Scheda modello

Oldtimer Maserati

Le Maserati d'epoca raccontano oltre mezzo secolo di Gran Turismo disegnate dai grandi carrozzieri italiani, tra motori V8 artigianali, record di velocità e un collezionismo oggi sempre più vivace.

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Perché sì

  • Design senza tempo firmato dai grandi carrozzieri italiani come Touring, Frua, Ghia, Giugiaro e Bertone
  • Motori V8 e sei cilindri di progettazione propria, con carattere e sonorità difficilmente replicabili
  • Prestazioni ancora oggi brillanti su modelli come Ghibli, Bora e Khamsin
  • Rarità produttiva: molte serie contano solo poche centinaia di esemplari, fattore che sostiene il valore collezionistico
  • Mercato dell'usato d'epoca in crescita, con interesse sempre maggiore da parte di club e ASI

Da valutare

  • Affidabilità storicamente incostante, soprattutto sulle prime serie Biturbo con problemi di surriscaldamento e casi di incendio
  • Manutenzione impegnativa e ricambi spesso rari o reperibili solo tramite specialisti
  • Carrozzerie in acciaio d'epoca soggette a ruggine se non conservate correttamente
  • Impianti di iniezione e accensione elettronica delle versioni più recenti richiedono manutenzione specialistica
  • Quotazioni molto variabili in base a stato di conservazione, originalità e documentazione storica

In sintesi

Marchio
Maserati
Fondazione
1914, Bologna
Sede storica
Modena, dal 1939
Simbolo
Tridente, ispirato alla fontana di Nettuno di Bologna
Primo modello a marchio Maserati
Tipo 26 (1926)
Modelli Oldtimer più noti
3500 GT, Sebring, Mistral, Quattroporte I serie, Ghibli, Bora, Merak, Khamsin, Biturbo
Titoli mondiali F1
2, con Juan Manuel Fangio (1954 e 1957)
Passaggi di proprietà storici
Famiglia Maserati, Orsi (1937), Citroën (1968), De Tomaso (1975), Fiat (1993)

Il marchio Maserati nasce a Bologna il 1° dicembre 1914 per iniziativa dei fratelli Alfieri, Ettore ed Ernesto Maserati, inizialmente attivi nella preparazione di vetture Isotta Fraschini. Nel 1926 arriva la prima vettura firmata Maserati, la Tipo 26, un otto cilindri da competizione che introduce il celebre Tridente, il simbolo disegnato dal fratello Mario e ispirato alla fontana di Nettuno in piazza Maggiore a Bologna. Nel 1937 la famiglia cede la società all'imprenditore modenese Adolfo Orsi, che nel 1939 trasferisce la sede da Bologna a Modena, dove si trova tuttora. È in questa fase che Maserati costruisce parte della propria leggenda sportiva, culminata nei due titoli mondiali di Formula 1 conquistati da Juan Manuel Fangio nel 1954 e nel 1957. Da lì in avanti la casa del Tridente attraversa diversi proprietari, dalla parentesi Citroën alla gestione di Alejandro de Tomaso, fino all'ingresso nell'orbita Fiat: un percorso non lineare che ha però prodotto alcune delle Gran Turismo più affascinanti della storia dell'auto italiana, oggi al centro di un collezionismo Oldtimer sempre più attento e appassionato.

Dalle officine di Bologna al Tridente di Modena

La storia di Maserati inizia come una tipica officina di inizio Novecento, dedicata alla preparazione e riparazione di automobili. È solo con la Tipo 26 del 1926, un otto cilindri da 1,5 litri e 120 CV debuttante alla Targa Florio, che il marchio comincia a costruire vetture proprie contraddistinte dal Tridente.

Il passaggio più importante per l'identità del marchio arriva nel 1937, quando l'imprenditore Adolfo Orsi rileva la società dalla famiglia fondatrice. Due anni dopo la sede si trasferisce da Bologna a Modena, città che resta ancora oggi il cuore produttivo e simbolico di Maserati.

