Scheda modello

Oldtimer Osca

OSCA è la piccola Casa bolognese fondata nel 1947 dai fratelli Maserati, celebre per le sue vetture da corsa leggere e agili come la MT4 e per la raffinata 1600 GT firmata Zagato: un pezzo di storia dell'automobilismo italiano oggi ambito dai collezionisti.

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Perché sì

  • Rarità autentica: la produzione OSCA è sempre stata limitata a poche decine o centinaia di esemplari per modello
  • Pedigree sportivo diretto, con una vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring 1954
  • Meccanica curata dai fratelli Maserati, con motori DOHC leggeri e reattivi
  • Carrozzerie di grande pregio artigianale, come la 1600 GT firmata Zagato
  • Valore storico e collezionistico in costante apprezzamento

Da valutare

  • Reperibilità dei ricambi molto limitata, trattandosi di vetture prodotte in serie ridottissime
  • Rete di assistenza specializzata ristretta a pochi officine esperte di auto d'epoca
  • Uso quotidiano poco pratico, per meccaniche pensate per la pista più che per la strada
  • Costi di acquisto e manutenzione elevati, coerenti con lo status da collezione

In sintesi

Nome completo
Officine Specializzate Costruzione Automobili - Fratelli Maserati
Fondazione
1947
Fondatori
Ettore, Ernesto e Bindo Maserati
Sede storica
San Lazzaro di Savena (Bologna), poi Gallarate dal 1966
Anni di produzione
1947-1967
Modelli principali
MT4, S187, 750S, 1600 GT
Carrozzerie storiche
Zagato, Morelli, Fissore, Touring, Michelotti, Boneschi
Rinascita moderna
2026, sotto DR Automobiles Groupe, con il modello MT6

Quando nel 1947 Ettore, Ernesto e Bindo Maserati fondarono le Officine Specializzate Costruzione Automobili, avevano già ceduto da un decennio il marchio che portava il loro cognome alla famiglia Orsi. Da quell'accordo di vendita del 1937 era scaduto l'obbligo decennale di non concorrenza, e i tre fratelli tornarono a costruire auto con le proprie mani, questa volta sotto la sigla OSCA, nello stabilimento di San Lazzaro di Savena, alle porte di Bologna, sullo stesso sito dove un tempo era nata la Maserati. Nacque così una Casa di nicchia, mai orientata alla produzione di massa, capace però di lasciare un segno profondo nella storia delle competizioni e dell'artigianato motoristico italiano.

Dai fratelli Maserati alla nuova sigla OSCA

La storia di OSCA comincia dove finisce, almeno sulla carta, quella della Maserati. Nel 1937 Ettore, Ernesto e Bindo Maserati avevano ceduto l'Officine Alfieri Maserati alla famiglia Orsi, restando però legati all'azienda come consulenti tecnici per un decennio. Allo scadere di quell'accordo, nel 1947, i tre fratelli decisero di rimettersi in proprio fondando le Officine Specializzate Costruzione Automobili, un nome che si sarebbe presto ridotto al più maneggevole acronimo OSCA.

La nuova officina sorse a San Lazzaro di Savena, non lontano da Bologna, in un'area dove la Maserati stessa aveva mosso i primi passi prima del trasferimento a Modena voluto dagli Orsi. Fin dall'inizio la filosofia fu chiara: niente produzione di massa, ma vetture da competizione di piccola cilindrata, costruite con la cura artigianale che aveva reso celebre il cognome di famiglia.

Fondazione

1947

La MT4, la piccola regina delle corse

Il primo modello firmato OSCA fu la MT4, un roadster da competizione presentato a fine anni Quaranta e pensato per la categoria 1.100 cc. Il motore, un quattro cilindri bialbero disegnato da Ernesto Maserati, dimostrò subito una vivacità sorprendente per la cilindrata: la MT4 vinse il Gran Premio di Napoli del 1948 nelle mani di Luigi Villoresi e conquistò diverse affermazioni di classe, compresa la Targa Florio.

Negli anni successivi la MT4 crebbe progressivamente di cilindrata, fino a raggiungere versioni da 1.500 cc capaci di superare i 100 CV. Il momento più alto della sua carriera sportiva arrivò nel 1954, quando una MT4 da due litri, guidata da Stirling Moss e Bill Lloyd, conquistò la vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring: un risultato clamoroso per una Casa così piccola, capace di battere costruttori ben più blasonati e strutturati.

