Scheda modello

Oldtimer Monteverdi

Monteverdi è stato un piccolo costruttore svizzero di automobili di lusso, attivo dal 1967 al 1982, noto per aver unito meccanica americana Chrysler e carrozzerie italiane firmate Frua e Fissore in gran turismo, berline e fuoristrada prodotti in numeri estremamente ridotti.

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Perché sì

  • Rarità estrema: numeri di produzione bassissimi che rendono ogni esemplare un pezzo da collezione
  • Meccanica Chrysler robusta e relativamente semplice da mantenere rispetto ad altre esotiche europee dell'epoca
  • Carrozzerie firmate da nomi prestigiosi come Pietro Frua e Carrozzeria Fissore
  • Prestazioni di rilievo per l'epoca, con la 375 capace di superare i 220 km/h
  • Il Safari offriva soluzioni tecniche insolite per un fuoristrada di lusso di fine anni '70, come il cambio automatico e la trazione integrale inseribile

Da valutare

  • Reperibilità di ricambi e assistenza specializzata molto limitata data l'estrema rarità del marchio
  • Consumi elevati tipici dei grandi V8 americani da 5,2 a 7,2 litri
  • Qualità costruttiva artigianale, non sempre coerente con i prezzi molto elevati richiesti all'epoca
  • Potenza dei motori ridotta dalla metà degli anni '70 per adeguarsi alle normative anti-inquinamento
  • Valutazioni di mercato dell'usato molto incerte per la scarsità di riferimenti e compravendite

In sintesi

Paese
Svizzera
Fondatore
Peter Monteverdi
Anno di fondazione
1967
Sede
Binningen, Basilea
Anni di produzione
1967-1982
Motorizzazioni
V8 Chrysler da 5,2 a 7,2 litri
Carrozzerie
Pietro Frua, Carrozzeria Fissore
Esemplari totali
Circa 1.300 al 1976, tra tutti i modelli

Monteverdi nasce nel 1967 a Binningen, alle porte di Basilea, per volontà di Peter Monteverdi, all'epoca già pilota, ex costruttore di monoposto di Formula 1 con il marchio MBM e concessionario svizzero di Ferrari, Rolls-Royce e Bentley. L'ambizione era costruire gran turismo di lusso capaci di competere con i grandi nomi europei, sfruttando la potenza e l'affidabilità dei propulsori V8 Chrysler abbinata a carrozzerie disegnate in Italia. Nato come marchio artigianale a bassissimo volume, negli anni Settanta Monteverdi allargò la gamma a berline e fuoristrada di lusso, prima di chiudere la produzione automobilistica nel 1982 e trasformarsi in un museo dedicato alla propria storia.

Dalle corse alla produzione in serie limitata

Peter Monteverdi costruì la sua prima vettura già nel 1952, riadattando i resti di una Fiat incidentata: quel prototipo, oggi conservato al Museo dei trasporti svizzero di Lucerna, segnò l'inizio di una passione che lo portò prima a correre e costruire monoposto di Formula 1 con il marchio MBM nel 1961, poi a diventare importatore svizzero di Ferrari, Rolls-Royce e Bentley. Fu proprio questa esperienza nel mondo dell'auto di lusso a convincerlo, nel 1967, a lanciare un proprio marchio di gran turismo ad altissimo contenuto artigianale.

Motorizzazioni

V8 Chrysler da 5,2 a 7,2 litri

La stagione delle 375: Frua e Fissore

Il primo modello, la High Speed 375S, debuttò al Salone di Francoforte del 1967: una coupé due posti con carrozzeria in alluminio disegnata da Pietro Frua e un poderoso V8 Chrysler da 7,2 litri capace di 375 cavalli, da cui il nome della serie. Ne furono realizzati solo una decina di esemplari prima che la collaborazione con Frua terminasse nel 1969.

  • La produzione passò quindi alla Carrozzeria Fissore, che sviluppò la 375L 2+2, la rara cabriolet 375C, di cui furono costruiti appena due esemplari, e la berlina a quattro porte 375/4.
  • Le vetture montavano cambi automatici TorqueFlite a tre rapporti o manuali a quattro marce, con il possente V8 Hemi 426 disponibile come opzione.
  • Nel test dell'epoca la 375 da 7,2 litri scattava da 0 a 100 km/h in 8,2 secondi e superava i 229 km/h di velocità massima.

