Dalle carrozze di Grondona alle vetture di Brescia
La storia di OM affonda le radici lontano dall'automobile: nasce infatti dalla fusione tra la bottega di carrozze fondata da Benedetto Grondona a Milano e la Miani e Silvestri, costituendo nel 1899 le Officine Meccaniche. Solo nel 1917, con l'acquisizione della fabbrica bresciana della Brixia-Zust, l'azienda entra davvero nel mondo delle automobili.
- I primi anni sono dedicati soprattutto a materiale ferroviario e componenti meccanici
- La prima vettura a marchio OM, la S305, debutta nel 1918 ma è ancora un progetto ereditato dalla Zust
- Con il modello 465 arriva il primo motore a 4 cilindri sviluppato internamente
Anni di produzione automobili
1918-1934 (poi cessata nel 1937)
OM 469: il modello più longevo del marchio
Lanciata nel 1922, la OM 469 resta in produzione fino al 1934, diventando il modello più duraturo della storia del marchio. Il nome stesso racconta la vettura: il primo numero indica i quattro cilindri del motore, gli altri due l'alesaggio di 69 mm.
La fama della 469 nasce soprattutto dall'affidabilità: nel marzo 1924, sul circuito di Monza, un esemplare stabilisce un record di velocità nella categoria 1.500 cm³ percorrendo 48 ore consecutive a una media di 70,5 km/h. Le versioni N e S, quest'ultima dotata di freni anche sull'anteriore, confermano un impianto meccanico semplice ma estremamente robusto.
Successo sportivo principale
1°, 2° e 3° posto assoluto alla prima Mille Miglia, 1927
OM 665 Superba: il trionfo alla prima Mille Miglia
Il modello più rappresentativo della produzione OM è senza dubbio la 665, meglio conosciuta come Superba. Prodotta dal 1923 fino ai primi anni Trenta in circa 3.150 esemplari complessivi, monta un motore 6 cilindri di 1.991 cm³ a valvole laterali, capace comunque di raggiungere regimi elevati per la tecnologia dell'epoca.
- Il 27 marzo 1927 le OM 665 conquistano l'intero podio della prima edizione della Mille Miglia, con Ferdinando Minoia e Giuseppe Morandi vincitori alla media di 77,2 km/h sui oltre 1.600 km tra Brescia e Roma
- Il legame con la corsa bresciana resta talmente forte che, ancora oggi, alle OM iscritte alla Mille Miglia storica viene riservato il privilegio di partire per prime
- Le versioni più spinte, come la SSMM sovralimentata, superavano i 150 km/h
Dall'ingresso in Fiat alla svolta industriale
Il 1933 segna una svolta decisiva: OM entra a far parte del gruppo Fiat a causa di difficoltà finanziarie. La produzione di automobili viene progressivamente ridimensionata fino a cessare del tutto nel 1937, quando il marchio si concentra esclusivamente su autocarri e veicoli industriali.
Da qui nasce la celebre serie di camion con nomi di animali, dal Leoncino del 1950 al Tigrotto, fino al Daino e all'Orsetto negli anni Sessanta. Il percorso industriale di OM proseguirà poi dentro Fiat Veicoli Industriali prima e Iveco poi, mentre il ramo dei carrelli elevatori sopravvive ancora oggi sotto il controllo del gruppo Kion.
Il valore delle OM d'epoca oggi
Le vetture OM, in particolare la 665 Superba, sono considerate autentici pezzi di storia dell'automobilismo italiano. La loro rarità, unita al prestigio sportivo legato alla Mille Miglia, ne fa oggetti ambiti nel mondo del collezionismo di alto livello, spesso protagonisti di rievocazioni storiche e raduni dedicati alle auto d'epoca.
