Scheda modello

Oldtimer Monica

La Monica 560 è una berlina di lusso a quattro porte prodotta in Francia tra il 1973 e il 1975 da una piccola azienda fondata dall'industriale Jean Tastevin. Nata per competere con Rolls-Royce e Facel Vega, resta oggi una delle auto da collezione più rare ed enigmatiche del dopoguerra europeo.

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Perché sì

  • Rarità assoluta: pochissimi esemplari sono sopravvissuti fino a oggi, rendendola una delle berline da collezione più esclusive in circolazione
  • Motore V8 Chrysler da 5,6 litri e 285 CV, con prestazioni di rilievo per l'epoca e una velocità massima dichiarata di 240 km/h
  • Abitacolo curato nei materiali, con pelle Connolly, moquette in lana Shetland, plancia in radica e strumentazione Jaeger dedicata
  • Impostazione tecnica interessante, con telaio tubolare, sospensione posteriore De Dion e freni a disco ventilati Girling/Lockheed

Da valutare

  • Gestazione lunghissima e travagliata, con continui cambi di motore e di carrozzeria che ne ritardarono il lancio di anni
  • Consumi molto elevati, superiori ai 18 litri per 100 km, che la resero un prodotto fuori tempo massimo con la crisi petrolifera del 1973
  • Marchio completamente nuovo e privo di blasone, a fronte di un prezzo di listino paragonabile a quello di una Rolls-Royce Silver Shadow
  • Oggi reperibilità di ricambi e assistenza praticamente nulla, viste le pochissime unità costruite

In sintesi

Segmento
Berlina di lusso / Grand Tourer
Carrozzeria
Berlina 4 porte, 4 posti
Paese di produzione
Francia (Balbigny, Loira)
Anni di produzione
1973-1975 (sviluppo dal 1966)
Motore
V8 Chrysler 5,6 litri
Potenza
285 CV a 5.400 giri/min
Velocità massima
240 km/h dichiarati
Cambio
Manuale ZF a 5 rapporti o automatico Chrysler TorqueFlite a 3 rapporti
Esemplari prodotti
Circa 20-30 (fonti discordanti)
Prezzo al lancio
164.000 franchi francesi

Dietro il nome Monica non c'è un grande gruppo industriale, ma la storia personale di un uomo. Jean Tastevin, alla guida della CFPM, azienda di famiglia specializzata nella costruzione di carri cisterna ferroviari a Balbigny, nella Loira, era un appassionato di grandi berline sportive: possedeva Aston Martin e Facel Vega. Quando nel 1964 quest'ultima chiuse i battenti, Tastevin si trovò senza più un'auto francese di quel livello da poter acquistare, e decise di costruirsela da sé. Il progetto, avviato a metà degli anni Sessanta, prese il nome della moglie Monique. Ne nacque un'avventura industriale lunga e complicata, che attraversò numerosi prototipi, cambi di motore e di carrozzeria, prima di approdare a un'unica, vera serie produttiva: la Monica 560, presentata al Salone di Ginevra del 1973.

Dal motore sperimentale Martin V8 alla Monica 560

Il percorso tecnico della Monica fu tutt'altro che lineare. I primi prototipi montarono un quattro/sei cilindri derivato dalla Triumph TR, sviluppato dal preparatore inglese Chris Lawrence, che curò anche il progetto del telaio tubolare in acciaio. Si passò poi a un V8 sperimentale disegnato da Edward "Ted" Martin, nato per la Formula 1, leggero ma privo di coppia ai bassi regimi e quindi poco adatto all'uso stradale.

La svolta arrivò con l'adozione di un V8 Chrysler americano da 5,6 litri, rielaborato negli Stati Uniti dal preparatore Racer Brown con albero a camme maggiorato, collettore Edelbrock e carburatore Holley a quattro corpi. Fu questo motore, abbinato a un cambio manuale ZF o automatico Chrysler TorqueFlite, a dare il nome definitivo alla vettura: Monica 560, dalla cilindrata in decilitri del propulsore.

Motore

V8 Chrysler 5,6 litri

Una linea disegnata da più mani

Anche la carrozzeria nacque da un percorso complesso, passato per diversi carrozzieri e disegnatori. Il progetto stilistico fu affidato al designer Tony Rascanu, che purtroppo morì prima di completare i disegni definitivi; il lavoro fu poi ripreso e rifinito dall'illustratore David Coward, che abbassò la linea dei finestrini e inclinò maggiormente il parabrezza.

Nel corso dello sviluppo vennero realizzati numerosi prototipi con carrozzerie firmate da nomi come Maurice Gomm, Williams & Pritchard, Henri Chapron e persino la torinese Vignale, prima di arrivare alla linea di produzione: una berlina a quattro porte dal frontale paragonato a quello della Maserati Indy e dal posteriore che richiamava la Ferrari 365 GT 2+2.