Anno di fondazione

1967

Gli anni '70: fuoristrada e berline su misura

Dalla metà degli anni Settanta Monteverdi affiancò alle gran turismo una gamma di vetture costruite a partire da meccaniche di serie profondamente rielaborate. Il Safari, presentato nel 1976 e basato sul telaio dell'International Harvester Scout, divenne il modello di maggior successo del marchio, offerto con motori V8 da 5,2, 5,7 o 7,2 litri e distinto dal cambio automatico e dalla trazione integrale inseribile, soluzioni allora più moderne di quelle del concorrente Range Rover. Accanto al Safari arrivò la versione più economica Sahara, realizzata in circa trenta esemplari, e la berlina Sierra, basata sulla Plymouth Volaré e pensata per una clientela professionale poco interessata al fuoristrada.

Anni di produzione

1967-1982

Il declino e l'eredità del marchio

Nel 1982 Monteverdi presentò la Tiara, elegante ammiraglia derivata dalla Mercedes-Benz Classe S W126 e proposta a un prezzo quasi doppio rispetto alla base Mercedes: ne furono costruiti solamente tre esemplari prima della chiusura definitiva della produzione automobilistica, avvenuta lo stesso anno. Tra il 1980 e il 1982 l'azienda realizzò anche una piccola serie di Range Rover a quattro porte, circa 167 unità, in attesa che Land Rover lanciasse una propria versione a quattro porte. Nel 1985 lo stabilimento di Binningen divenne sede di un museo dedicato al marchio, rimasto aperto fino al 2016: gran parte della collezione è oggi conservata al Museo dei trasporti svizzero di Lucerna. Peter Monteverdi tentò un ultimo ritorno alle corse acquistando nel 1990 il team di Formula 1 Onyx e presentando nel 1992 il prototipo stradale Hai 650 F1, ma morì nel 1998 senza aver rilanciato la produzione in serie.

Le generazioni della Monteverdi

7anni di storia

1976—19826 anni

Safari e Sahara

Fuoristrada di lusso basato sul telaio International Harvester Scout, con motori V8 da 5,2 a 7,2 litri, cambio automatico e trazione integrale inseribile. Fu il modello più venduto del marchio; la Sahara era la variante più economica con carrozzeria semplificata.

1982—19831 anno

Tiara

Ammiraglia derivata dalla Mercedes-Benz Classe S W126, disponibile con motori V8 3,8 o 5,0 litri. Ultimo modello del marchio, realizzato in soli tre esemplari.

Domande frequenti sulla Monteverdi

Perché Monteverdi viene considerata un'Oldtimer?

Perché tutte le vetture del marchio, prodotte tra il 1967 e il 1982, hanno oggi ampiamente superato i trent'anni di età e sono conservate quasi esclusivamente da collezionisti, rientrando pienamente nella categoria delle auto storiche da preservare.

Quanti esemplari Monteverdi sono stati costruiti in totale?

Il numero complessivo è molto ridotto: già nel 1976 si contavano circa 1.300 vetture di tutti i modelli, un dato che rende ogni Monteverdi un'auto estremamente rara sul mercato del collezionismo.

Che motori montavano le vetture Monteverdi?

Quasi tutti i modelli utilizzavano V8 Chrysler americani, con cilindrate comprese tra 5,2 e 7,2 litri; la Tiara, ultimo modello prodotto, montava invece gli otto cilindri Mercedes-Benz da 3,8 e 5,0 litri.

Cos'era il Monteverdi Safari?

Era un fuoristrada di lusso lanciato nel 1976, costruito sul telaio dell'International Harvester Scout ma con carrozzeria, interni e allestimenti completamente rielaborati da Monteverdi. Fu il modello di maggior successo commerciale del marchio.

Dove è possibile vedere oggi le auto Monteverdi?

La collezione storica del marchio, un tempo esposta nel museo aperto a Binningen nel 1985 e chiuso nel 2016, è oggi in gran parte conservata presso il Museo dei trasporti svizzero di Lucerna.

Fonti

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