  • 1914: fondazione a Bologna da parte dei fratelli Maserati
  • 1926: debutto della Tipo 26 e nascita del logo Tridente
  • 1937: acquisizione da parte di Adolfo Orsi
  • 1939: trasferimento della sede a Modena

Fondazione

1914, Bologna

Le Gran Turismo che hanno fatto la storia del Tridente

Il vero salto verso la produzione in serie avviene nel 1957 con la 3500 GT, carrozzata da Touring: un sei cilindri da 3,5 litri e circa 230 CV alimentato da tre carburatori Weber, capostipite di una lunga stirpe di Gran Turismo Maserati. Nel 1961 arriva l'evoluzione 3500 GTI, la prima vettura italiana di serie con iniezione diretta, seguita nel 1962 dalla Sebring e nel 1963 dalla Mistral, spesso considerata la più elegante interpretazione stilistica di questa generazione.

Sempre nel 1963 debutta la prima Quattroporte, disegnata da Pietro Frua su meccanica derivata dalla 5000 GT: con il V8 da 4,2 litri e 260 CV era, all'epoca, la berlina più veloce al mondo, capace di superare i 230 km/h. Nel 1966 il modello riceve un restyling con i quattro fari tondi, pensato anche per agevolare l'esportazione negli Stati Uniti.

Sede storica

Modena, dal 1939

Motore centrale e venti del deserto: l'era Citroën

Nel 1966 arriva la Ghibli, disegnata da Giorgetto Giugiaro per la carrozzeria Ghia: un V8 di 4,7 litri da 310 CV che le consente di sfiorare i 270 km/h e di conquistare più clienti delle rivali dirette Ferrari Daytona e Lamborghini Miura. Il nome, ispirato a un vento, apre una tradizione che Maserati porterà avanti per decenni.

Con l'ingresso di Citroën nella proprietà nel 1968, il Tridente adotta per la prima volta lo schema a motore centrale: nel 1971 debutta la Bora, firmata ancora da Giugiaro, con V8 4,9 litri da 320 CV, seguita nel 1972 dalla più accessibile Merak, spinta da un tre litri da 190 CV. Nel 1973 arriva anche la Khamsin, disegnata da Bertone, ultimo modello sviluppato sotto la supervisione tecnica dell'ingegner Giulio Alfieri prima del cambio di proprietà.

  • Ghibli (1966-1973): V8 4,7 litri, 310 CV, disegno Giugiaro/Ghia
  • Bora (1971-1978): V8 4,9 litri, 320 CV, prima Maserati stradale a motore centrale
  • Merak (1972-1983): V6 3 litri, 190 CV, versione più accessibile della Bora
  • Khamsin (1973-1982): V8 4,9 litri, design Bertone, oltre 275 km/h dichiarati

Primo modello a marchio Maserati

Tipo 26 (1926)

La Biturbo e la scommessa di Alejandro de Tomaso

Nel 1975 la proprietà passa ad Alejandro de Tomaso, che punta a rilanciare Maserati con un modello destinato a volumi ben più ampi rispetto alle GT artigianali del passato: la Biturbo, presentata nel 1981. Il nome deriva dall'inedita soluzione, per l'epoca, di un motore V6 sovralimentato da due turbocompressori, pensata per unire prestazioni elevate a consumi e ingombri contenuti.

Le prime serie scontano però difetti di gioventù legati a un lancio commerciale troppo rapido, con episodi di surriscaldamento dei carter turbina e problemi di affidabilità che hanno segnato la reputazione del modello. La situazione migliora sensibilmente con l'introduzione dell'iniezione e dell'accensione elettronica nella versione «i» del 1987, e ancora con le successive varianti a 24 valvole, che riducono in modo significativo i problemi originari pur senza raggiungere l'affidabilità delle rivali tedesche del periodo.