  • Motore quattro cilindri bialbero, derivato dall'esperienza Maserati in Formula 1
  • Carrozzerie spider realizzate anche dal carrozziere Morelli
  • Impiego in gare di durata e prove in salita per tutti gli anni Cinquanta

Sede storica

San Lazzaro di Savena (Bologna), poi Gallarate dal 1966

La 1600 GT firmata Zagato

Il capitolo più raffinato della storia OSCA porta la firma di Zagato. Presentata al Salone di Torino del 1960, la 1600 GT nacque attorno a un motore quattro cilindri bialbero derivato da quello della Fiat 1500, capace nella versione più spinta GTS di sfiorare i 140 CV. Il telaio tubolare di derivazione sportiva e la carrozzeria in alluminio, con il celebre tetto a doppia bombatura firmato dal carrozziere milanese, permisero di contenere il peso attorno agli 850 kg.

La produzione complessiva della 1600 GT si fermò a poco più di 130 esemplari tra il 1960 e il 1963, in gran parte realizzati proprio da Zagato, ma anche da altri nomi importanti della carrozzeria italiana come Fissore, Touring, Michelotti e Boneschi. Proprio per la ridottissima diffusione e per la raffinatezza costruttiva, la 1600 GT è oggi considerata da molti collezionisti l'ultima vera Maserati costruita a mano dai tre fratelli.

Anni di produzione

1947-1967

Il declino, la vendita e la rinascita nel nuovo millennio

Nei primi anni Sessanta i fratelli Maserati, ormai anziani, cedettero il controllo della società al conte Domenico Agusta, patron di MV Agusta, continuando comunque a occuparsi della parte tecnica fino al trasferimento della produzione a Gallarate, alla fine del 1966. Poco dopo, nel 1967, la produzione OSCA si fermò definitivamente, chiudendo un capitolo durato vent'anni.

Il nome OSCA è tornato alla ribalta nel 2026, quando il gruppo DR Automobiles, guidato da Massimo Di Risio, ha acquisito i diritti di sviluppo del marchio e presentato il nuovo modello MT6, sviluppato su base tecnica Changan e mostrato in anteprima nazionale a Milano Marittima. Un ritorno che guarda esplicitamente alla storia del marchio, puntando su produzioni limitate ed esclusive più che sui grandi numeri.

Le generazioni della Osca

16anni di storia

1947—19569 anni

MT4

Il primo modello OSCA, una spider da competizione con motore quattro cilindri bialbero da 1.1 a 1.5 litri, protagonista di numerose vittorie di classe e della storica vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring 1954.

1956—19593 anni

750S e S187

Vetture da competizione di cilindrata più contenuta, pensate per le categorie sport prototipo dell'epoca, in continuità con la filosofia di leggerezza e agilità delle prime OSCA.

1960—19633 anni

1600 GT

Coupé e spider stradali con motore derivato dalla Fiat 1500, carrozzate soprattutto da Zagato con il celebre tetto a doppia bombatura: l'ultimo modello di rilievo prodotto dalla Casa prima della chiusura.

Domande frequenti sulla Osca

Perché le OSCA sono considerate delle vere Maserati?

Perché furono progettate e costruite direttamente da Ettore, Ernesto e Bindo Maserati dopo la cessione del marchio di famiglia agli Orsi, applicando la stessa cura tecnica e artigianale che aveva reso celebre la Maserati originaria.

Quante OSCA sono state prodotte in tutto?

La produzione complessiva è stata molto ridotta: si parla di poche centinaia di esemplari totali tra i vari modelli, con la 1600 GT ferma a poco più di 130 unità e la MT4 realizzata in appena qualche decina di esemplari.

Che differenza c'è tra la OSCA 1600 GT e una Maserati dell'epoca?

La 1600 GT nasceva da un progetto tecnico interamente OSCA, con motore derivato dalla Fiat 1500 e carrozzeria firmata Zagato, distinto dai modelli Maserati prodotti in parallelo dalla famiglia Orsi a Modena.

Cos'è la OSCA MT6 presentata nel 2026?

È il modello con cui il gruppo DR Automobiles Groupe ha rilanciato il marchio OSCA, sviluppato su base tecnica Changan e presentato come vettura di produzione limitata ed esclusiva.

Dove venivano costruite le OSCA storiche?

Nello stabilimento di San Lazzaro di Savena, vicino Bologna, sullo stesso sito dove un tempo era nata la Maserati, fino al trasferimento della produzione a Gallarate alla fine del 1966.

Fonti

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