Scheda modello

Oldtimer Panhard

Panhard è stata una delle case automobilistiche più antiche e innovative della storia, capace di introdurre soluzioni tecniche diventate standard del settore e di firmare, nel dopoguerra, una gamma di vetture leggere spinte da un originale bicilindrico boxer raffreddato ad aria.

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Perché sì

  • Il layout motore anteriore e trazione posteriore introdotto negli anni Novanta dell'Ottocento, noto come Système Panhard, ha definito lo schema costruttivo dell'automobile moderna
  • Il bicilindrico boxer raffreddato ad aria dei modelli Dyna si è distinto per leggerezza, economia di esercizio e buona elasticità ai bassi regimi nonostante la cilindrata contenuta
  • La costruzione in alluminio delle prime Dyna ha permesso pesi molto contenuti e prestazioni sorprendenti a parità di cilindrata
  • Il coefficiente aerodinamico particolarmente basso, curato fin dalla Dynamic del 1936, ha garantito consumi ridotti e buone velocità di punta per l'epoca
  • I successi nell'indice di rendimento alla 24 Ore di Le Mans hanno dato prestigio sportivo a un costruttore di vetture di piccola cilindrata
  • Il design originale, dalla Dynamic anteguerra al coupé 24 CT, ha reso i modelli Panhard immediatamente riconoscibili

Da valutare

  • La potenza limitata dei bicilindrici manteneva le prestazioni pure su livelli modesti rispetto a molte rivali coeve di pari fascia
  • I costi crescenti dell'alluminio costrinsero il passaggio alla carrozzeria in acciaio già dalla metà degli anni Cinquanta, con aumento di peso
  • Sui modelli coupé come la 24 i freni a tamburo furono giudicati inadeguati già all'epoca del lancio
  • La rete di ricambi e assistenza specifica è oggi molto ridotta, trattandosi di un marchio scomparso dal mercato civile da decenni
  • La produzione automobilistica si interruppe definitivamente nel 1967 dopo l'assorbimento del ramo civile in Citroën

In sintesi

Paese di origine
Francia
Fondatori
René Panhard, Émile Levassor
Anni di produzione automobili
1890 - 1967
Segmento
Vetture leggere, berline compatte e coupé (produzione postbellica)
Motore caratteristico
Bicilindrico boxer raffreddato ad aria (dal 1947)
Carrozzerie prodotte
Berlina, cabriolet, coupé, break, veicoli commerciali
Trazione
Posteriore fino agli anni Trenta, anteriore dal dopoguerra
Fine della produzione civile
1967, dopo l'assorbimento in Citroën

L'azienda nasce a Parigi da una piccola realtà di lavorazione del legno fondata nel 1846, entro cui René Panhard entra come socio nel 1867. Con l'arrivo di Émile Levassor e, in seguito, dell'avvocato belga Edouard Sarazin, l'attività si converte alla meccanica di precisione e, tra il 1886 e il 1887, assume il nome Panhard & Levassor avviando la produzione di automobili su licenza dei motori Daimler. Nel 1890 nasce la prima vettura, la P2D, seguita da un decennio di corse e primati che fanno di Panhard uno dei nomi fondanti dell'industria automobilistica francese. Dopo la Seconda guerra mondiale la casa si reinventa con vetture leggere a motore bicilindrico, prima di confluire in Citroën nel 1967 e proseguire, fino a oggi, solo nel settore dei veicoli militari.

Le origini: dalla meccanica di precisione all'automobile moderna

La storia di Panhard inizia lontano dal mondo dei motori, in una piccola azienda parigina di lavorazione del legno attiva dal 1846. È l'ingresso di René Panhard come socio, nel 1867, e successivamente di Émile Levassor, a orientare l'attività verso la meccanica di precisione. Tra il 1886 e il 1887, dopo la scomparsa del fondatore originario, i due assumono il controllo dell'impresa insieme all'avvocato belga Edouard Sarazin e ne fanno un costruttore di automobili su licenza dei motori Daimler.

Nel 1890 nasce la prima vettura, la P2D, seguita a stretto giro dai modelli di Type A. È in questi anni che Panhard e Levassor codificano quello che sarebbe passato alla storia come Système Panhard: motore anteriore, trazione sulle ruote posteriori e cambio a ingranaggi scorrevoli, uno schema che diventerà lo standard costruttivo dell'automobile per i decenni successivi. La vittoria di Levassor alla Parigi-Bordeaux-Parigi del 1895, la prima vera corsa automobilistica della storia, consacra il marchio come punto di riferimento tecnico e sportivo, un primato pagato a caro prezzo quando lo stesso Levassor muore nel 1897 per le conseguenze di un incidente in gara.

Anni di produzione automobili

1890 - 1967

Tra le due guerre: motori senza valvole e lo stile Dynamic

Nei primi anni Venti Panhard riprende la produzione civile interrotta dalla Prima guerra mondiale, durante la quale lo stabilimento si era dedicato a camion, motori aeronautici e munizioni. Dal 1924 l'azienda adotta su tutta la gamma i motori a valvole a camicia su licenza Charles Yale Knight, apprezzati per la silenziosità di funzionamento, mentre nel 1925 una Panhard di grossa cilindrata stabilisce un record di velocità.

Il punto più alto di questa stagione è la Dynamic del 1936, disegnata da Louis Bionier: carrozzeria portante in stile Art Déco, vetrature panoramiche, volante posizionato al centro dell'abitacolo per sfruttare al meglio la visibilità e motori a sei cilindri senza valvole fino a 2,8 litri. Una vettura tanto avveniristica quanto complessa, che chiude idealmente l'epoca prebellica del marchio.

