Dalla piccola DAT alla nascita di Nissan
Prima di diventare uno dei grandi gruppi motoristici giapponesi, Nissan è passata attraverso diversi nomi e fusioni. Tutto parte dalla Kwaishinsha Motor Car Works di Tokyo, dalla cui prima vettura, la DAT, discende negli anni Trenta la piccola Datsun.
- 1911: fondazione della Kwaishinsha Motor Car Works a Tokyo
- 1933: nasce a Yokohama la Jidosha Seizo Co., ribattezzata l'anno seguente Nissan Motor Co.
- 1935: avvio della produzione di massa nel nuovo stabilimento di Yokohama, tra i primi del Giappone in questo segmento
Il nome Datsun resterà il marchio commerciale delle vetture di volume fino agli anni Ottanta, quando Nissan decide di unificare l'immagine internazionale sotto un solo brand.
Fondazione del gruppo
1911 (Kwaishinsha Motor Car Works), Nissan Motor Co. dal 1934
Le sportive che hanno reso leggendario il marchio
La fusione con Prince Motor Company nel 1966 porta in dote a Nissan un patrimonio di ingegneria racing che darà vita alle vetture più celebrate della sua storia.
- La Datsun 240Z (1969-1978), disegnata da Yoshihiko Matsuo, porta il fascino delle gran turismo europee a un prezzo accessibile, con oltre mezzo milione di esemplari venduti in tutto il mondo
- La Skyline GT-R "Hakosuka" (1969-1972), erede diretta del programma racing Prince R380, accumula decine di vittorie consecutive nel campionato turismo giapponese pur essendo prodotta in poco più di 1.900 esemplari
- Le generazioni più recenti R32, R33 e R34 (1989-2002), spinte dal celebre motore RB26DETT, consolidano il mito della sigla GT-R anche fuori dal Giappone
Sono proprio questi modelli a guidare oggi il mercato del collezionismo JDM, con quotazioni che per gli esemplari più rari superano abbondantemente le sei cifre.
Marchio storico collegato
Datsun (1932-1986, poi 2013-2022)
Le eccentriche Pike Factory: quando Nissan reinventò il retrò
Tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta Nissan lancia una serie di piccole vetture dal design volutamente vintage, pensate per un mercato giapponese in piena bolla economica.
- La Nissan Be-1 (1987-1988), appena 10.000 esemplari, apre il filone ispirandosi a utilitarie europee come la Citroën 2CV e la Fiat 500
- La Nissan Pao (1989-1991) e la Nissan S-Cargo (1989-1991), quest'ultima dal nome che gioca sulla parola francese per lumaca, portano lo stile retrò rispettivamente su una berlina compatta e su un piccolo furgone
- La Nissan Figaro (1991-1992) chiude la serie con una spider in stile anni Cinquanta, la cui domanda superò di gran lunga le unità disponibili, tanto da richiedere un'assegnazione a sorteggio
Nessuna di queste vetture fu esportata ufficialmente in Europa: sono oggi importate quasi esclusivamente dal Giappone e rappresentano uno dei segmenti più curiosi del collezionismo Nissan.
Fusione strategica
Prince Motor Company, 1966
Fuoristrada, berline e utilitarie da collezione
Accanto alle sportive e alle Pike Factory cars, anche modelli più "quotidiani" di Nissan e Datsun hanno conquistato lo status di Oldtimer.
- Il Nissan Patrol nasce nel 1951 come mezzo militare e di soccorso per il governo giapponese, diventando negli anni il primo vero fuoristrada della casa
- La Datsun Bluebird 510 (1967-1973), con le sue sospensioni a ruote indipendenti, contribuisce ad affermare Datsun nei rally internazionali
- Le prime Nissan Silvia (dalla CSP311 del 1965 fino alla S110 dei primi anni Ottanta) segnano l'evoluzione delle coupé sportive di accesso del marchio
- La Nissan Micra di prima generazione (1982), disegnata da Giorgetto Giugiaro, resta un riferimento per le city car giapponesi esportate in Europa
Era Pike Factory cars
1987-1992
Comprare un'Oldtimer Nissan oggi
Il mercato dell'usato d'epoca Nissan si muove su due binari molto diversi: da un lato le sportive iconiche come Z e Skyline GT-R, i cui prezzi sono ormai da tempo in crescita costante; dall'altro modelli di nicchia come le Pike Factory cars, ancora relativamente accessibili ma sempre più rare da trovare in buone condizioni.
Per chi si avvicina per la prima volta a questo collezionismo, conviene privilegiare esemplari con documentazione storica completa e verificare sempre lo stato della carrozzeria, dato che la ruggine resta il principale nemico di molte vetture giapponesi di questa epoca.
