Il Metz Plan: comprare un'auto a rate, un pezzo alla volta
L'elemento che rese la Metz un caso a parte nella prima industria automobilistica americana fu il suo modello di vendita. A partire dal 1908, Charles Herman Metz propose ai clienti di acquistare l'automobile in quattordici casse di componenti, da montare progressivamente in proprio prima di ordinare la cassa successiva.
- Ogni cassa aveva un costo contenuto rispetto al prezzo dell'auto completa
- Il cliente diventava di fatto il proprio meccanico durante l'assemblaggio
- Il sistema abbassava sensibilmente la soglia d'ingresso alla motorizzazione privata
Dal 1911 l'azienda affiancò a questa formula la vendita di vetture già assemblate in fabbrica, segnando il passaggio verso una produzione più tradizionale.
Anni di produzione
1909-1922
Motori e trasmissione: la scelta della frizione senza ingranaggi
Le prime Metz montavano un bicilindrico raffreddato a termosifone, mentre il Model 22 introdusse un quattro cilindri monoblocco con accensione a magnete Bosch, sospensioni a balestra ellittica e ruote artiglio con pneumatici Goodrich.
Il tratto tecnico più distintivo restava però la trasmissione a frizione, priva del tradizionale cambio a ingranaggi: una soluzione semplice da usare e da riparare, ma meno efficiente su percorsi impegnativi rispetto ai sistemi meccanici più moderni che si stavano affermando nello stesso periodo.
Dal Model 22 al Master Six: l'evoluzione della gamma
Nel corso degli anni dieci la gamma Metz crebbe in dimensioni e potenza: al Model 22 seguì il Model 25, con passo allungato e motore più potente. L'ultimo capitolo della storia del marchio fu il Master Six, un sei cilindri da 45 cavalli su passo di 120 pollici, pensato per competere nella fascia medio-alta del mercato ma penalizzato da vendite deludenti nel difficile contesto economico del dopoguerra.
La fine della Metz Company e l'eredità odierna
Il declino arrivò rapidamente: una commessa governativa legata alla Prima guerra mondiale rimasta incassata, il calo della domanda post-bellica e i risultati commerciali insoddisfacenti del Master Six portarono la Waltham National Bank a rilevare il controllo dell'azienda, sfociato nel fallimento del 1922.
Oggi le vetture Metz sopravvissute sono considerate autentici pezzi da museo del cosiddetto brass era, l'epoca pionieristica dell'automobile a cavallo tra Ottocento e Novecento, e rientrano a pieno titolo tra gli Oldtimer più ricercati dai collezionisti nordamericani.
