Scheda modello

Oldtimer Moretti

Moretti è stata una piccola casa automobilistica torinese attiva dal 1925 al 1989, passata dalle microvetture di produzione propria alle carrozzerie speciali su base Fiat, Alfa Romeo e Maserati firmate da Giovanni Michelotti.

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Perché sì

  • Rarità estrema: pochissimi esemplari sopravvissuti rendono ogni Moretti un pezzo praticamente unico
  • Sulle versioni Sport e Gran Sport della 750 il motore bialbero era progettato interamente in casa, non un semplice adattamento Fiat
  • Design curato da Giovanni Michelotti su gran parte dei modelli degli anni '60 e '70
  • Palmarès sportivo concreto, con risultati di rilievo in prove di durissima resistenza come il raid Algeri-Città del Capo
  • Quotazioni in crescita nelle aste internazionali dedicate alle auto d'epoca più rare

Da valutare

  • Reperibilità dei ricambi quasi nulla, data la produzione artigianale su volumi bassissimi
  • Assistenza specialistica rara, richiede officine dedicate al restauro conservativo
  • Prezzi d'acquisto molto elevati per i modelli Sport e Gran Sport più ambiti
  • Sui modelli tardi la meccanica è di fatto Fiat, con minore interesse collezionistico rispetto alle vetture di produzione propria
  • Documentazione storica frammentaria per molti allestimenti semi-artigianali prodotti in pochissimi esemplari

In sintesi

Segmento
Microvetture e vetture speciali di nicchia
Carrozzeria
Berlina, coupé, spider, barchetta, giardinetta, roadster a seconda del modello
Anni di attività
1925 - dicembre 1989
Sede
Torino, quartiere Lesna e via Monginevro
Fondatore
Giovanni Moretti
Motorizzazioni
Da bicilindrici propri di 350-500 cm³ a quattro cilindri Fiat fino a 1.300 cm³
Produzione di picco
Circa 3.300 vetture nel 1973
Dipendenti (1964)
145

Moretti nasce a Torino nel 1925 per iniziativa di Giovanni Moretti, che parte dalle due ruote per arrivare, alla fine degli anni Trenta, alla prima vettura a marchio proprio. Nel dopoguerra l'azienda costruisce microvetture di produzione propria come la Cita e la 750, prima di reinventarsi come atelier di carrozzerie speciali su meccanica Fiat, Alfa Romeo e Maserati, spesso disegnate da Giovanni Michelotti. La produzione si ferma nel dicembre 1989, lasciando in eredità una manciata di modelli rarissimi oggi ambiti dal collezionismo internazionale.

Dalle due ruote alla prima vettura

Moretti nasce nel 1925 a Torino per iniziativa di Giovanni Moretti, originario di Reggio Emilia, che avvia l'attività costruendo motociclette, motocarri e motoleggere. Solo nella seconda metà degli anni Trenta affianca alle due ruote la sua prima automobile, la Moretti 500: una torpedo a tre posti con motore bicilindrico anteriore da 500 cm³ e trazione posteriore.

Durante la Seconda guerra mondiale la produzione si adatta alle esigenze del momento con l'Elettrocarro, un autocarro a propulsione elettrica con portata di 30 quintali, e con una vettura elettrica pensata per il trasporto pubblico.

Anni di attività

1925 - dicembre 1989

Il boom del dopoguerra: Cita, 600 e 750

Nel 1947 debutta la Cita, il cui nome in dialetto piemontese significa "piccola": due posti, motore bicilindrico raffreddato ad acqua da 350 cm³ e 14 CV, pensata come utilitaria economica per gli anni della ricostruzione. Il buon riscontro del modello spinge Moretti ad ampliare la gamma con la 600 e soprattutto con la 750, proposta in numerosissime varianti: berlina, cabriolet, barchetta, giardinetta, taxi e persino monoposto da competizione.

  • Le versioni Sport e Gran Sport della 750 montavano un quattro cilindri bialbero da 747-748 cm³ progettato internamente, capace di erogare tra i 52 e oltre 70 CV a seconda dell'allestimento
  • Peso contenuto attorno ai 637 kg e velocità massima dichiarata di 160 km/h per la Gran Sport Berlinetta disegnata da Michelotti nel 1953
  • Nel raid Algeri-Città del Capo del 1952 due Moretti 750 conclusero prime nella propria classe dopo 17.000 km di prova
  • L'equipaggio Piccoli-Albiero, su una 750 Giardinetta, percorse 120.000 km in tre anni attraverso cinque continenti, stabilendo un record mondiale di percorrenza

Produzione di picco

Circa 3.300 vetture nel 1973

Michelotti e la stagione delle carrozzerie speciali

L'arrivo sul mercato delle Fiat 500 e 600 rese antieconomica la produzione in proprio di microvetture Moretti, realizzate in piccola serie e quindi più costose. L'azienda torinese virò allora verso gli allestimenti speciali su meccanica altrui, grazie anche ai buoni rapporti tra Giovanni Moretti e Gianni Agnelli che permisero un accordo favorevole con Fiat.