Titoli mondiali F1

2, con Juan Manuel Fangio (1954 e 1957)

Possedere una Maserati d'epoca oggi

Il mercato del collezionismo dedicato alle Maserati storiche è oggi molto attivo, con quotazioni che variano enormemente in base al modello, allo stato di conservazione, all'originalità meccanica e alla documentazione disponibile. Le Gran Turismo con carrozzeria firmata dai grandi nomi del design italiano, in particolare gli esemplari a basso chilometraggio o oggetto di restauro filologico, restano tra le più ricercate.

Per chi valuta l'acquisto, restano centrali alcuni fattori: la storicità certificata (utile anche per il riconoscimento come veicolo d'interesse storico), lo stato della carrozzeria in acciaio, spesso soggetta a corrosione se non curata nel tempo, e la disponibilità di un'officina specializzata in grado di intervenire su meccaniche complesse e ormai fuori produzione da decenni.

Le generazioni della Maserati

68anni di storia

1926—195731 anni

Le origini e le corse

Dalla Tipo 26 alle vetture da competizione del dopoguerra, fino ai due titoli mondiali di Formula 1 conquistati da Fangio nel 1954 e nel 1957: gli anni in cui Maserati costruisce la propria reputazione sportiva prima di affacciarsi alla produzione stradale in serie.

1957—196811 anni

Le Gran Turismo Touring e Frua

Con la 3500 GT del 1957 Maserati avvia la produzione di Gran Turismo su scala più ampia. Seguono la 3500 GTI a iniezione diretta, la Sebring, la Mistral e, nel 1963, la prima Quattroporte disegnata da Frua, all'epoca la berlina più veloce al mondo.

1966—19759 anni

L'era Citroën: le grandi GT a motore anteriore e centrale

La Ghibli di Giugiaro apre una nuova stagione stilistica, mentre l'ingresso di Citroën nella proprietà porta alle prime Maserati a motore centrale, Bora e Merak, e alla Khamsin disegnata da Bertone, ultimo progetto seguito dall'ingegner Giulio Alfieri.

1981—199413 anni

L'era De Tomaso: la Biturbo e la produzione su larga scala

Con Alejandro de Tomaso alla guida, Maserati lancia la Biturbo, primo modello di serie al mondo con motore a doppio turbocompressore, dando origine a una vasta famiglia di coupé, berline e spider che avvicina il Tridente a un pubblico più ampio, pur tra difficoltà di affidabilità nelle prime versioni.

Domande frequenti sulla Maserati

Qual è stata la prima vettura a portare il marchio Maserati?

È la Tipo 26 del 1926, un'otto cilindri da competizione da 1,5 litri e 120 CV, presentata alla Targa Florio: fu anche la prima vettura a montare il logo del Tridente.

Quali sono le Maserati d'epoca più ricercate dai collezionisti?

Le Gran Turismo disegnate dai grandi carrozzieri italiani sono tra le più apprezzate: 3500 GT, Ghibli, Mistral, Bora, Merak e Khamsin, oltre alla prima serie della Quattroporte, considerate testimonianze di un'epoca in cui ogni modello nasceva da un progetto quasi artigianale.

La Maserati Biturbo è affidabile come vettura d'epoca?

Le prime serie, lanciate nel 1981, hanno sofferto di problemi di affidabilità legati soprattutto ai carter delle turbine e a un debutto commerciale frettoloso. La situazione è migliorata con la versione a iniezione elettronica del 1987 e con le successive varianti a 24 valvole, pur restando una meccanica che richiede manutenzione attenta.

Perché molte Maserati storiche portano nomi di venti?

A partire dalla Mistral degli anni Sessanta, Maserati ha adottato la consuetudine di battezzare le proprie Gran Turismo con nomi di venti, come Ghibli e Khamsin, una tradizione stilistica proseguita per diversi decenni nella gamma del marchio.

Da quale carrozzeria proviene il disegno della Maserati Ghibli?

La Ghibli, presentata nel 1966, fu disegnata da Giorgetto Giugiaro per la carrozzeria Ghia: le sue linee, con il lungo cofano piatto e i fari a scomparsa, le permisero di vendere più delle rivali dirette Ferrari Daytona e Lamborghini Miura.

Fonti

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