Motore caratteristico

Bicilindrico boxer raffreddato ad aria (dal 1947)

Il dopoguerra e la rivoluzione del bicilindrico Dyna

La vera svolta arriva nel secondo dopoguerra con la Dyna X, presentata a partire dal 1947: un'utilitaria leggera con struttura in alluminio e un inedito motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria, scelte pensate per contenere i pesi e i consumi. Il progetto matura nella Dyna Z del 1954, dalla linea arrotondata e aerodinamicamente molto curata, prodotta fino al 1959 in circa 140.000 esemplari: nata con carrozzeria interamente in alluminio, passa progressivamente all'acciaio a partire dal 1955 quando i costi della lega leggera si rivelano insostenibili per una produzione di grande serie.

Nel 1959 la Dyna Z lascia il posto alla PL17, sostanzialmente un restyling dello stesso pianale con motore bicilindrico da 848-851 cc capace di 42 CV nella versione base e 50 CV in quella Tigre. Prodotta fino al 1965 in circa 166.000 unità tra berlina, cabriolet e break, la PL17 rappresenta il modello Panhard più diffuso del dopoguerra, apprezzato per la trazione anteriore, i consumi contenuti e un abitacolo sorprendentemente spazioso per l'ingombro esterno.

Fine della produzione civile

1967, dopo l'assorbimento in Citroën

Panhard 24 e le corse: l'ultimo capitolo e l'indice di rendimento a Le Mans

Nel 1963 debutta la Panhard 24, un coupé 2+2 dalla linea con caratteristico tetto trapezoidale, proposto nelle versioni C, con motore da 48 CV, e CT, portata a 60 CV. Nonostante sospensioni indipendenti curate e un'immagine molto moderna, le vendite restano contenute e i freni a tamburo vengono giudicati insufficienti già all'epoca; la 24 CT, la più riuscita, resta comunque in produzione fino al 1967, ultimo anno di vita per un'automobile Panhard.

Il piccolo motore bicilindrico dà anche soddisfazioni sportive: le vetture derivate dai progetti di Charles Deutsch, come la CD Panhard, colgono più volte la vittoria nell'indice di rendimento alla 24 Ore di Le Mans tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta, dimostrando come l'efficienza aerodinamica e la leggerezza potessero competere, in quella particolare classifica, con motori di cilindrata molto superiore.

La fine della produzione civile e l'eredità del marchio

Il progressivo ingresso di Citroën nel capitale porta, nel 1965, alla fusione dei due marchi e nel 1967 alla cessazione definitiva della produzione di automobili Panhard, il cui ultimo compito era stato l'assemblaggio di furgoni derivati dalla 2CV per conto dello stesso Citroën. Da allora il nome Panhard sopravvive esclusivamente nel settore dei veicoli militari blindati, un ramo che l'azienda aveva sviluppato fin dai primi del Novecento e che oggi fa capo al gruppo Arquus.

Resta invece diffusissima, ben oltre la storia del marchio, un'invenzione tecnica portata al successo da Panhard: la cosiddetta barra Panhard, un elemento delle sospensioni che guida lateralmente l'assale rigido e che continua a essere impiegato su numerosi veicoli moderni.

Le generazioni della Panhard

77anni di storia

1890—191828 anni

Le origini

Prime vetture su licenza Daimler, definizione del Système Panhard con motore anteriore e trazione posteriore, affermazione sportiva alla Parigi-Bordeaux-Parigi del 1895, conversione alla produzione bellica durante la Prima guerra mondiale.

1947—19547 anni

Dyna X

Prima vettura del dopoguerra, con struttura in alluminio e nuovo motore bicilindrico boxer raffreddato ad aria pensato per leggerezza e bassi consumi.

1954—19595 anni

Dyna Z

Berlina dalla linea aerodinamica e arrotondata, inizialmente in alluminio poi in acciaio, circa 140.000 esemplari prodotti tra berlina, cabriolet e pick-up.

1959—19656 anni

PL17

Restyling della Dyna Z con motore bicilindrico da 848-851 cc fino a 50 CV in versione Tigre, circa 166.000 esemplari tra berlina, cabriolet e break, ultimo grande successo commerciale del marchio.

1963—19674 anni

Panhard 24

Coupé 2+2 dal tetto trapezoidale, motore bicilindrico fino a 60 CV, ultimo modello Panhard prodotto prima della chiusura della divisione automobilistica civile.

Domande frequenti sulla Panhard

Quando ha smesso di produrre automobili la Panhard?

La produzione di vetture Panhard si è conclusa nel 1967, dopo che il marchio era confluito in Citroën in seguito alla fusione del 1965. Da allora l'azienda ha proseguito solo nel settore dei veicoli militari.

Cos'è la barra Panhard?

È un componente delle sospensioni, ideato dall'azienda francese, che collega lateralmente l'assale rigido al telaio per limitarne gli spostamenti trasversali. Nonostante le origini ottocentesche del marchio, questa soluzione tecnica è ancora oggi impiegata su numerosi veicoli.

Quali sono i modelli Panhard più ricercati dai collezionisti?

Tra i modelli più apprezzati figurano le Dyna Z e PL17 nelle versioni cabriolet e break, più rare rispetto alla berlina, e la Panhard 24 CT, il coupé che ha chiuso la storia automobilistica del marchio.

Panhard esiste ancora come azienda oggi?

Il marchio è sopravvissuto esclusivamente nel settore della difesa, con la produzione di veicoli blindati militari; questo ramo è oggi parte del gruppo Arquus.

Che cos'è il Système Panhard?

È lo schema costruttivo con motore anteriore e trazione posteriore codificato da Panhard e Levassor già negli anni Novanta dell'Ottocento, diventato per decenni lo standard dell'architettura automobilistica.

Fonti

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