Potenza

285 CV a 5.400 giri/min

Un'auto pensata per competere con Rolls-Royce

Con i suoi 4,93 metri di lunghezza, il passo di 2,77 metri e un peso a secco vicino ai 1.850 kg, la Monica 560 era una vettura imponente, pensata per il grande viaggio ad alta velocità: 240 km/h dichiarati, che all'epoca la resero, secondo la pubblicità della casa, la berlina a quattro porte più veloce del mondo.

Gli interni riflettevano le ambizioni del progetto: pelle Connolly, moquette in lana Shetland, plancia in radica di olmo, climatizzatore e un impianto hi-fi con registratore, oltre a un set di valigie su misura pensato per accompagnare la vettura. Il prezzo di listino, 164.000 franchi francesi, era in linea con quello di una Rolls-Royce Silver Shadow.

Velocità massima

240 km/h dichiarati

La fine improvvisa di un progetto ambizioso

Il debutto della versione definitiva, nel 1973, arrivò con anni di ritardo rispetto ai piani iniziali: tra cambi di motore, di designer e di carrozziere, il progetto era ormai maturato in un contesto di mercato completamente diverso da quello in cui era nato. La crisi petrolifera innescata dall'embargo OPEC fece impennare il prezzo del carburante e rese improvvisamente fuori mercato una vettura che consumava oltre 18 litri per 100 km.

A questo si sommò la difficoltà di imporre un marchio del tutto nuovo, senza storia né reputazione, a un prezzo da grande griffe del lusso automobilistico. Il 7 febbraio 1975 Jean Tastevin annunciò ufficialmente la fine della produzione. Gli asset furono in seguito rilevati dal pilota e costruttore Guy Ligier, che però non riprese mai la produzione.

Anni di produzione

1973-1975 (sviluppo dal 1966)

Un'auto da collezione rarissima

Proprio la sua brevissima vita produttiva rende oggi la Monica 560 un caso più unico che raro nel collezionismo di auto d'epoca: le stime sul numero di esemplari costruiti oscillano, a seconda delle fonti, tra circa 20 e 30 unità complessive, comprensive di prototipi, con solo una decina di vetture effettivamente vendute a clienti privati. Di queste, pochissime risultano ancora esistenti e censite.

Le rare apparizioni in asta confermano l'interesse dei collezionisti per un pezzo di storia automobilistica francese rimasto quasi sconosciuto al grande pubblico: un esemplare del 1975 è stato aggiudicato a circa 107.000 euro in un'asta internazionale, a conferma di un mercato di nicchia ma solido per chi cerca qualcosa di davvero irripetibile.

Le generazioni della Monica

  • Monica 350 (prototipo, 1971) — Prima versione presentata pubblicamente, al Salone di Parigi del 1971, ancora equipaggiata con il motore sperimentale V8 Martin da 3,5 litri. Fu la base su cui si sviluppò, dopo il cambio di motore, la vettura di produzione definitiva.
  • Monica 560 (1973-1975) — Versione di produzione, presentata al Salone di Ginevra 1973, con il V8 Chrysler da 5,6 litri e 285 CV. È l'unica variante realizzata in un numero significativo di esemplari, seppure comunque ridottissimo, prima della chiusura dell'azienda nel 1975.

Domande frequenti sulla Monica

Quanti esemplari di Monica 560 sono stati costruiti?

Non esiste un dato univoco: le fonti indicano un totale complessivo, tra prototipi e vetture di serie, compreso tra circa 20 e 30 unità, di cui solo una decina effettivamente vendute a clienti privati. Oggi ne sopravvivono pochissimi esemplari censiti.

Che motore montava la Monica 560?

Nella versione definitiva di produzione montava un V8 Chrysler americano da 5,6 litri rielaborato negli Stati Uniti, capace di 285 CV, abbinato a un cambio manuale ZF a 5 rapporti o automatico Chrysler TorqueFlite a 3 rapporti.

Perché la Monica ha cessato la produzione?

La combinazione tra una gestazione lunghissima e travagliata, il debutto commerciale coinciso con la crisi petrolifera del 1973 e la difficoltà di imporre un marchio nuovo a un prezzo paragonabile a quello di una Rolls-Royce portò l'azienda alla chiusura, annunciata il 7 febbraio 1975.

Chi ha progettato la carrozzeria della Monica 560?

Il disegno nacque dal lavoro del designer Tony Rascanu, poi rifinito dall'illustratore David Coward dopo la morte di Rascanu. Il telaio e lo sviluppo tecnico furono invece curati dal preparatore inglese Chris Lawrence.

Quanto costava una Monica 560 quando era nuova?

Il prezzo di listino era di 164.000 franchi francesi, una cifra molto vicina a quella richiesta per una Rolls-Royce Silver Shadow dello stesso periodo.

Fonti

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