Dai fratelli Maserati alla nuova sigla OSCA
La storia di OSCA comincia dove finisce, almeno sulla carta, quella della Maserati. Nel 1937 Ettore, Ernesto e Bindo Maserati avevano ceduto l'Officine Alfieri Maserati alla famiglia Orsi, restando però legati all'azienda come consulenti tecnici per un decennio. Allo scadere di quell'accordo, nel 1947, i tre fratelli decisero di rimettersi in proprio fondando le Officine Specializzate Costruzione Automobili, un nome che si sarebbe presto ridotto al più maneggevole acronimo OSCA.
La nuova officina sorse a San Lazzaro di Savena, non lontano da Bologna, in un'area dove la Maserati stessa aveva mosso i primi passi prima del trasferimento a Modena voluto dagli Orsi. Fin dall'inizio la filosofia fu chiara: niente produzione di massa, ma vetture da competizione di piccola cilindrata, costruite con la cura artigianale che aveva reso celebre il cognome di famiglia.
Fondazione
1947
La MT4, la piccola regina delle corse
Il primo modello firmato OSCA fu la MT4, un roadster da competizione presentato a fine anni Quaranta e pensato per la categoria 1.100 cc. Il motore, un quattro cilindri bialbero disegnato da Ernesto Maserati, dimostrò subito una vivacità sorprendente per la cilindrata: la MT4 vinse il Gran Premio di Napoli del 1948 nelle mani di Luigi Villoresi e conquistò diverse affermazioni di classe, compresa la Targa Florio.
Negli anni successivi la MT4 crebbe progressivamente di cilindrata, fino a raggiungere versioni da 1.500 cc capaci di superare i 100 CV. Il momento più alto della sua carriera sportiva arrivò nel 1954, quando una MT4 da due litri, guidata da Stirling Moss e Bill Lloyd, conquistò la vittoria assoluta alla 12 Ore di Sebring: un risultato clamoroso per una Casa così piccola, capace di battere costruttori ben più blasonati e strutturati.
- Motore quattro cilindri bialbero, derivato dall'esperienza Maserati in Formula 1
- Carrozzerie spider realizzate anche dal carrozziere Morelli
- Impiego in gare di durata e prove in salita per tutti gli anni Cinquanta
Sede storica
San Lazzaro di Savena (Bologna), poi Gallarate dal 1966
La 1600 GT firmata Zagato
Il capitolo più raffinato della storia OSCA porta la firma di Zagato. Presentata al Salone di Torino del 1960, la 1600 GT nacque attorno a un motore quattro cilindri bialbero derivato da quello della Fiat 1500, capace nella versione più spinta GTS di sfiorare i 140 CV. Il telaio tubolare di derivazione sportiva e la carrozzeria in alluminio, con il celebre tetto a doppia bombatura firmato dal carrozziere milanese, permisero di contenere il peso attorno agli 850 kg.
La produzione complessiva della 1600 GT si fermò a poco più di 130 esemplari tra il 1960 e il 1963, in gran parte realizzati proprio da Zagato, ma anche da altri nomi importanti della carrozzeria italiana come Fissore, Touring, Michelotti e Boneschi. Proprio per la ridottissima diffusione e per la raffinatezza costruttiva, la 1600 GT è oggi considerata da molti collezionisti l'ultima vera Maserati costruita a mano dai tre fratelli.
Anni di produzione
1947-1967
Il declino, la vendita e la rinascita nel nuovo millennio
Nei primi anni Sessanta i fratelli Maserati, ormai anziani, cedettero il controllo della società al conte Domenico Agusta, patron di MV Agusta, continuando comunque a occuparsi della parte tecnica fino al trasferimento della produzione a Gallarate, alla fine del 1966. Poco dopo, nel 1967, la produzione OSCA si fermò definitivamente, chiudendo un capitolo durato vent'anni.
Il nome OSCA è tornato alla ribalta nel 2026, quando il gruppo DR Automobiles, guidato da Massimo Di Risio, ha acquisito i diritti di sviluppo del marchio e presentato il nuovo modello MT6, sviluppato su base tecnica Changan e mostrato in anteprima nazionale a Milano Marittima. Un ritorno che guarda esplicitamente alla storia del marchio, puntando su produzioni limitate ed esclusive più che sui grandi numeri.
