Dalle macchine per maglieria alle due ruote, poi alle automobili
Pochi marchi automobilistici hanno un'origine così lontana dal motore a scoppio quanto NSU. Nata a Riedlingen nel 1873 come produttrice di macchine per maglieria, l'azienda si trasferisce quasi subito a Neckarsulm, da cui prenderà il nome, e nel giro di pochi anni abbandona il settore tessile per dedicarsi alle biciclette.
- Dal 1886 iniziano le prime biciclette a marchio NSU
- Dal 1901 arriva il primo motociclo, con motore su licenza svizzera Zedel
- Nei primi del Novecento NSU diventa il più grande costruttore di motociclette al mondo
- Il debutto nell'automobile avviene nel 1905, su licenza della belga Pipe
La produzione di automobili si interrompe nel 1929, e NSU torna a concentrarsi su moto e motorini per quasi trent'anni, prima di rientrare nel mercato dell'auto nel 1958 con la Prinz.
Fondazione azienda
1873
La scommessa sul motore Wankel: Spider e Ro80
Il capitolo più originale della storia NSU comincia nel 1951, quando l'azienda acquisisce da Felix Wankel la licenza per lo sviluppo del motore rotativo. Nel 1963 debutta la piccola Spider, prima vettura di serie al mondo dotata di motore Wankel monorotore, seguita nel 1967 dalla Ro80, berlina dal design a cuneo e coefficiente aerodinamico tra i più bassi dell'epoca.
La Ro80 viene eletta Car of the Year 1968, prima vettura tedesca a ricevere il premio, e ispira lo slogan Vorsprung durch Technik, poi diventato il claim storico di Audi. Il motore bi-rotore da circa 995 cc, capace di 107-115 CV a seconda delle fonti e degli anni di produzione, garantisce prestazioni brillanti ma soffre di un difetto cronico: l'usura rapida delle guarnizioni radiali dei rotori, che costringe NSU a sostituzioni in garanzia molto onerose. La crisi petrolifera del 1973, unita ai consumi elevati del Wankel, segna il destino sia della Ro80 sia del progetto rotativo NSU nel suo complesso.
Produzione automobilistica
1905-1929 e 1958-1977
Prinz e TT/TTS: le compatte che hanno fatto scuola
Accanto all'avventura del Wankel, NSU costruisce il proprio successo commerciale su una gamma di compatte a motore posteriore. La Prinz, lanciata nel 1958, resta in produzione fino al 1973 in diverse serie (Typ 40 e Typ 47), superando complessivamente le 670.000 unità vendute grazie a un impianto meccanico semplice, leggero e a un impianto elettrico a 12 volt insolito per l'epoca.
Dalla Prinz derivano le più sportive TT e TTS, con motori a quattro cilindri raffreddati ad aria fino a 1.177 cc e, nella TTS, un propulsore di circa 996 cc capace di 70 CV grazie a doppi carburatori e rapporto di compressione elevato. Queste versioni ottengono risultati di rilievo nelle competizioni turismo dell'epoca, comprese le 24 Ore di Spa e la Nürburgring 300 km.
Fine del marchio
Confluito in Audi NSU Auto Union AG nel 1969, produzione cessata nel 1977
La fine del marchio e l'eredità in Audi
Il peso economico delle garanzie sui motori Wankel, unito agli ingenti investimenti sostenuti per Ro80 e per il progetto K70, mette in seria difficoltà i conti di NSU alla fine degli anni Sessanta. Nel 1969 Volkswagen rileva l'azienda e la fonde con Auto Union, dando origine ad Audi NSU Auto Union AG.
Il marchio NSU continua a comparire sulla Ro80 fino al termine della sua produzione, nel 1977, ma già dal decennio successivo la denominazione scompare del tutto dalla ragione sociale, che dal 1985 diventa semplicemente Audi AG. Oggi NSU è uno dei marchi storici custoditi da Audi Tradition, insieme a Horch, Wanderer, DKW e Auto Union, a testimonianza di un capitolo tecnico che ha anticipato di decenni soluzioni aerodinamiche e propulsive poi riprese dall'industria.
Produzione totale Ro80
Circa 37.400 unità (1967-1977)
NSU oggi: un marchio da collezione
Le NSU sono oggi vetture di nicchia ma molto apprezzate nel mondo dell'Oldtimer, proprio per il loro carattere tecnico fuori dagli schemi. La Ro80 in particolare richiede attenzione: prima dell'acquisto è essenziale una verifica della compressione del motore Wankel, mentre carrozzeria, sospensioni e impianto frenante vanno controllati con cura sugli esemplari meno recenti, più esposti alla ruggine.
Le Prinz e le TT/TTS, più semplici meccanicamente, sono generalmente più facili da mantenere e restaurare, anche se la reperibilità dei ricambi originali dipende molto dai club di marca e dagli specialisti, soprattutto per le versioni non destinate al mercato italiano.