Dal 1953 la collaborazione con il designer Giovanni Michelotti, che nel decennio successivo firmò per Moretti circa una trentina di modelli su base Fiat, Alfa Romeo e Maserati, portò l'azienda al suo momento di massima attività: nel 1964 contava 145 dipendenti e una produzione nell'ordine delle 1.500 vetture l'anno.

Dal picco produttivo alla chiusura

Gli anni '70 registrano un andamento altalenante: dalle 2.600 vetture del 1967 la produzione sale a circa 3.292 unità nel 1973, per poi crollare a sole 1.071 l'anno successivo. In questo periodo nascono le versioni speciali su base Fiat 126 (Minimaxi, 1970) e Fiat 127 (Midimaxi, 1971), oltre alla 128 Coupé e alla 128 Roadster presentata al Salone di Torino del 1969, costruita in modo semi-artigianale negli stabilimenti di via Monginevro in meno di cento esemplari.

Gli ultimi tentativi di rilancio, con la Uno Folk e la Panda Rock del 1983, non bastano a invertire la rotta: la produzione automobilistica Moretti si ferma definitivamente nel dicembre 1989.

Moretti oggi: un mito per il collezionismo Oldtimer

Proprio per i volumi ridottissimi e la natura in gran parte artigianale della produzione, le Moretti sopravvissute sono oggi rarissime e ambitissime nel mercato del collezionismo internazionale. Un esemplare di 750 Gran Sport del 1953 è stato battuto all'asta per oltre 200.000 dollari, mentre gli esemplari di preserie della 750 restaurati vengono quotati tra i 100.000 e i 110.000 euro.

Con più di trent'anni dalla loro immatricolazione e una storia che racconta un capitolo importante dell'industria automobilistica torinese, le Moretti rientrano a pieno titolo nella definizione di Oldtimer: testimonianze di cultura tecnica motoristica più che semplici auto da usare tutti i giorni.

Le generazioni della Moretti

  • Moretti 500 (fine anni '30) — Prima vettura del marchio, torpedo a tre posti con motore bicilindrico anteriore da 500 cm³ e trazione posteriore.
  • Cita (dal 1947) — Utilitaria a due posti con motore bicilindrico raffreddato ad acqua da 350 cm³ e 14 CV, pensata per il mercato del dopoguerra.
  • 600 e 750 (anni '50) — Gamma di produzione propria disponibile in numerose carrozzerie: berlina, cabriolet, barchetta, giardinetta, taxi e monoposto da competizione.
  • 750 Sport / Gran Sport (dal 1952) — Versioni sportive con motore bialbero progettato internamente, protagoniste di raid di durissima resistenza come l'Algeri-Città del Capo.
  • Coupé e spider speciali su base Fiat, Alfa Romeo e Maserati (anni '60) — Serie di allestimenti su meccanica altrui, in gran parte disegnati da Giovanni Michelotti, con cui Moretti raggiunge la massima attività produttiva.
  • 126 Minimaxi, 127 Midimaxi, 128 Coupé e Roadster (anni '70) — Versioni speciali su base Fiat realizzate in modo semi-artigianale, tra cui la 128 Roadster con tetto targa removibile.
  • Uno Folk e Panda Rock (anni '80) — Ultime interpretazioni speciali su base Fiat prima della chiusura definitiva dell'attività automobilistica nel dicembre 1989.

Domande frequenti sulla Moretti

Perché la Moretti è considerata una Oldtimer?

Perché tutti i modelli Moretti hanno più di trent'anni dalla prima immatricolazione, sono stati prodotti in serie limitatissime e rappresentano una testimonianza diretta della cultura tecnica e industriale automobilistica del secondo Novecento, gli elementi che definiscono la categoria Oldtimer.

Quali sono i modelli Moretti più celebri?

Tra i più noti figurano la Cita del dopoguerra, la 750 nelle sue varianti Sport e Gran Sport disegnate da Michelotti, e la 128 Roadster degli anni '70 con il caratteristico tetto targa removibile.

Quanto vale oggi una Moretti d'epoca?

Le quotazioni variano molto in base a modello e stato di conservazione: gli esemplari di preserie della 750 restaurati sono stati valutati tra 100.000 e 110.000 euro, mentre una 750 Gran Sport del 1953 ha superato i 200.000 dollari in asta.

Chi ha disegnato le Moretti degli anni '60?

Gran parte dei modelli di quel decennio porta la firma del designer Giovanni Michelotti, che collaborò con Moretti a partire dal 1953 realizzando circa una trentina di progetti su base Fiat, Alfa Romeo e Maserati.

Perché Moretti ha chiuso nel 1989?

Dopo il boom degli anni '60, la domanda di allestimenti speciali su base Fiat si ridusse progressivamente negli anni '70, con una produzione passata da circa 3.292 unità nel 1973 a sole 1.071 nel 1974; i tentativi di rilancio degli anni '80 non bastarono a evitare la chiusura definitiva dell'attività automobilistica.

Fonti

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