Dalla nascita al boom del dopoguerra
Il primo modello, la Mercury Eight, debuttò nel 1939 a un prezzo di partenza di 916 dollari e superò le 65.800 immatricolazioni nel primo anno, un risultato che convinse Ford della bontà del progetto.
- Negli anni Cinquanta arrivano la Monterey e la Custom, con il marchio che nel 1953 raggiunge circa il 5% di quota di mercato negli Stati Uniti
- Nel 1954 debutta la Sun Valley, con tetto in vetro, tra le proposte più originali del periodo
- La gamma si amplia progressivamente per intercettare un pubblico borghese in cerca di un compromesso tra sobrietà Ford e lusso Lincoln
Anno di fondazione
1938
Gli anni Sessanta e Settanta: la stagione d'oro
Nel 1960 arriva la compatta Comet, ma il vero salto d'immagine arriva nel 1967 con la Cougar, costruita sulla base della Ford Mustang ma con un carattere più raffinato: fari a scomparsa, griglia divisa e finiture ricercate le valgono il titolo di Car of the Year di Motor Trend, unico riconoscimento del genere ottenuto da un modello Mercury.
Il decennio successivo porta al picco produttivo dell'intera storia del marchio: circa 670.000 vetture vendute nel 1979, sostenute da modelli come la Capri, la Monarch e la compatta Bobcat.
Anno di chiusura
2011
Dagli anni Ottanta al nuovo millennio
Con gli anni Ottanta la gamma si rinnova profondamente: la Lynx del 1981 introduce la trazione anteriore, seguita dalla Topaz e, nel 1986, dalla aerodinamica Sable. Lo stesso periodo vede il breve esperimento del marchio Merkur, pensato per importare modelli europei di ispirazione sportiva.
Negli anni Novanta Mercury si allarga ai segmenti minivan e SUV con la Villager e la Mountaineer, mentre nei primi anni Duemila arrivano la Montego, la Mariner e la Milan, che diventerà il modello più venduto del marchio nel 2008, senza però invertire un declino ormai strutturale.
Vendite di picco
Circa 670.000 unità nel 1979
Il declino e la chiusura del 2011
Il 2 giugno 2010 Ford annuncia la chiusura del marchio, formalizzata con l'uscita dalla catena di montaggio, il 4 gennaio 2011, dell'ultima Grand Marquis. Le vendite erano scese sotto le 93.000 unità nel 2009, con una quota di mercato ridotta a circa l'1%.
- Difficoltà a differenziare i modelli Mercury dalle controparti Ford con cui condividevano pianale e meccanica
- Base clienti sempre più anziana, con età media superiore ai sessant'anni
- Campagne di rilancio, come quella rivolta al pubblico femminile nel 2008, che non hanno invertito la tendenza
Mercury oggi: collezionismo e mercato dell'usato
Chiuso il capitolo produttivo, Mercury è entrato stabilmente nel mondo del collezionismo, soprattutto negli Stati Uniti, dove modelli come la Cougar di prima generazione e le berline Panther (Grand Marquis) sono ricercati per la meccanica semplice e la robustezza dimostrata anche dopo centinaia di migliaia di chilometri percorsi, ad esempio negli impieghi come vetture di servizio e taxi.
In Europa e in Italia la presenza di Mercury è più rara e legata quasi esclusivamente al mercato dell'auto d'epoca, dove le quotazioni dipendono fortemente da stato di conservazione, originalità e provenienza del singolo esemplare.
