Scheda modello

Oldtimer Mathis

Mathis è stata una casa automobilistica francese con sede a Strasburgo, attiva dai primi anni del Novecento fino al 1950, ricordata per le utilitarie Baby e Babylette, per la gamma EMY e per la fusione con Ford che diede vita a Matford.

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Perché sì

  • Tra i primi costruttori europei ad adottare soluzioni tecniche avanzate come le sospensioni anteriori indipendenti e i freni idraulici
  • Gamma di utilitarie economiche e affidabili che negli anni Venti resero Mathis il quarto costruttore automobilistico francese per volumi
  • Legame storico con Ettore Bugatti nella fase iniziale del marchio, elemento che ne accresce il fascino collezionistico
  • Varietà di motorizzazioni, dalle piccole utilitarie monocilindriche alle vetture a sei e otto cilindri
  • Rarità attuale degli esemplari superstiti, fattore che ne aumenta il valore per gli appassionati di auto d'epoca

Da valutare

  • Attività produttiva interrotta più volte da crisi economiche e conflitti bellici, con una parabola commerciale mai realmente stabilizzata
  • Gli ultimi progetti del dopoguerra, come i prototipi a tre e sei ruote, non arrivarono mai alla produzione in serie
  • Numero di esemplari sopravvissuti oggi molto ridotto, il che complica il reperimento di ricambi originali per il restauro
  • Marchio scomparso dal mercato dal 1950, con conseguente scarsità di documentazione tecnica organica e continuativa

In sintesi

Paese di origine
Francia (Strasburgo, Alsazia)
Fondatore
Émile Mathis
Anni di attività
1904-1950 circa
Sede produttiva
Stabilimento di La Meinau, Strasburgo
Modelli principali
Hermès, Baby, Babylette, MY, gamma EMY (4, 6, 8 cilindri), Matford
Motorizzazioni
Da circa 700 cc a oltre 2,8 litri, dai 4 agli 8 cilindri
Produzione stimata (1911-1935)
Circa 90.000 veicoli
Esemplari sopravvissuti
Circa 1.000, secondo stime dei censimenti dei club di appassionati

Nato come rivenditore di automobili a Strasburgo, Émile Mathis trasformò in pochi anni la propria attività in una vera casa costruttrice, capace di competere con i marchi più affermati del mercato francese. Il percorso di Mathis attraversa quasi mezzo secolo di storia dell'automobile, dagli esordi in collaborazione con un giovane Ettore Bugatti fino ai prototipi sperimentali del dopoguerra, passando per un periodo di grande successo commerciale interrotto dalla crisi economica degli anni Trenta e dal secondo conflitto mondiale.

Le origini: da rivenditore a costruttore

Émile Mathis avviò la propria attività di vendita e riparazione di automobili a Strasburgo ancora giovanissimo, alla fine dell'Ottocento. Nei primi anni Duemila lavorò a contatto con la casa De Dietrich, dove ebbe modo di conoscere il giovane Ettore Bugatti.

  • Dalla collaborazione con Bugatti nacquero i primi modelli commercializzati con il marchio Hermès, in un numero molto limitato di esemplari
  • La collaborazione si interruppe entro il 1907, quando le strade dei due si separarono
  • Nel 1911 Mathis costruì un proprio stabilimento nel quartiere di La Meinau, a Strasburgo, dando avvio alla produzione con marchio proprio

Motorizzazioni

Da circa 700 cc a oltre 2,8 litri, dai 4 agli 8 cilindri

La Baby e l'epoca d'oro della gamma EMY

Il primo vero successo commerciale arrivò con la piccola Baby, poi evoluta nella Babylette: una utilitaria economica di piccola cilindrata, pensata per un pubblico ampio.

Con il ritorno di Strasburgo alla Francia dopo la Prima guerra mondiale, l'azienda visse la propria fase più prospera. La gamma si arricchì con i modelli MY e con la famiglia denominata EMY, declinata in versioni a quattro, sei e otto cilindri, fino a rendere Mathis il quarto costruttore automobilistico francese per volumi prodotti durante gli anni Venti.

