Scheda modello

Oldtimer MG

MG è il marchio britannico delle spider sportive per antonomasia, nato a Oxford negli anni Venti e diventato sinonimo di guida open-air accessibile. Le sue roadster prodotte fino al 1980 nello stabilimento di Abingdon sono oggi tra gli Oldtimer più amati e alla portata di chi si avvicina per la prima volta al collezionismo.

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Perché sì

  • Meccanica semplice, robusta e riparabile anche da appassionati con competenze medie
  • Ricambi ancora ampiamente reperibili grazie a una rete internazionale di club e specialisti
  • Prezzi d'ingresso nel collezionismo generalmente più accessibili rispetto ad altre sportive inglesi coeve
  • Guida diretta e coinvolgente tipica delle roadster leggere a trazione posteriore
  • Forte presenza di club, raduni e ricambisti dedicati che facilitano assistenza e socialità

Da valutare

  • Carrozzerie soggette a ruggine, in particolare su longheroni e passaruota, da controllare con attenzione prima dell'acquisto
  • Prestazioni e insonorizzazione modeste se paragonate agli standard di comfort attuali
  • Le versioni destinate al mercato USA post 1974 montano paraurti in gomma e motori depotenziati per rispettare le normative anti-inquinamento
  • Richiedono manutenzione meccanica regolare tipica delle vetture d'epoca (carburatori, impianto elettrico, tenute)
  • Capote e finiture in tela non sempre garantiscono tenuta stagna ottimale nel tempo

In sintesi

Paese di origine
Regno Unito
Fondazione del marchio
1924
Fondatore
Cecil Kimber
Stabilimento storico
Abingdon-on-Thames, attivo fino al 1980
Segmento Oldtimer
Roadster e coupé sportive due posti
Periodo modelli classici
1924-1980
Proprietà attuale del marchio
SAIC Motor (dal 2007)

Il marchio nasce come costola sportiva della Morris Garages di Oxford, la concessionaria da cui prende il nome. Sotto la guida di Cecil Kimber, che negli anni Venti trasforma telai Morris in due posti scoperti dal carattere brioso, MG diventa un marchio autonomo nel 1924 e costruisce nei decenni successivi la propria identità attorno a roadster leggere, economiche da mantenere e divertenti da guidare. È proprio questa filosofia, portata avanti fino alla chiusura dello stabilimento storico di Abingdon nel 1980, ad aver reso le MG classiche uno degli ingressi più naturali nel mondo degli Oldtimer.

Dalle officine di Oxford al mito di Abingdon

MG è l'acronimo di Morris Garages, la concessionaria di Oxford legata a William Morris da cui il marchio prende origine. Quando Cecil Kimber ne diventa direttore generale nei primi anni Venti, inizia a far costruire carrozzerie sportive su meccaniche Morris: nasce così un carattere distintivo che porta, nel 1924, alla registrazione del marchio MG.

Nel 1930 l'attività sportiva viene formalizzata in una società a sé stante, mentre nel 1935 è la Morris a rilevare completamente MG, integrandola stabilmente nella propria organizzazione industriale. Da questo momento la produzione si concentra nello stabilimento di Abingdon-on-Thames, che per quasi mezzo secolo sarà sinonimo del marchio.

Fondazione del marchio

1924

L'epoca d'oro: T-Type, MGA e MGB

Tra il 1936 e il 1955 la serie T-Type (TA, TB, TC, TD, TF) definisce l'archetipo della roadster MG: due posti scoperti, telaio semplice, cambio manuale a quattro rapporti. La TB introduce il quattro cilindri XPAG da 1250 cm³ derivato dalla Morris Ten, mentre la TD adotta un telaio scatolare più rigido ripreso dalla berlina Y-Type.

Nel 1955 la MGA segna una rottura stilistica netta e diventa un successo commerciale, con oltre 101.000 esemplari venduti fino al 1962; la versione Twin Cam del 1958 arriva a 108 CV. Le succede nel 1962 la MGB, l'MG più venduta di sempre con oltre mezzo milione di unità prodotte fino al 1980, disponibile come Roadster e come coupé GT disegnata da Pininfarina dal 1965. Accanto alla B convivono varianti più esclusive come la sei cilindri MGC (1967-1969) e la rara MGB GT V8 (1973-1976, appena 2.591 esemplari), mentre la piccola Midget (1961-1979) offre un accesso ancora più economico al mondo delle spider inglesi.

Stabilimento storico

Abingdon-on-Thames, attivo fino al 1980

La chiusura di Abingdon e gli anni turbolenti

Il 24 ottobre 1980 lo stabilimento di Abingdon chiude i battenti nell'ambito dei drastici tagli imposti dalla crisi di British Leyland, ponendo fine alla produzione ininterrotta che dal 1929 aveva visto passare da quelle linee ogni MG. Per anni il marchio sopravvive solo come denominazione applicata a versioni sportive di altre vetture del gruppo.

