Dal garage alla produzione in serie
Il progetto Peerless nasce dalla collaborazione tra James Byrnes, imprenditore alberghiero appassionato di motori, e Bernie Rodger, ingegnere con esperienza nelle competizioni. L'idea iniziale è costruire un'unica vettura sportiva su misura, ma il risultato convince i due a fondare una società vera e propria.
Il telaio è realizzato con tubi d'acciaio a sezione rettangolare, mentre la carrozzeria viene affidata alla James Whitson Ltd, che nella prima serie assembla la scocca partendo da decine di pannelli distinti in vetroresina. Una soluzione innovativa per l'epoca, ma anche una fonte di complicazioni nella rigidità e nella finitura dei primi esemplari.
Motore
4 cilindri Triumph TR3, 2.0 litri, circa 100 CV
Meccanica: cuore Triumph, asse de Dion
Sotto la carrozzeria si nasconde meccanica britannica ben nota: il quattro cilindri 2.0 litri della Triumph TR3, abbinato a un cambio manuale a quattro marce con overdrive Laycock. La potenza si aggira sui 100 CV, sufficienti per superare i 160 km/h.
La scelta più interessante riguarda il retrotreno: al posto del semplice assale rigido della TR3, Peerless adotta un asse de Dion con carreggiata posteriore allargata, soluzione che migliora la tenuta e la trazione rispetto alla base tecnica di partenza, elevando il comportamento dinamico della vettura al di sopra della sua categoria di prezzo.
Anni di produzione
1957-1960 (poi proseguita come Warwick fino al 1962)
La vittoria di classe a Le Mans 1958
Il momento di massima notorietà per la Peerless arriva nel 1958, quando una vettura ufficiale prende parte alla 24 Ore di Le Mans in condizioni di pioggia quasi ininterrotta. Il risultato è sorprendente: 16° posto assoluto e vittoria nella propria classe, in una gara dominata da nomi ben più blasonati come Ferrari e Maserati.
Il successo sportivo genera un picco di richieste che la piccola struttura produttiva di Slough non riesce a gestire con la stessa rapidità con cui arrivano gli ordini, mettendo in luce i limiti industriali di un'azienda ancora artigianale.
Fase 2 e il declino commerciale
Nel luglio 1959 la carrozzeria viene rivista: dalla scocca in decine di pannelli separati si passa a uno stampaggio unico ricavato da uno stampo multi-pezzo, con benefici in termini di rigidità e riduzione del peso. È la cosiddetta Fase 2, prodotta in circa 50 esemplari.
Nonostante i miglioramenti tecnici, i costi di produzione restano troppo alti rispetto al prezzo di vendita e alla qualità percepita, inferiore a quella delle vetture di case generaliste dello stesso segmento di prezzo. Peerless Cars Ltd cessa l'attività nel 1960, dopo aver realizzato circa 325 esemplari complessivi.
La rinascita come Warwick
Lo stesso Bernie Rodger rileva il progetto e lo rilancia con il nome originario, Warwick, attraverso la nuova società Bernard Roger Developments Ltd, con base a Colnbrook. Tra il 1960 e il 1962 nascono circa 40 esemplari della Warwick GT con motore Triumph, capaci di circa 169 km/h e uno 0-100 km/h in poco più di 12 secondi.
Una variante ancora più rara, la Warwick GT350, monta un V8 Buick 215 da 155 CV e raggiunge prestazioni nettamente superiori, ma ne vengono costruiti solo pochissimi esemplari prima della chiusura definitiva del progetto.