Anni di attività

1904-1950 circa

Le soluzioni tecniche più avanzate

Alcuni modelli della gamma Mathis introdussero soluzioni tecniche piuttosto sofisticate per l'epoca.

  • Sospensioni anteriori a ruote indipendenti, con schema a barre di torsione su alcune varianti come la coupé Deauville
  • Freni idraulici e cambio con sincronizzatori sui modelli della famiglia EMY più evoluti
  • Utilizzo su licenza di soluzioni per l'assale anteriore derivate da progetti Porsche

Queste scelte testimoniano l'attenzione di Mathis verso l'innovazione tecnica, anche a fronte di una produzione orientata principalmente verso vetture economiche e di largo consumo.

La crisi, Matford e la fine della produzione autonoma

La Grande Depressione mise in seria difficoltà i conti dell'azienda. Per fronteggiare la crisi, Mathis strinse un accordo con Ford, dando vita nel 1934 al marchio congiunto Matford, con vetture ispirate agli allestimenti Ford europei; lo stabilimento originario Mathis cessò la produzione in proprio pochi anni dopo.

Con lo scoppio del secondo conflitto mondiale, Émile Mathis lasciò la Francia per gli Stati Uniti. Nel dopoguerra tentò un rilancio con due prototipi sperimentali, la piccola vettura a tre ruote VL333 e la berlina a trazione anteriore VL666 con motore piatto pluricilindrico, ma nessuno dei due progetti raggiunse la produzione in serie. L'azienda chiuse definitivamente l'attività attorno al 1950.

Il valore collezionistico oggi

Proprio per la sua parabola travagliata e per il numero limitato di esemplari sopravvissuti, oggi una Mathis rappresenta una rarità nel panorama del collezionismo motoristico: un esempio concreto di come un marchio uscito dal mercato possa restare vivo come testimonianza tecnica e culturale, il cuore stesso del concetto di Oldtimer.

Le generazioni della Mathis

43anni di storia

1904—19073 anni

Hermès e i primi passi

Fase iniziale in collaborazione con Ettore Bugatti, con vetture di lusso prodotte in pochissimi esemplari con il marchio Hermès, prima della separazione tra i due.

1934—19395 anni

Matford

Joint venture con Ford Motor Company nata per fronteggiare la crisi economica, con vetture derivate dagli allestimenti Ford europei; segna la fine della produzione Mathis in piena autonomia.

1945—19472 anni

Prototipi del dopoguerra VL333 e VL666

Ultimi tentativi di rilancio con una vettura sperimentale a tre ruote e una berlina a trazione anteriore con motore piatto, mai giunti alla produzione in serie.

Domande frequenti sulla Mathis

Chi ha fondato la Mathis?

Il marchio fu fondato dall'imprenditore alsaziano Émile Mathis, che avviò la propria attività come rivenditore e riparatore di automobili a Strasburgo prima di diventare costruttore in proprio.

Che rapporto c'era tra Mathis ed Ettore Bugatti?

Nei primi anni Duemila i due collaborarono alla realizzazione dei primi modelli commercializzati con il marchio Hermès, prima di separare le rispettive strade professionali entro il 1907.

Che cos'è Matford?

Matford è il marchio nato nel 1934 dalla joint venture tra Mathis e Ford Motor Company, creata per affrontare le difficoltà economiche degli anni Trenta con vetture derivate dagli allestimenti Ford europei.

Quante Mathis sono sopravvissute fino a oggi?

Secondo le stime dei club di appassionati, degli oltre 90.000 veicoli prodotti tra il 1911 e il 1935 sarebbero sopravvissuti circa 1.000 esemplari, un numero che rende ogni auto una rarità per i collezionisti.

Perché la produzione Mathis si è interrotta?

La crisi economica degli anni Trenta portò alla fusione con Ford e alla nascita di Matford, mentre la Seconda guerra mondiale e le difficoltà del dopoguerra impedirono il rilancio dei prototipi successivi, portando alla chiusura definitiva dell'azienda intorno al 1950.

Fonti

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