Dalla Ponton al mito: le radici del collezionismo Mercedes-Benz
La stagione delle Oldtimer Mercedes-Benz inizia nel dopoguerra, quando la Casa di Stoccarda rilancia la produzione con la serie Ponton (W120/W121, 1953-1962): la 180 e la 190 sono le prime Mercedes dotate di scocca portante, con i parafanghi finalmente integrati nella carrozzeria invece che sporgenti come sulle vetture precedenti. Insieme alla più lussuosa 220 della serie W128, le Ponton arrivano a rappresentare circa l'80% della produzione del marchio tra il 1953 e il 1959.
Pochi anni dopo arriva la serie W111, ribattezzata dagli appassionati Heckflosse per le pinne posteriori pensate come ausilio di parcheggio. Prodotta dal 1959 al 1971 tra berline, coupé e cabriolet, la Heckflosse è la prima vettura di serie a montare la cellula di sicurezza rigida con zone di deformazione anteriore e posteriore ideata dall'ingegnere Béla Barényi, anticipando concetti di sicurezza passiva che diventeranno standard di settore.
Anno di fondazione del marchio
1926 (fusione Daimler-Benz)
300 SL e Pagoda: le icone che hanno fatto scuola
Nessuna Mercedes-Benz incarna il mito dell'Oldtimer quanto la 300 SL (W198): nata nel 1954 dall'evoluzione della vettura da competizione W194, monta un sei cilindri da 3,0 litri con iniezione meccanica diretta, tra le prime applicazioni di questa tecnologia su un'auto di serie, capace di 240 CV e di spingere la vettura fino a 263 km/h. Le celebri porte ad ali di gabbiano, imposte dall'alto telaio tubolare, hanno reso la coupé del 1954-1957 un'icona assoluta; nel 1957 le subentra la versione Roadster, prodotta fino al 1963. In totale ne vengono costruiti 3.258 esemplari.
Nel 1963 la 300 SL e la 190 SL lasciano il posto alla Pagoda (W113), disegnata da Paul Bracq insieme allo stesso Barényi: il soprannome nasce dalla forma concava dell'hardtop, che ricorda i tetti dei templi orientali. Prodotta in tre motorizzazioni - 230 SL, 250 SL e 280 SL, quest'ultima la più diffusa con quasi 24.000 esemplari - fino al 1971 per un totale di 48.912 unità, la Pagoda è anche la prima sportiva a montare una scocca di sicurezza con zone di deformazione.
Periodo coperto dagli Oldtimer principali
1953 - 1986
Il W123: l'oldtimer che si può ancora guidare ogni giorno
Se le vetture precedenti sono ambite soprattutto dai collezionisti, la W123 (1975-1986) resta l'Oldtimer Mercedes-Benz più abbordabile e utilizzabile nella vita di tutti i giorni. Disponibile in berlina, coupé C123, station wagon S123 e persino in versione telaio per ambulanze e carri funebri, monta motori a benzina da 2,0 a 2,7 litri e diesel da 2,0 a 3,0 litri, incluso il primo turbodiesel di serie per vetture, il 3,0 OM617. Con quasi 2,7 milioni di esemplari prodotti, la W123 ha costruito la fama di indistruttibilità del marchio: non è raro trovare taxi ed esemplari privati che hanno superato i 500.000 km con interventi meccanici minimi.
Comprare e mantenere un'Oldtimer Mercedes-Benz oggi
Acquistare un'Oldtimer Mercedes-Benz significa fare i conti soprattutto con la ruggine, il nemico numero uno di carrozzerie di questa età: soglie, passaruota, cavità delle portiere e fondo scocca vanno controllati con attenzione anche quando la vernice appare integra. Sul fronte meccanico, i punti critici più citati riguardano l'usura dell'assale oscillante posteriore, le tenute dell'impianto di iniezione meccanica e, sui cambi automatici d'epoca, la selezione delle marce.
Per la manutenzione e il restauro, il marchio mette a disposizione una rete ufficiale attraverso il Mercedes-Benz Classic Center di Fellbach, attivo dagli anni Novanta con accesso all'archivio storico e alla produzione di ricambi originali fedeli alle specifiche di fabbrica, affiancato da una rete di ClassicPartner estesa negli ultimi anni anche all'Italia. Un supporto che, unito alla crescita costante delle quotazioni dei modelli più rari come la 300 SL e la Pagoda, rende questi oldtimer tanto impegnativi da mantenere quanto solidi come investimento.
