva Z-103, che semplificò la meccanica ma non riuscì a invertire la rotta commerciale.
Da allora Pegaso tornò a concentrarsi esclusivamente sui veicoli industriali, restando un marchio di riferimento in Spagna fino all'acquisizione da parte di Iveco, che ne ha mantenuto viva l'eredità come brand storico.