Nel 1994 BMW acquisisce il Rover Group, di cui MG fa parte, ma se ne libera nel 2000 dopo perdite ingenti. Il consorzio britannico Phoenix Venture Holdings rileva l'attività dando vita a MG Rover Group, che però finisce in amministrazione controllata nel 2005 con debiti superiori a 1,4 miliardi di sterline.

Periodo modelli classici

1924-1980

La rinascita cinese e il ritorno in Italia

Nel luglio 2005 la cinese Nanjing Automobile Corporation acquista il marchio MG per 53 milioni di sterline; nel dicembre 2007 Nanjing viene a sua volta assorbita da SAIC Motor, che da allora detiene il pieno controllo di MG. Nel mezzo, tra il 1995 e il 2011, la MG F e la successiva MG TF avevano rappresentato l'ultimo vero ponte con la tradizione roadster di Abingdon, con motore centrale-posteriore e oltre 100.000 esemplari complessivi tra le due generazioni.

Con il controllo SAIC, MG diventa un marchio globale orientato all'elettrificazione: nel 2021 la gamma arriva anche in Italia, e nel 2024 il marchio celebra il proprio centenario, un secolo che parte proprio da quelle roadster di Oxford oggi ambite dagli appassionati di Oldtimer.

Le generazioni della MG

  • MG T-Type (TA, TB, TC, TD, TF) — 1936-1955 — Serie di roadster due posti su meccanica semplice che stabilisce il DNA sportivo del marchio. La TB introduce il motore XPAG da 1250 cm³, la TD adotta un telaio scatolare più moderno derivato dalla berlina Y-Type. Viene sostituita dalla MGA nel 1955.
  • MG A — 1955-1962 — Presentata al Salone di Francoforte del 1955, rompe con lo stile precedente e diventa un successo internazionale con oltre 101.000 esemplari venduti. Disponibile inizialmente con motore 1500 da 68-72 CV, poi 1600 da 80 CV con freni a disco, e nella versione Twin Cam da 108 CV.
  • MG B / MGB GT, con le varianti MGC e MGB GT V8 — 1962-1980 — Il modello più venduto della storia MG, con oltre mezzo milione di unità tra Roadster e coupé GT firmata Pininfarina. Motore quattro cilindri 1800 B-Series, trazione posteriore, cambio manuale a quattro rapporti con overdrive. Le varianti MGC (sei cilindri 3.0 litri, 1967-1969) e MGB GT V8 (3.5 litri, 1973-1976, solo 2.591 esemplari) ne ampliano la gamma prestazionale.
  • MG Midget — 1961-1979 — Roadster compatta prodotta in quattro serie e cinque motorizzazioni, dal 948 cm³ iniziale fino all'1275 e 1493 cm³ finali. Rappresenta l'accesso più economico al mondo delle spider inglesi MG, con carrozzeria leggera intorno ai 720 kg.
  • MG F / MG TF — 1995-2011 — Primo modello autenticamente nuovo dopo la MGB, con layout a motore centrale-posteriore e trazione posteriore. La MG F (1995-2002) utilizza sospensioni Hydragas, sostituite da molle convenzionali sulla MG TF (2002-2005, poi ripresa nel 2007-2011), che introduce anche aggiornamenti al motore e alla rigidità torsionale.

Domande frequenti sulla MG

Cosa significa la sigla MG?

MG è l'acronimo di Morris Garages, la concessionaria di Oxford legata a William Morris da cui il marchio automobilistico ha preso origine negli anni Venti.

Quando è stata fondata MG e da chi?

Il marchio viene registrato nel 1924 grazie all'iniziativa di Cecil Kimber, direttore generale della Morris Garages, che negli anni precedenti aveva iniziato a costruire carrozzerie sportive su meccaniche Morris.

Perché lo stabilimento di Abingdon ha chiuso nel 1980?

La chiusura, avvenuta il 24 ottobre 1980, fu decisa da British Leyland nell'ambito di un drastico piano di tagli imposto dalle difficoltà finanziarie del gruppo negli anni Settanta.

Quali sono le MG classiche più ricercate dai collezionisti?

Tra le più apprezzate figurano la MGA per la sua rottura stilistica, la MGB per la diffusione capillare e il supporto ricambi, e le varianti più rare come la MGC sei cilindri e la MGB GT V8, prodotta in appena 2.591 esemplari.

Le MG d'epoca sono adatte a chi si avvicina per la prima volta al collezionismo?

Sì, sono spesso indicate come un buon punto d'ingresso grazie alla meccanica semplice, alla vasta disponibilità di ricambi tramite club specializzati e a prezzi generalmente più accessibili rispetto ad altre sportive britanniche coeve, a patto di verificare con attenzione lo stato della carrozzeria per la ruggine.

Fonti

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