Dai motori per dirigibili alla prima Maybach su strada
La storia Maybach comincia lontano dalle automobili. Nel 1909 Wilhelm Maybach, dopo essersi separato dalla Daimler Motoren Gesellschaft in seguito a forti contrasti, si allea con il conte Ferdinand von Zeppelin per fondare a Bissingen an der Enz la Luftfahrzeug-Motorenbau, un'azienda dedicata ai propulsori per dirigibili.
- 1912: trasferimento a Friedrichshafen e cambio di ragione sociale in Motorenbau GmbH
- 1918: nasce ufficialmente la Maybach-Motorenbau GmbH
- 1921: debutto al Salone di Berlino della prima vettura, la W3, nata anche per impiegare motori originariamente destinati all'olandese Spyker
La W3 monta un sei cilindri in linea da 5.740 cm³ e 70 CV, un cambio epicicloidale a due marce più retromarcia e, elemento che ne segna la modernità, i freni su tutte e quattro le ruote: una soluzione tra le prime in assoluto in Germania. Ne vengono realizzati circa 400 esemplari fino al 1928.
Potenza massima
205 CV a 3.200 giri (Maybach DS8)
Il Typ 12 e la Zeppelin DS7/DS8: l'apice del lusso motoristico
Nel 1929 arriva il Typ 12, la prima Maybach equipaggiata con un motore V12: 7 litri e 150 CV, cifre straordinarie per l'epoca. È il preludio alla linea Zeppelin, lanciata nel 1930 nel pieno della Grande Depressione e composta dai modelli DS7 e DS8, dedicati alla memoria del conte von Zeppelin.
- DS7: V12 da 6.962 cm³, 150 CV, doppio carburatore Solex
- DS8: V12 da 7.978 cm³, fino a 205 CV a 3.200 giri, velocità massima di 170 km/h
- Cambio semiautomatico epicicloidale con overdrive, fino a cinque marce più due overdrive sulle versioni più evolute della DS8
Lunghe oltre 5,5 metri e con un peso che poteva superare le 3 tonnellate, le Zeppelin erano considerate le vetture di lusso più prestigiose del loro tempo. La produzione dell'intera linea, DS7 e DS8 comprese, si ferma nel 1940 dopo circa 200 esemplari realizzati.
Velocità massima
Fino a 170 km/h (DS8)
Il W6, il tentativo di un lusso più accessibile
Per contenere gli effetti della crisi economica sulle vendite, tra il 1931 e il 1935 Maybach propone il W6: il collaudato sei cilindri da 6.995 cm³ e 120 CV del W5 montato sul pianale allungato riservato ai modelli Zeppelin.
L'operazione, pensata come alternativa più economica alla linea di punta, non convince il mercato: chi cercava una Maybach più abbordabile continuava a preferire il W5, mentre chi poteva permetterselo puntava direttamente sulla prestigiosa Zeppelin. Il W6 viene prodotto in circa 100 esemplari prima di essere sostituito dalla Maybach DSH.
Anni di produzione
1921 - 1940
La fine della produzione e l'eredità di un mito
Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, Maybach abbandona definitivamente l'automobile: lo stabilimento di Friedrichshafen viene convertito alla produzione bellica, realizzando i motori per gran parte dei carri armati e dei semicingolati tedeschi, tra cui i Panzer.
Al termine del conflitto la fabbrica riprende solo attività di riparazione: la produzione automobilistica non verrà mai più riavviata sotto il nome storico, e il sito diventerà la base della moderna MTU Friedrichshafen, specializzata in motori diesel industriali. Nel 1960, alla morte di Karl Maybach, il marchio passa sotto il controllo di Daimler-Benz. Solo nel 2002 il nome Maybach torna sul mercato con una nuova generazione di ammiraglie, confluita poi nel 2014 nel marchio Mercedes-Maybach: un capitolo diverso, che non intacca però lo status delle Maybach prebelliche, oggi custodite come Oldtimer di assoluto pregio.
